Il mercato rompe i supporti, accelera al ribasso e apre una fase che potrebbe accompagnarci fino alla fine di giugno.
Prospettiva
L’S&P500 future ha chiuso la prima settimana negativa dopo nove positive.
Lo storno di venerdì 5 giugno è stato rilevante, superiore al 3% considerando l’orario di chiusura delle 23 europee.
La rottura definitiva al ribasso del livello 7570 è stata fatale: il supporto era stato bucato il 3 giugno con una discesa fino a 7520, ma prontamente recuperato da un’ondata di acquisti da parte degli americani il 4 giugno.
Il 4 giugno avevamo visto di nuovo quota 7600 e oltre, ma 7570 è stato di nuovo bucato in conclusione di giornata.
Durante la prima mattina europea del 5 giugno, l’S&P500 tentava un nuovo appiglio a 7570, divenuto ormai una resistenza.
Da quel momento, erano le sette del mattino in Europa, nessuno ha avuto più fiducia nel tentativo di recupero e l’S&P500 ha rotto tutti i supporti che si possano rompere in una giornata di ritracciamento, cercando di salvare, prima della chiusura delle ore 22, le put a 7400, e dopo avere distrutto tutti i muri di put da 7550 in poi.
L’accelerazione ribassista è stata violenta a causa del grande volume di future short, volti a coprire le put vendute infrante e divenute pesantemente in the money.
Dopo le ore 22 del 5 giugno, l’accelerazione ribassista è continuata, registrando il minimo a 7359: circa 10 punti sopra il livello delta di 7350 (in pratica il suo livello gamma), e superiore di 5 punti a 7354, minimo del 19 maggio, precedente ritracciamento dell’S&P500.
La chiusura delle ore 23 ha riagguantato 7368.
Come spesso accade, giornate come queste sono dei veri e propri manuali di trading.
Esaminiamo ora l’aspetto ciclico, che si prospetta essere molto interessante.
Dove siamo con il ciclo dell’S&P500
La settimana entrante è la decima del ciclo intermedio a 14-24 settimane, dopo il minimo del 31 marzo, avvenuto sull’algoritmo temporale 2-5 aprile.
E’ anche la decima settimana del ciclo a 50 settimane, che spesso vede le prime 8-9 settimane con tendenza rialzista, come poi è avvenuto.
Il ribasso di venerdì è da ascrivere all’algoritmo temporale 5-8 giugno, più volte citato nei nostri contenuti delle ultime tre settimane – davamo più probabilità all’8 giugno, l’affondo del 2-3% previsto è avvenuto il giorno 5.
Il ciclo a 14-24 settimane si suddivide in aree di 5-8 settimane e raggiunge, non sempre, un punto critico a metà ciclo, intorno a 8-12 settimane.
Sono due, quindi, i pattern possibili. La prima area del ciclo potrebbe essersi conclusa con il minimo a 3 giorni del 19 maggio: in questa ipotesi siamo alla terza settimana della seconda area di ciclo.
O, anche, potremmo trovarci nel pieno dell’area di metà ciclo.
La differenza fra i due pattern è che nel primo caso la durata media dei ritracciamenti è di 3-5 giorni, nel secondo caso è di 3-13 giorni: vale a dire, il pattern di metà ciclo pesa di più che non i pattern distribuiti su aree di 5-8 settimane ciascuna.
La settimana del 14-18 settembre è la massima teorica estensione statistica del ciclo intermedio in corso: la data coincide con una possibile prospettiva di un minimo importante conseguente ad un massimo che potrebbe svilupparsi fra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto.
La visione su giugno resta quindi moderatamente negativa, con poche probabilità di rivedere massimi storici, almeno fino al 26-29 giugno.
Volendo supporre che il ribasso in corso sia un’onda ABC di ritracciamento, se il supporto 7350 nell’immediato riuscisse a tenere, potremmo assistere nel breve termine ad un rimbalzo e poi, se tale supporto cede, a un affondo, che non dovrebbe superare 7250-7300. O quanto meno, ci auguriamo non lo superi, trattandosi di un punto critico significativo di area di supporto, la cui rottura provocherebbe una non indifferente accelerazione ribassista.
In analisi grafica, il livello 7200, quindi più basso di 7250-7300, è l’attuale valore della media mobile a 50 periodi, che, nondimento, ha una velocità di salita piuttosto significativa.
Rimbalzo e affondo (o affondo e poi rimbalzo) potrebbero avvenire nella settimana entrante (più probabile) o nella successiva.
Se avvenisse nella settimana entrante e nella successiva dovesse permanere una fase di debolezza del mercato, non possiamo escludere una lateralità sui minimi, supportati dalla scadenza tecnica.
Diventerebbe, in questo caso, un punto interrogativo la settimana ancora successiva, fino al 26 giugno, anche se la maggiore probabilità è che si tratti di una settimana che prelude ad un recupero dei livelli per preparazione ad un trend potenzialmente positivo in luglio.
Algoritmo temporale e incrocio con la ciclicità.
Come detto più volte, il prossimo punto di inversione, successivo a quello del 5-8 giugno, di cui stiamo vedendo l’effetto, è il 26-29 giugno, seguito da un algoritmo minore all’incirca in coincidenza con la festa americana del 4 luglio (potremmo assegnargli 3-6 luglio).
Il mese di luglio è visto come positivo, o addirittura euforico. Ovviamente, abbiamo constatato come euforia e panico, in questa epoca, si cedono la mano, sia pure saltuariamente.
Se non ci sono incidenti, luglio potrebbe essere un mese sorprendente, con massimi importanti, a cui seguirebbe una fase che potrebbe essere piuttosto critica: la fase discendente del ciclo intermedio a 14-24 settimane, con il suo minimo, probabilmente collocato in settembre.
Se così fosse, si completerebbe la prima metà del ciclo a 50 settimane: il baricentro di questo ciclo è alla fine del primo trimestre 2027, con approssimazione di più o meno 12 settimane.
Esso sarebbe preceduto da un massimo che, in ipotesi potrebbe configurarsi fra novembre 2026 e gennaio 2027.
Stagionalità.
La stagionalità del mese di giugno è stata esaminata più volte nei nostri contenuti precedenti.
La settimana dell’8 giugno è statisticamente negativa, ma va tenuto conto che il ribasso del 5 giugno ha anticipato di un giorno di borsa la negatività, nella sua fase prevalente.
I giorni più positivi sono rappresentati dall’area del 15 giugno e del 23 giugno.
La prevalenza stagionale vedrebbe un affondo l’8-9 giugno, un graduale rimbalzo fino al 15 giugno, una fase laterale modestamente ribassista fino al 23 giugno, un affondo definitivo, ma probabilmente più alto di quello dell’8-9 giugno fino al punto di inversione del 26-29 giugno.
Tale punto di inversione, seguendo il ritmo stagionale, individuerebbe un minimo da cui il mercato ripartirebbe fino alla festa del 4 luglio, seguito da una probabile piccola pausa e da un exploit rialzista per due-quattro settimane successive.
Ovviamente, la stagionalità, come abbiamo visto più volte, indica potenziali punti di inversione, che potrebbero manifestarsi contrarian rispetto alla proiezione statistica.
Come tale, non va mai utilizzata la stagionalità, da sola, per determinare il timing di posizionamento long o short sul mercato.
Analisi grafica
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L’S&P500 future al 5 giugno 2026
Si aggiunge una nuova trend line sui massimi.
La linea dei minimi su settembre è di poco sopra 7000. Vedremo se questo avrà, oppure no, un significato.
Confrontando con il Nasdaq e il Dow Jones, i tre indici risultano, sia pure con valori diversi di ribasso nella giornata di venerdì, allineati come livelli logici: questo dato fa addirittura presumere che il minimo sia già stato fatto, per la sincronia di allineamento fra i tre indici.
Nondimeno, la maggiore probabilità resta a favore di un ulteriore affondo, come spiegato in precedenza.
Fondamentali.
USA e Iran devono trovare un accordo e prima lo fanno e meglio sarà, per loro, ma soprattutto per il resto del mondo.
Se Trump ha dato del pazzo a Nethaniau al telefono, come lui stesso ha ammesso, significa che per la prima volta nella sua vita gli è sfuggito di riconoscere un proprio errore. Potremmo annotarlo sul calendario come festa nazionale USA dei prossimi anni.
Il Petrolio non è tornato sopra i 100 dollari e questo è un classico sintomo di assuefazione del mercato che ci fornisce una piccola luce di ottimismo.
L’IPO di Space-X costituisce al momento il motivo di maggiore distorsione per il mercato: mi ricorda con una certa tristezza le IPO del 1998 e 1999.
Stesso clima di pompaggio dell’interesse degli investitori, stessa kermesse di grandi operatori che invitano a “prendere l’occasione”.
Stesse argomentazioni che servono a riempire le casse di pochi, esponendo molti a rischi irrazionali.
La “fantastica occasione” avrà luogo il 12 giugno. Non chiedetemi come reagirà il mercato. Probabilmente bene, del resto abbiamo detto che verso metà mese ci può essere un rimbalzo significativo.
Una nota sul collar di JpMorgan
Abbiamo constatato un po’ di confusione di dettagli, su internet, riguardante il collar di JPMorgan.
La posizione del collar attuale di JpMorgan, inserito il 31 marzo con scadenza 30 giugno, è la seguente, rappresentata nell’immagine che segue.
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Il collar di JPMorgan sulla scadenza 30 giugno
Come si vede dalle posizioni, le call 6850 sono andate in the money abbondantemente, insidiando per eccesso di rialzo la posizione di portafoglio del fondo (che peraltro ha guadagnato molto dalle azioni tenute in portafoglio).
La confusione che troviamo su internet (e di cui quindi mettiamo in guardia i lettori) è che il CME ha creato una nuova categoria di opzioni sull’SPX, con codice SME, riservate agli istituzionali.
Tali opzioni sono visibili sul sito del CME, ricercando, con un po’ di pazienza, tali opzioni, di cui vengono forniti gli open interest, ma non sono visibili sulle piattaforme di trading per conti retail (né sono negoziabili in tali conti).
Il posizionamento attuale favorirebbe (guarda caso) un po’ di ribasso del mercato nel mese di giugno: non è detto che questo accada, ma il ritracciamento in corso ha certamente alleggerito un po’ una posizione probabilmente divenuta pesante per JpMorgan.
Non significa che JPMorgan punti al mercato che torni a 6850 (sarebbe una catastrofe per le posizioni rialziste accumulate sull’azionario), ma che si alleggerisca un po’ equilibrando meglio le posizioni.
Poi: noi non abbiamo la visibilità delle posizioni di JpMorgan e questa è soltanto una ipotesi, anche se molto realistica, rispetto a interpretazioni fra lo sbagliato e l’incredibile che troviamo su internet.
Conclusioni.
Giugno sta confermando la sua tendenza statistica di debolezza del mercato americano, concentrata fra la seconda e la quarta settimana di giugno.
La seconda settimana è stata anticipata al venerdì della prima, con il forte ritracciamento che abbiamo visto.
C’è una debole probabilità che il minimo sia stato già fatto, perché raramente si vede un allineamento così perfetto fra i tre indici, dal punto di vista grafico.
La maggiore probabilità, peraltro, rimane per un affondo ulteriore fino all’area 7250-7300, rimbalzo a metà mese, probabilmente in concomitanza con la scadenza tecnica, e prosieguo di una fase a tendenza laterale sui minimi per la settimana successiva alla scadenza tecnica.
Riteniamo che la pausa di giugno preluda ad un luglio molto positivo.
Il periodo agosto-settembre, se darà luogo alla conclusione del ciclo a 14-24 mesi, e al metà ciclo a 50 settimane, potrebbe dare origine ad un minimo importante.
Avremo modo di parlarne più avanti.
P.S.: Questo contenuto è normalmente riservato agli abbonati a Traders’ Magazine.
Solo per questa volta viene reso disponibile a tutto il pubblico: se lo hai apprezzato, puoi riceverlo tutte le settimane, partecipando anche alle Classroom del martedì mattina.









