Nel XVIII secolo, mentre la maggior parte dei sovrani governava da imponenti palazzi circondati da consiglieri, protocolli e cerimonie, ci fu un imperatore che preferì fare qualcosa di molto diverso: mescolarsi alla gente senza rivelare la propria identità.
Si trattava di Giuseppe II, imperatore del Sacro Romano Impero, un sovrano convinto che le decisioni migliori non potessero essere prese soltanto da un ufficio.
Per conoscere la realtà del suo impero, intraprendeva viaggi vestito come un semplice cittadino.
Senza scorte visibili né insegne che rivelassero il suo rango, attraversava villaggi, visitava mercati, entrava nelle locande e parlava con contadini, commercianti e soldati.
Un obiettivo semplice.
Il suo obiettivo era semplice: ascoltare ciò che nessuno avrebbe osato dire davanti a un imperatore.
Durante una di queste visite, Giuseppe II trascorse diverse ore a parlare con un gruppo di soldati.
Convinti di trovarsi davanti a un viaggiatore qualunque, iniziarono a sfogarsi.
Criticarono le condizioni dell’esercito, le difficoltà logistiche, la scarsità di risorse e, naturalmente, la scarsa comprensione che lo stesso imperatore sembrava avere dei problemi di chi serviva al fronte.
Giuseppe II ascoltò senza interrompere. Non cercò di giustificarsi, non rivelò chi fosse e non corresse nessuno dei presenti.
Si limitò a prendere mentalmente nota di tutto ciò che stava ascoltando.
Qualche tempo dopo, molte di quelle lamentele si tradussero in riforme destinate a migliorare l’organizzazione e le condizioni dell’esercito.
I soldati non seppero mai che, quella sera, avevano parlato direttamente con l’uomo che aveva il potere di cambiare le cose.
L’informazione si distorce salendo.
Questa storia riflette un’idea sorprendentemente attuale: quanto più in alto si trova una persona all’interno di un’organizzazione, tanto più difficile diventa ricevere informazioni davvero sincere.
La gerarchia, il timore delle conseguenze o il semplice desiderio di compiacere fanno sì che i messaggi vengano filtrati prima di arrivare a chi prende le decisioni.
Giuseppe II comprese che l’unico modo per conoscere la realtà era eliminare, anche solo per qualche ora, la barriera imposta dal proprio ruolo.
La lezione della storia.
A oltre due secoli di distanza, molte aziende applicano un principio molto simile.
Dirigenti che visitano gli stabilimenti senza preavviso, manager che rispondono alle chiamate del servizio clienti o responsabili che affiancano i team sul campo cercano esattamente la stessa cosa: scoprire che cosa accade davvero quando nessuno ha la sensazione di essere osservato o valutato.
Le informazioni più preziose raramente compaiono in un report perfettamente redatto.
Si trovano più spesso in una conversazione spontanea, in una critica sincera o in un commento che qualcuno osa fare solo quando pensa che chi lo ascolta sia semplicemente un suo pari.
Giuseppe II non ebbe bisogno di tecnologia, sondaggi o sofisticati sistemi di analisi per comprendere meglio il suo impero.
Fece soltanto ciò che molti leader dimenticano con facilità: uscire, ascoltare e osservare senza pregiudizi.
Perché, a volte, la differenza tra una cattiva decisione e una grande riforma non consiste nell’avere più dati, ma nell’ascoltare le persone giuste prima che smettano di parlare con sincerità.
Traders’ Magazine Italia
La Redazione
Le Opzioni Intelligenti di Maurizio Monti
Oggi alle 18.30 ti aspettiamo in Diretta sul canale YouTube di Traders’ Magazine Italia con una nuova puntata:
Il momento delle decisioni
Quando il mercato arriva in un punto critico, la differenza non è conoscere una strategia.
La differenza è sapere quale decisione prendere.
Le tre puntate della settimana diventano tre capitoli della stessa storia
Prima parte
Analisi dei mercati:
- andamento della settimana
- Il VIX ancora in picchiata, per quanto?
- algoritmo temporale 17-20 luglio
- stagionalità favorevole
- perché il rally potrebbe dimostrare la propria forza proprio ora
- previsione delle prossime 4-5 settimane:
mercato nervoso, falsi breakout, ampie oscillazioni, picchi di volatilità
Seconda parte
La Genial Butterfly
“Hai 110 dollari di profitto. Li porti a casa? Oppure punti ai 180?”
E’ la domanda strategia che nella nostra carriera di trading ci siamo fatti migliaia di volte: con il risultato che le scelte emozionali alle volte hanno prevalso su un processo mentale equilibrato e sanamente distaccato.
Mostriamo e commentiamo quale debba essere il processo logico di un professionista del trading: e mercoledì 15 luglio su “Dentro il Portafoglio” vedremo se la decisione presa oggi era quella corretta.
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