Quando si corre troppo a lungo nell’aria, arriva sempre il momento di guardare sotto.
Ero ragazzino e parlare di cartoni animati significava parlare di Topolino e dei suoi personaggi creati dalla genialità di Walt Disney.
Il grande concorrente di Walt Disney, all’epoca, era la Warner Bros., con la coppia di autori Jones & Maltese, inventori dell’indimenticabile Willy il Coyote e di Beep Beep.
Un particolare era comune ai cartoons di quell’epoca: quello che Walt Disney avrebbe poi chiamato “l’impossibile plausibile”.
Così, alle volte, nei cartoons di Disney, vedevamo Pippo, l’amico un po’ svitato e disattento di Topolino, camminare pericolosamente verso un burrone, continuare a camminare nell’aria, fino ad… accorgersi e tornare indietro, riguadagnando il ciglio del burrone.
Walt Disney salvava sempre Pippo da una fine impietosa.
Era lo stesso per Willy il Coyote: inseguendo Beep Beep, il suo destino frequente era di imbattersi, anche lui, nel classico burrone … e a seconda dell’umore degli autori, riusciva, talvolta, a riguadagnare il ciglio del burrone, salvandosi, o, viceversa, ad esserne inghiottito.
Ovviamente era solo la fine dell’episodio, Willy tornava in forma come non mai all’episodio successivo.
America 2026
Qualcosa di curiosamente affine avviene agli USA contemporanei… al suo Presidente, ai suoi elettori, alla Borsa di New York.
Willy The Trump è così convinto di riuscire ad acchiappare BeepBeep, come ha fatto con Maduro, che prova a fare lo stesso con l’Iran.
La decisione viene presa in una notte.
Come accade a Willy il Coyote, che si attiva perché vede BeepBeep fermarsi vicino a lui, facendogli una pernacchia, mascherata dal consueto BeepBeep, Willy The Trump comincia a correre, è sicuro della sua forza, della sua grande capacità di azione, della sua efficacia, del suo cadere in piedi sempre e comunque.
Nella corsa, è quasi convinto di avere raggiunto BeepBeep, proprio come nei cartoon della Warner Bros.
Ma BeepBeep lo inganna, alla prima curva, Willy sbanda … e Willy The Trump si trova a camminare nell’aria … dopo avere pericolosamente superato il ciglio del burrone abilmente scansato da BeepBeep.
Ora lui è lì. Nell’aria: sotto c’è la voragine del burrone. Dietro di lui c’è il ciglio del burrone, deve cercare di raggiungerlo e mettersi in salvo, tornando indietro.
Jones e Maltese, gli autori di Willy il Coyote, glielo permetteranno?
“L’impossibile plausibile” è un gioco pericoloso nella realtà, fuori dei cartoon.
Il mondo Maga.
Chissà come hanno sussultato i sostenitori nel modo Maga, quando Willy The Trump è stato invitato, in Cina, a visitare la fabbrica dei cappellini rossi MAGA (e anche degli altri gadget – ma il cappellino è il cappellino).
Lo sapevate che sono prodotti in Cina? Altro che maestranze americane. Altro che venite a produrre qui. Altro che investite negli USA.
Perfino il cappellino MAGA è fatto in Cina.
Che vergogna. Il cappellino della pura razza MAGA fatto da quei musi gialli.
Anche la televisione cinese ha dato ampio spazio alla visita: Xi doveva essersi divertito un mondo.
I sostenitori di Willy The Trump
Non ci sono più.
L’Italia è stata spesso presa in giro: durante il regime fascista, gli italiani erano tutti fascisti. Dopo la sua caduta, erano tutti antifascisti.
Deve essere avvenuto qualcosa di simile ai sostenitori di Trump. Non se ne trova più uno.
E sì, che avevano preso a modello le sue abitudini di strafottenza, incapacità di ascolto, superiorità suprematista.
Sono nascosti nel letame che hanno cercato di gettare a tutti coloro che avevano capito da subito chi era Donald Trump.
La Borsa Americana.
Venerdì scorso, la Borsa Americana si è accorta che l’America 2026 è troppo simile, nel suo insieme, a Willy il Coyote.
Per un attimo è stata ingannata dalla eccessiva vicinanza dell’immagine di Willy the Trump con la nazione che dovrebbe rappresentare.
Anche perché, noi continuiamo a crederci: è solo confusione, Willy The Trump NON è l’America che vogliamo riconoscere: ma la confusione è inevitabile.
Così, abbiamo visto un meno 3%.
Di colpo, la Borsa si è accorta che sotto… c’è un burrone.
E che i casi sono due: o si piomba giù, o si recuperano di corsa le posizioni per riprendere il cammino dopo avere riguadagnato il ciglio del burrone, camminando nell’aria.
Gli autori di Willy il Coyote saranno clementi, stavolta? Esiste davvero “l’impossibile plausibile”?
Ho visto il 1987.
Da ragazzino … speravo sempre che Willy Il Coyote non cadesse nel burrone. Ricordo che ero deluso quando succedeva. Volevo che gli autori applicassero sempre “l’impossibile plausibile”.
Se no che cartoon sarebbe?
Il giorno dopo del 19 ottobre 1987, non ero più un ragazzino.
Ero un curioso personaggio che aveva chiesto una speciale autorizzazione a montare una antenna di una ventina di chili sul tetto della propria casa, facendo scorrere un cavo fino al mio appartamento per utilizzare un computer a fosfori verdi del peso di tredici chili circa, che occupava una buona metà della mia scrivania.
Su quei fosfori verdi, per di più lampeggianti, e ti credo che oggi porto gli occhiali, vedevo con tre minuti di ritardo la borsa americana.
E ho visto la caduta del Dow Jones, il 19 ottobre del 1987. Meno 22% in un giorno.
Nel mio libro “Il Grande Crollo del 1987” ho parlato del giorno dopo.
Il “Day After” di un evento drammatico è sempre pieno di commenti che sono colmi di acidità e di previsioni apocalittiche.
Il 20 ottobre del 1987 si parlava di chiusura delle Borse a tempo indeterminato. Di crollo dell’economia, di un nuovo ineluttabile 1929 alle porte, anzi già conclamato.
Fu lo stesso in altre occasioni, forse con toni diversi. Ed è perfino lo stesso proprio in queste ore: le proiezioni apocalittiche, successive al -3%, sono molteplici.
La somiglianza con il 5 agosto 2024.
Nel nostro articolo, più volte citato, pubblicato il 30 maggio scorso,
https://www.traders-mag.it/il-picco-di-giugno-della-volatilita-implicita/
avevamo scritto
“La volatilità implicita non si è mossa in due dei cinque anni (nel 2019 e nel 2025), mentre è salita mediamente del 25%, con un massimo del 47% nel 2018: tentando una proiezione, è un valore del Vix fra 18 e 22.”
Nel prosieguo del mese di giugno, se dovesse esserci un altro picco, potrebbe arrivare, secondo la stessa analisi, a 28,5 .
Non me ne ero reso conto e un caro Lettore ed allievo dei nostri corsi mi ha comunicato un suo studio, in base al quale un aumento della volatilità implicita come quello di venerdì si verifica una volta ogni 330 sessioni di borsa aperta, grosso modo una volta ogni 16 mesi.
E’ giocoforza pensare al passato, in particolare al 5 agosto 2024.
Anche questa volta, c’è una traballante Asia in fermento: con il Kospi della Corea del Sud in caduta lineare del 20%, il Nikkei in discesa venerdì scorso, e, soprattutto, lo yen arrivato ad un livello di svalutazione insostenibile con il dollaro.
Gli ultimi interventi della Banca Centrale Giapponese non hanno toccato l’azionario.
Qualcosa può cambiare questa volta?
Anche lo Yen è il Willy il Coyote della situazione che deve per forza e disperatamente riguadagnare il ciglio del burrone.
Il rischio è duplice: lo Yen non deve cadere nel burrone … ma non deve neanche acchiappare BeepBeep.


