Quando il mercato vuole correggere, trova sempre una notizia.
Il vero lavoro consiste nel riconoscere i segnali prima che arrivi la spiegazione.
L’algoritmo temporale che avevamo previsto per il 22-26 maggio aveva concluso il suo ciclo in anticipo di tre giorni, il 19 maggio, giorno in cui l’S&P500 future ha segnato 7354, per poi ripartire al rialzo.
Successivamente a quella data avevamo anticipato in tutti i nostri contenuti, articoli, youtube e Classroom, che la successiva inversione del mercato si sarebbe verificata fra il 5 e l’8-9 giugno, dando maggiore probabilità all’8 giugno.
Nella giornata di ieri, 5 giugno, l’S&P500 ha virato in modo prepotente al ribasso, nella modalità che avevamo previsto nel nostro articolo gratuito pubblicato su Traders’ Magazine il giorno 30 maggio
https://www.traders-mag.it/il-
dove scrivevamo, fra l’altro:
“E’ molto probabile che eventuali affondi siano improvvisi e di breve durata. Sarebbe tutt’altro che improbabile il verificarsi di una giornata da meno 2% o meno 3%.”
L’S&P500 ha chiuso alle 22 ora Europea sopra 7400, per salvare almeno le opzioni put zeroday di quel livello, dopo avere fatto carneficina di tutti i supporti di put fra 7500 (oltre 25.000), nell’area 7475 (35.000), a 7450-7455 (25.000), e infine 7400 e dintorni (34.000).
Le coperture evidenti effettuate con i future short hanno accelerato il ribasso del mercato: il salvataggio in extremis di quota 7400 è avvenuto negli ultimissimi minuti.
Appena dopo le 22, la discesa è continuata fino a toccare il minimo 7360, sette punti sopra il minimo del 19 maggio citato sopra.
Alla fine la discesa, contando anche la parte oltre le 22, ha superato di poco il 3%. La chiusura è di quelle molto brutte.
Volatilità
Come anticipato nell’articolo citato sopra, la volatilità misurata dal Vix ha fatto un grande balzo in alto, toccando quota 21.50, nella fascia iniziale del “Pattern Trump”, dove scrivevamo:
“La volatilità implicita non si è mossa in due dei cinque anni (nel 2019 e nel 2025), mentre è salita mediamente del 25%, con un massimo del 47% nel 2018: tentando una proiezione, è un valore del Vix fra 18 e 22.”
Peraltro, nel corso del mese di giugno, non è infrequente di vedere più di un picco di volatilità: secondo l’analisi condotta nello stesso articolo il range del Vix potrebbe oscillare fra 18 e 28.
Il Volatility Flow ha fatto un affondo raro da vedere, che richiama alla memoria quello del 10 ottobre 2025, sia pure su un livello più alto.
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Il Volatility Flow al 5 giugno 2026
La discesa del Volatility Flow, che indica una impetuosa ripresa della volatilità di breve termine, è andata a toccare la media mobile a 200, dopo essersene abbondantemente discostato.
Si osservi come il tocco sulla linea azzurra superiore (zona 15-16% del contango fra i primi due future del Vix) ha ancora una volta corrisposto ad una discesa del mercato, come già avvenuto in passato – se non subito, come in questo caso, entro pochi giorni.
La prospettiva
Il livello 7350, venisse violato al ribasso, fa parecchi danni: è un punto di partenza importante dove si sono accumulate molte posizioni long.
Peraltro, avevamo più volte osservato nelle ultime Classroom il “deserto dei Tartari” presente sui Defense Point Distribution dal lato put: indizio che i venditori di put erano molto prudenti a posizionarsi su posizioni strategiche di più lungo termine.
Il supporto tecnico più importante per i Defense Point Distribution è 7150, cioè 200 punti abbondanti più sotto di dove è arrivato il mercato venerdì: in tale ipotesi la polverizzazione del supporto 7350, se dovesse avvenire, darebbe origine ad una voragine ribassista con forte aumento di volatilità, riteniamo nei limiti già citati riferendoci al Vix.
Peraltro, durante la discesa di venerdì, osservavamo una intensa vendita di put zeroday con scadenza lunedì 8 giugno ai livelli 7250 e 7200, con prezzi piuttosto ricchi di volatilità e quindi molto appetitosi per i venditori di put.
Molti, peraltro, avevano cominciato a posizionarsi molto più in alto, sempre sulla scadenza lunedì, fin da 7480, accompagnando poi tutta la discesa, e prendendo quindi premi significativi, pur obbligandosi a coperture con future che contribuivano ulteriormente al ribasso.
Questo quadro depone a favore di un almeno temporaneo rimbalzo nel breve termine, per riequilibrare le posizioni aperte su lunedì e possibilmente sanare qualche ferita, seguito da una possibile nuova discesa successiva.
Ma siamo nel piano delle ipotesi: gli algoritmi calcolano i punti di inversione, e, molte volte, azzeccano la previsione, con qualche approssimazione, ma molto più difficile è valutare la magnitudine dei movimenti.
Il prossimo punto di inversione è il 25-29 giugno: è molto probabile sia un minimo, anticipatore di un luglio più brillante: non significa che si debba scendere per tutto giugno, ma non mi meraviglierei una tendenza molto debole, senza nuovi massimi e un probabile punto di ripartenza che potrebbe essere più basso di quello segnato venerdì.
P.S.: Venerdì molti investitori si sono chiesti: “Perché il mercato sta scendendo?”
I lettori di Traders’ Magazine e i partecipanti alle Classroom si stavano ponendo una domanda diversa: “Fin dove può scendere?”
È questa la differenza tra subire il mercato e studiarlo.
Se desideri accedere alle nostre analisi riservate, agli indicatori proprietari della redazione e alle Classroom del martedì mattina, questo è il momento giusto per unirti alla comunità di trader e investitori di Traders’ Magazine.
Perché nei mercati la differenza non è sapere di più. È sapere meglio.




