Proseguono le recensioni dei film di Venezia (da me visti). Sono due le recensioni di questa terza e penultima parte dedicata a Venezia 76, non mi soffermo oltre e procedo con i commenti.

Le mie RECENSIONI in ordine alfabetico (ripartiamo dalla lettera M).

MARRIAGE STORY
Interessante film sulle dinamiche irrisolte di una coppia piuttosto giovane unita dall’amore per il figlio (unico) ma apparentemente divisa da incompatibilità fra i due adulti. Il film inizia con un voiceover, prima di lui sulla protagonista femminile e poi di lei sul protagonista maschile, nei quali entrambi descrivono ciascuno dell’altro/a qualità e pregi. Durante questi racconti, che sembrano portare a una coppia felice e innamorata, scorrono sullo schermo le attività quotidiane del personaggio frattanto descritto. Finiti i racconti, il film apre su una stanza nella quale ci sono uno psicoterapeuta e i due della coppia pronta a scoppiare, seduti su due poltrone ben distanti, che a tratti quasi si guardano in cagnesco. Il film è il paradosso di chi, pur stimando e apprezzando il o la compagno/a, non riesce a vedere un futuro insieme, nonostante un figlio in comune e ci fa catapultare in tanti momenti del quotidiano della coppia in alcuni dei quali ci ritroviamo. Nel cast Scarlett Johansson e Adam Drive, quest’ultimo strepitoso, soprattutto con il suo monologo a metà film, tanto da ‘mangiarsi’ la compagna di set, anche fisicamente. Esteticamente la coppia in effetti è un pò particolare. Se fosse per me il premio Oscar (film: Blackkklansman) Adam Driver avrebbe dovuto ricevere un premio per questa interpretazione o almeno essere candidato. Voto: 8,5.

FILM IN CONCORSO – SELEZIONE UFFICALE.
Nessun premio vinto

Regia: Noah Baumbach
Produzione: Heyday Films (Noah Baumbach, David Heyman), Netflix
Durata: 135’; Lingua: inglese; Paesi: Usa
Interpreti: Scarlett Johansson, Adam Driver, Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta, Julie Hagerty
Sceneggiatura: Noah Baumbach; Montaggio: Jennifer Lame
Fotografia: Robbie Ryan; Scenografia: Jade Healy; Costumi: Mark Bridges
Musica: Randy Newman; Suono: Lisa Piñero, Christopher Scarabosio; Effetti visivi: Joe Pancake

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=-y1HhAlAOTs

F1a) Locandina

La locandina di ‘Marriage story’ diretto da Noah Baumbach.
Fonte: https://static.rbcasting.com/Marriage-Story-poster-locandina-2019-2.jpg

F1b) Cast

Il cast principale del film con il regista, secondo da sinistra. Fonte: https://i1.wp.com/www.cinefilos.it/wp-content/uploads/2019/08/LDP_7491.jpg?fit=800%2C534&ssl=1

MARTIN EDEN
Un altro italiano in concorso: Pietro Marcello con Martin Eden (tratto da un romanzo di Jack London) e Luca Marinelli nel ruolo del protagonista. Straordinario il lavoro che Marinelli fa per il suo Martin, un lavoro di dettagli ed è proprio questo il modo di approcciare a testo e personaggio di chi è un attore di alto livello. E fa bene all’Italia. Fa bene all’Italia sapere che il numero ancora esiguo di attori veramente bravi, che sanno rischiare, che si mettono in gioco, che sanno proporsi a un mercato internazionale con la loro tecnica e la loro esperienza senza necessariamente essere in grado di usare una lingua diversa dalla propria cresce. Quando parlo di numero esiguo però mi riferisco a coloro che ‘ce l’hanno fatta’, perché se invece nel conteggio viene inclusa la popolazione artistica italiana maschile e femminile allora a essere competenti e coraggiosi sono in tanti, tantissimi, innumerevoli.

Non è la bravura che ti spinge in alto, ma è la bravura che ti ci tiene alla lunga. La meritocrazia vorrebbe già una selezione da subito per capacità, serietà professionale e morale e gioco di squadra (uno spettacolo e un film lo richiedono), ma, se questo è raro o nullo, sarà il parere degli spettatori, che incompetenti non sono, e dei critici, anche oltreoceano, oltre ai riconoscimenti dati nei tanti e tanti festival dedicati, alcuni internazionalmente riconosciuti come appunto quello di Venezia, a sancire il valore di attori, registi e così via, che non hanno trovato le porte aperte al loro talento e al loro impegno. Una premessa così lunga sembra astrusa dalla recensione stricto sensu del film, ma non è così. Il film ci porta a riflettere anche su quanto sia difficile per un giovane senza mezzi, nel caso di Eden senza nemmeno una cultura di base cosa che stride con il progetto di diventare un grande scrittore, senza sostegni né incoraggiamenti, senza la sicurezza di farcela, che non appartiene nemmeno a chi tutto il resto ce l’ha, riuscire a trasformare il suo sogno, la sua vita, in un’opportunità concreta prima e in una realizzazione poi.

Martin ce la fa, ma è uno su quanti? Martin rappresenta la testardaggine di chi non molla a fronte anche di condizioni oggettivamente complesse e gravi, ma anche il malessere dentro di chi è solo mentre combatte e solo, ancora di più, quando ha successo. La realizzazione umana purtroppo spesso comporta una solitudine forzata e prolungata e questa può portare a un profondo malessere. Il film ci fa ammirare questo marinaio pronto a tutto, nella luce della sua ingenuità e nelle tenebre della solitudine nella quale si ritrova, attaccato e incompreso, forse invidiato dopo tutto, pur di diventare uno scrittore. Marinelli rende questo personaggio e le sue sfaccettature con una delicatezza, una profondità sincera ed empatica, un’attenzione e una cura, tali da toccare l’animo dello spettatore che il giorno dopo ancora ha impresso nella mente e negli occhi lo sguardo magnetico e avvolgente, triste e fanciullesco, di Luca-Martin.

Il film è tratto dal romanzo scritto da Jack London nei primi anni del XX secolo che volle, come lui stesso disse, «attaccare l’individualismo», infatti forte è la sua critica al “capitalismo cinico dell’epoca, a causa del quale molte persone negli Stati Uniti erano state costrette a vivere una vita di miseria ed espedienti”. Il romanzo è il film hanno in effetti una connotazione fortemente politica che personalmente non condivido o non del tutto. Tornando a Eden, egli inizia in mare, poi passa a una fonderia e ad altri lavori dove le condizioni umane sono terribili. Non dirò di più del personaggio, dell’avvicendarsi dei fatti della sua vita, degli incontri importanti che fa, in particolare con Elena Orsini (Ruth Morse nel romanzo) e Russ Brissenden, sperando di incuriosire chi legge. Però dirò che Luca Marinelli è il film, gran parte del cui cast, eccetto un eccellente Carlo Cecchi, è assai carente qualitativamente rispetto al protagonista. Voto al film 8. Voto a Luca Marinelli 10.

FILM IN CONCORSO – SELEZIONE UFFICALE.
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a Luca Marinelli

Il film, che ha concorso al Leone d’oro, ha ottenuto il Premio Arca CinemaGiovani al miglior film italiano e i due Premi Pellicola d’oro al miglior maestro d’armi e Pellicola d’oro al miglior sarto di scena, andati rispettivamente a Emiliano Novelli e a Gabriella Lo Faro.

Regia: Pietro Marcello
Produzione: Avventurosa (Pietro Marcello), RaiCinema (Paolo Del Brocco, Paola Malanga), IBC (Giuseppe Caschetto), Shellac Sud (Thomas Ordonneau), Match Factory Productions (Michael Weber, Viola Fügen)
Durata: 129’; Lingua: italiano, diversi dialetti italiani, francese; Paesi: Italia, Francia
Interpreti: Luca Marinelli, Carlo Cecchi, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco, Carmen Pommella
Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Pietro Marcello; Montaggio: Aline Hervé, Fabrizio Federico
Fotografia: Francesco Di Giacomo, Alessandro Abate; Scenografia: Roberto de Angelis, Luca Servino; Costumi: Andrea Cavalletto
Musica: Marco Messina e Sacha Ricci per ERA, Paolo Marzocchi; Suono: Stefano Grosso; Effetti visivi: Luca Bellano

Trailer: www.youtube.com/watch?v=uXGFGTf6sfg

F2a) Locandina

La Locandina del film ‘Martin Eden’ diretto da Pietro Marcello.
Fonte:www.ansa.it/webimages/img_457x/2019/9/6/3895a9db79e28d59075c074681e47f82.jpg

F2b e c) Luca Marinelli

Luca Marinelli in una scena del film e premiato.
Fonte: https://cc-media-foxit.fichub.com/thumb/fox-it-mondofox/858afc06-9ae3-42b6-a82c-656b86b343fc/martin-eden-2019-trailer-ufficiale-hd-1280×720.jpg
Fonte: https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/17/2019/09/GettyImages-1166591105-638×425.jpg

Nella prossima uscita de Il Settimanale di TRADERS’ Magazine troverete l’ultima parte dedicata a Venezia 2019.

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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