S&P 500 e Nasdaq puntano verso novembre, ma la divergenza del Dow Jones e una sorprendente analogia ciclica con il 2007-2009 aprono un interrogativo sul 2027. Ecco le condizioni che potrebbero confermare — o smentire — lo scenario.
Nell’articolo gratuito pubblicato ieri, abbiamo tentato una proiezione dei massimi sull’S&P500 e sul Nasdaq
https://www.traders-mag.it/8150-e-se-fosse-il-massimo/ .
La divergenza del Dow Jones con gli altri due indici, di cui parliamo ormai da alcune settimane, è l’elemento possibile che contribuisce a perturbare un clima azionario che sembra orientato a prepararsi ad una accelerazione rialzista.
Nell’articolo gratuito, pubblicato il 3 ottobre scorso, https://www.traders-mag.it/cronaca-di-un-disastro-annunciato/ , scrivevamo:
“Una delle caratteristiche comuni alle conclusioni cicliche è il fenomeno della distorsione.
La distorsione trova la sua causa nell’impatto di cicli superiori rispetto ai cicli inferiori, che ne vengono così dominati e ne escono, appunto, “distorti”.
La distorsione manifesta i suoi effetti nella divergenza: indici diversi, anche correlati fra loro, cominciano ad andare ciascuno per i fatti propri.”
Approfondiremo in questo articolo i due fenomeni insieme: la proiezione verso i massimi dell’S&P500 e del Nasdaq e l’apparente debolezza del Dow Jones, in divergenza con gli altri due indici.
C’è, infatti, una domanda che merita di essere posta.
E se il massimo che stiamo cercando di proiettare per novembre non fosse soltanto il massimo di un ciclo intermedio?
E se rappresentasse anche la conclusione della fase rialzista del ciclo a 50 settimane, aprendo la strada a una correzione molto più importante nei primi mesi del 2027?
Non è una previsione di crollo.
È un’ipotesi ciclica che nasce dalla sovrapposizione di cicli differenti, dalla persistente divergenza del Dow Jones e da un precedente storico che non possiamo ignorare: il 2007-2009.
In quel periodo, un nuovo massimo storico precedette la conclusione di cicli superiori e una delle fasi ribassiste più drammatiche della storia finanziaria moderna.
La storia non è obbligata a ripetersi. Ma quando alcune strutture temporali mostrano somiglianze significative, abbiamo il dovere di studiarle.
Soprattutto per capire quali segnali potrebbero confermare lo scenario e quali, invece, renderlo inutilizzabile.
Perché il problema non è prevedere una tempesta.
È evitare di costruire un portafoglio che possa sopravvivere soltanto se la tempesta non arriva.
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