E’ l’era dei complotti.
I principali eventi nascondono una potenzialità complottista dietro di sé.
Lo sbarco sulla Luna degli americani nel 1969, l’attacco alle Torri Gemelle…e, per avvicinarci ai tempi nostri, gli attentati a Trump.
La domanda è sempre quella: e se fosse tutta una montatura?
Di lì si costruisce il perché potrebbe essere una montatura: e ovviamente volendole trovare, si trovano mille e una ragione a dimostrazione e supporto.
Trump
Recentemente, ha parlato di “mondo di matti”.
Che, detto da lui, non si sa bene se suona ridicolo o troppo vero, perché quelle parole possano essere uscite dalla sua bocca.
C’è un attimo da riflettere, proprio su quel “mondo di matti”.
Se hai visto “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, il grande momento di quel film fu quando Nicholson pronunciò una solenne verità, rivolgendosi agli internati di un manicomio, quando ancora questi esistevano: “non siete più matti della media della gente che gira normalmente per strada”.
Ecco, l’essenza del “mondo di matti” è tutta qui.
Trump dopo l’Hilton.
Di Trump, abbiamo scoperto una parziale e sorprendente umanizzazione: durante la conferenza successiva all’ultimo attentato all’Hilton di Washington, ha invitato gli americani a sanare le divisioni, ad essere uniti.
Uno dei personaggi più divisivi della storia, invita all’unità.
E se fosse …
Fingersi matto può spaventare l’avversario.
Quello che ci ha sorpreso di Trump, in quella conferenza, è proprio scoprirlo per un attimo “fuori dal mondo di matti”.
Dopo una spinta emozionale evidente, con un viso un po’ tirato, una giacca leggermente gualcita, quella persona di cui quasi tutto il mondo ha predicato la potenziale pazzia, ci è apparso, per un istante, maledettamente sano di mente.
E se i matti fossimo noi a non avere capito che fingersi matto, imprevedibile, incostante, istintivo sia solo una strategia di lungo termine?
E, volendo estendere il discorso, se la guerra con l’Iran fosse un piano molto ben calcolato per chiudere per sempre Hormuz e condannare il mondo ad una dipendenza energetica sostanziale dagli Stati Uniti, regalando anche qualche briciola all’amico Putin?
C’è follia in tutto questo o c’è un piano reale, audace, rischiosissimo, per trasformare l’irredimibile debito americano in una risorsa da far divenire obbligata per tutti i paesi del mondo?
E’ una strategia per risollevare l’impero americano, rischiosa finché si vuole, ma tutt’altro che folle?
E’ solo una riflessione.
E’ pur sempre l’era dei complotti.
Il rischio sottostante di una strategia di quel genere è così alto, da non poter essere calcolato.
Follia o rischio?
Meditiamoci su … buona lettura di questo numero di Traders’ Magazine.
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