8150. E se fosse il massimo?

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Il nostro metodo di proiezione grafica individua due possibili obiettivi per novembre: 8150 sull’S&P 500 e 32.569 sul Nasdaq 100. La finestra critica è il 13-18 novembre. Vediamo come siamo arrivati a questi numeri.

Nelle ultime settimane abbiamo parlato molto di divergenze, distorsioni cicliche e dei rischi che potrebbero accompagnare la conclusione del grande ciclo a 18 anni.

Ma c’è una domanda alla quale vale la pena provare a rispondere.

E se, prima di diventare davvero pericoloso, il mercato avesse ancora spazio per salire?

Non sarebbe affatto una contraddizione.

Un mercato può avvicinarsi alla conclusione di un grande ciclo continuando a costruire nuovi massimi nei cicli inferiori.

Anzi, proprio la sovrapposizione di cicli differenti può rendere particolarmente difficile interpretare ciò che sta accadendo.

Oggi proviamo quindi a fare qualcosa di diverso.

Non ci limitiamo a individuare una finestra temporale. Proviamo ad associarle due livelli di prezzo.

8150 punti sull’S&P 500 future.

32.569 punti sul Nasdaq 100 future.

E una finestra comune: 13-18 novembre, con il 16 novembre come data centrale della nostra proiezione grafica.

Sono numeri ottenuti attraverso un metodo empirico che abbiamo già utilizzato in passato, anche con risultati interessanti.

Ma sono numeri costruiti su ipotesi.

E un’ipotesi, per quanto ragionata, rimane tale fino a quando il mercato non comincia a confermarla.

Il nostro obiettivo non è indovinare il massimo. È costruire in anticipo una mappa che ci permetta di riconoscerlo, se e quando comincerà a formarsi.

Vediamo come siamo arrivati a questi livelli.

Nella nostra analisi ciclica, la prossima settimana è l’undicesima dal minimo di fine luglio, per l’S&P500 e il Nasdaq.

Resta in divergenza il Dow Jones, di cui, ancora, è difficile la classificazione ciclica.

In un ciclo che normalmente dura dalle 14 alle 24 settimane potremmo tentare una proiezione del massimo, basata su semplice ipotesi operativa, anche basata su importanti algoritmi temporali.

In questo articolo, vogliamo supporre che il massimo del ciclo si formi in un intervallo compreso fra la quindicesima e la sedicesima settimana, per poi declinare verso il minimo e quindi la conclusione del ciclo, probabilmente nelle 2-5 settimane successive.

Si tratta di una pura ipotesi che vedrebbe il massimo dei due indici principali americani in una data compresa fra il 9 e il 20 di novembre, con la massima probabilità il 13-18 novembre.

L’ipotesi è basata su una convergenza dei due indici, ovviamente da verificare sul campo: non è da escludere, viceversa, che uno dei due indici anticipi il massimo di ciclo rispetto all’altro.

Il metodo di Proiezione grafica

In molte altre occasioni in passato, abbiamo utilizzato il nostro metodo di proiezione grafica, che parte dalla formazione, nel grafico, di un livello critico (in genere il 50% “futuro” dell’attuale range), in modo da proiettare il 100%.

Si tratta di un metodo empirico, che, peraltro, non di rado ha individuato l’area di formazione dei massimi: forse i nostri lettori più attenti ricorderanno quando abbiamo previsto con mesi di anticipo il livello 4858 nel gennaio del 2022, prima della caduta dei listini, livello che si è poi rivelato essere 4808; il metodo è lo stesso.

Alcuni potranno eccepire che in epoca Trump potrebbe essere molto diverso, specialmente pensando alle elezioni mid-term ormai prossime, ma non è una buona ragione per non tentare ugualmente.

S&P500: il massimo proiettato.

L’inizio della linea di proiezione è sul minimo di luglio, inizio del ciclo in corso.

Come 50% del range “futuro” è stato considerato il minimo del 9-10-11 giugno. Questo significa che abbiamo esteso da tale livello la linea di proiezione (in giallo sul grafico) per farla arrivare all’ipotetico 100% “futuro”.

L’11 giugno, punto di inizio del rimbalzo, coincide anche con la media mobile a 50 periodi: buon candidato per essere un punto critico del range “futuro”.

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L’S&P500 future, proiezione grafica del massimo relativo di ciclo

Enumeriamo le ipotesi sulle quali è basata la proiezione:

  1. massimo di ciclo il 16 novembre, giorno intermedio fra il 13 e il 18 novembre;
  2. continuazione del ciclo rialzista verso il mese di novembre, statisticamente performante;
  3. prima trend line rialzista ancora valida.

Il livello di prezzo proiettato è a 8150, qualcosa più del 3.5% rispetto al livello attuale.

Nasdaq 100: il livello proiettato.

In questo caso, a causa della maggiore irregolarità del Nasdaq, il livello del 50% del range “futuro” è stato individuato a metà strada fra i minimi di giugno e quelli di fine luglio.

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Il Nasdaq future, proiezione grafica del massimo relativo del ciclo

Le ipotesi sono le medesime, con la esclusione della trend line rialzista.

Il livello di prezzo proiettato al 16 novembre è 32.569, vale a dire il 4.6% in più del livello attuale.

Invalidazione e conferme della proiezione

Nell’articolo di Analisi di Mercato, che pubblicheremo domani, riservato agli abbonati, riprenderemo tali proiezioni, andandole a confrontare con le ipotesi stagionali, con gli algoritmi temporali e con alcune considerazione sul mercato delle opzioni: questo ci permetterà di comprendere quali sono gli scenari che invaliderebbero tale proiezione o quelli che, viceversa, potrebbero confermarli.

Conclusioni.

Raccomandiamo come sempre di non prendere le proiezioni come scenario di facilitazione di trading speculativo.

La mappa operativa è quella che ci consente all’interno di un portafoglio operativo gestito correttamente e, soprattutto, il più possibile neutrale “a darci ragione”, di avere punti di riferimento e di orientamento.

La proiezione è frutto di materia statistica, dove la probabilità contraria, in questo caso, è molto alta.

Maurizio Monti
44 anni sui mercati
Editore di Traders’ Magazine Italia
Fondatore dell’Istituto Svizzero della Borsa

 

 

 

 

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