Continuano le recensioni dalla Festa del Cinema di Roma e i così detti ‘Incontri Ravvicinati’.

Ecco i 3 film di cui parlo qui in ordine alfabetico e il terzo ‘Incontro Ravvicinato’:

LA BELLE ÉPOQUE – data uscita italiana 7 novembre 2019
JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020

FANNY ARDANT si racconta: ‘Il teatro è una grande scuola, che purifica il sangue. Non bisognerebbe mai allontanarsene’.

LE MIE RECENSIONI: LA BELLE ÉPOQUE – uscita italiana 7 novembre 2019
Fanny Ardant, più bella e fascinosa che mai, e Daniel Auteuil, spiritoso e profondo, entrambi gran bravi attori cui si guarda con ammirazione, sono una coppia per fiction nel film di Nicolas Bedos sul senso nostalgico di ciò che fu e di cosa è diventato. L’originalità dello script colpisce più di tutto il resto, perché non mi ricordo un film che racconti una storia come quella di ‘La belle époque’, cioè: una coppia agé è in un periodo di stanca al punto che lei sbatte fuori di casa lui che trova alloggio temporaneo da un amico che si dà il caso essere pure l’amante più giovane (poco più giovane del marito) della donna; il figlio della coppia è preoccupato per loro ma va avanti con la sua vita; un amico del figlio, che da piccolino si era sentito accolto e aiutato dal personaggio di Auteuil e si sente quasi in dovere di ricambiare, propone al protagonista maschile di partecipare a un format da lui inventato per cui per uno, due o più giorni, in base al pagamento del cliente, quest’ultimo rivive un momento del passato, un incontro di anni prima, un addio mai avvenuto,… E il tutto si realizza con un lavoro sopraffino di set, tecnici suono-luci, attori, costumi, trucchi e microfoni nelle orecchie degli interpreti guidati come marionette dalla regia sempre attenta a condurre i giochi seguendo una storia di vita vera riscritta e dei dettagli noti grazie al diretto interessato. Sono tanti gli spunti su cui riflettere che il film genera nella mente dello spettatore, fra sorrisi e risate, ma forse un paio su tutti: i sentimenti non muoiono anche se sembrano assopirsi e non c’è tecnologia che tenga di fronte alla bellezza fragile della vita vera e del ricordo personale di essa. Voto: 7.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originario: La belle époque
Regia/sceneggiatura: Nicolas Bedos
Lingua originale francese; Paese di produzione Francia; Anno 2019; Durata 115’
Rapporto 2,35 : 1; Genere commedia, drammatico, sentimentale
Produttore François Kraus, Denis Pineau-Valencienne
Casa di produzione Les Films du Kiosque, Pathé Films, Orange Studio, France 2 Cinéma, Hugar Prod, Fils, Umedia
Distribuzione in italiano I Wonder Pictures
Fotografia Nicolas Bolduc; Montaggio Anny Danché, Florent Vassault
Musiche Nicolas Bedos, Anne-Sophie Versnaeyen
Scenografia Stéphane Rozenbaum; Costumi Emmanuelle Youchnovski

TRAILER v.o.: www.youtube.com/watch?v=x0mF-ORDp7I
TRAILER ita.: www.youtube.com/watch?v=q8AhSjfmwU4

F1) Locandina

La locandina del film “La belle époque” diretto da N. Bedos.
Fonte: https://pad.mymovies.it/cinemanews/2019/162720/locandina-ver.jpg

JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
Judy come Frances Ethel Gumm in arte Judy Garland. 47 anni visse questo talento della musica, solo 47. Una vita breve d’inferno, un’esistenza di privazioni poi compensate con alcol e droghe, un animo solo e inquieto, in lotta perenne e irrecuperabilmente triste, contro la società, un talento imposto seppure vero e innegabile versus l’equilibrio personale e un briciolo di felicità: ecco in poche parole e con tanti aggettivi chi fu Judy Garland, così drammaticamente raccontata nel film di Rupert Goold e intensamente interpretata da una straordinaria Renée Zellweger che, con questa prestazione, punta dritto all’ ‘Academy Award for Best Actress’, proprio come Phoenix al quale andrà direi certamente l’Oscar al miglior attore protagonista grazie al suo Joker (di Phillips). Il film è coinvolgente dall’inizio alla fine, ma il film in buona parte è lei, Renée. Judy Garland fu nota non solo come cantante, con una voce profonda da contralto, ma anche come ballerina e attrice cinematografica. Judy ebbe un altro merito di chiara fama: fu la mamma di Liza Minnelli. Vinse anche un Oscar come migliore attrice protagonista quando interpretò ‘E’ nata una stella’ di George Cukor nel 1955, a soli 23 anni. Affetta da cirrosi epatica e imbottita di barbiturici, la triste Judy si spense nella solitudine della sua stanza da bagno a Londra dove il quinto marito la trovò. Il film non arriva alla fine della sua vita ma ne racconta i dolori, le brevi gioie, le paure irrisolte, le dipendenze, il grandissimo talento e una personalità difficile da gestire che la rovinò. La sua disperazione per i figli toltile e per un mondo irriconoscente della sua vera umanità. Decisamente da vedere. Voto: 9,5.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originario Judy
Regia Rupert Goold
Lingua originale inglese; Paese di produzione Regno Unito; Anno 2019; Durata 118’
Genere biografico, drammatico, musicale, sentimentale
Soggetto dall’opera teatrale di Peter Quilter; Sceneggiatura Tom Edge
Produttore David Livingstone
Produttore esecutivo Lee Dean, Charles Diamond, Ellis Goodman, Aaron Levene, Cameron McCracken, Andrea Scarso
Casa di produzione BBC Films, Calamity Films, Pathé UK, 20th Century Fox
Distribuzione in italiano Notorious Pictures
Fotografia Ole Bratt Birkeland; Montaggio Melanie Oliver
Musiche Gabriel Yared; Effetti speciali Chris Reynolds, Paul Round
Scenografia Kave Quinn; Costumi Jany Temime; Trucco Robb Crafer, Jeremy Woodhead

TRAILER v.o.: www.youtube.com/watch?v=98t7aXRaA6w
TRAILER ita.: www.youtube.com/watch?v=QeXV4rUF3Ew

F2) Locandina

La locandina del film “Judy” diretto da Rupert Goold.
Fonte: www.nfbio.dk/sites/default/files/movies/judy-plakat.jpg

MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020
Sono le mogli dei militari, di soldati che di tanto in tanto, come se partissero per delle trasferte di lavoro, se ne vanno al fronte lasciando le donne e i figli a casa a continuare le loro quotidianità e a chiedersi se i loro dipartiti torneranno e se lo faranno tutti interi. Sono loro, le mogli, le protagoniste di questa bella commedia, spiritosa, delicata, commovente, intelligente e piena di buon sentimento. Il personaggio principale è interpretato da una sempre favolosa Kristin Scott Thomas, raffinata oltre che brava, ed è la moglie di un colonnello e mamma di un ragazzo partito in missione e mai più rientrato a casa. Il lutto mai veramente elaborato per il giovane e unico figlio metterà a dura prova la coppia. La disumanità di quelle attese per le mogli dell’esercito, nell’ansia perenne che arrivi una comunicazione fredda e netta di altri ‘incidenti’ sul posto di guerra, la necessità di sottostare agli eventi senza nulla poter fare per prevenirli o controllarli, la crudeltà di dover solo accettare, senza nemmeno troppe scene – sono pur sempre donne che hanno sposato l’esercito che salva il paese – né compatimenti, tutto questo è molto ben reso, seppure in chiave sottilmente comica, nel film e nelle interpretazioni sensibili e rispettose della Scott Thomas e di tutte le altre ottime attrici fra cui spicca la coprotagonista, Sharon Horgan. La storia è vera anzi verissima: le mogli dei soldati inglesi si sono unite in un coro, per sentirsi più forti e sicure tutte insieme, e si sono esibite nel 2011 persino al Royal Albert Hall, commovendo il pianeta: www.youtube.com/watch?v=kQ7f4lV3e0c. Voto: 9.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originario Military wives
Regia Peter Cattaneo
Linguaggio Inglese; Paese Regno Unito; Durata 112 minuti [1]
Produzione El Deseo
Produzione Rory Aitken Ben Pugh Piers Tempest
Scenografia Rachel Tunnard Rosanne Flynn
Musica Lorne Balfe
Produzione aziende Produzioni Tempo 42 Media ingegnosi
Distribuzione Lionsgate
TRAILER v.o.: n.d.

INTERVISTA AL REGISTA: www.youtube.com/watch?v=O6v0tQJJCMU

F3) Locandina

La locandina del film “Military Wivesdiretto da Peter Cattaneo.
Fonte: https://pad.mymovies.it/filmclub/2019/10/076/locandina.jpg


Segue il terzo dei 3 Incontri ravvicinati cui ho assistito alla Festa del cinema di Roma, FF14.

INCONTRO RAVVICINATO – Fanny Ardant, intervistata nella sala Teatro Borgna. Il mio estratto.

Si inizia con la prima delle clip che verranno mostrate nel corso dell’appuntamento con la Ardant.

1° clip FINALMENTE DOMENICA di Truffaut
Festa del Cinema:
Fanny Ardant – attrice del cinema francese ma anche del cinema italiano.
Le immagini parlano più delle parole, quindi iniziamo da un uomo che ha significato molto per Fanny Ardant, François Truffaut, e dal film ‘Finalmente domenica’. Com’è stato per lei lavorare con lui e nel genere commedia noir sofisticata? E ci può parlare della lavorazione di questo film?
Ardant: La luce è stata protagonista in questo film, grazie al direttore della fotografia. Si guardava alle attrici anni 40. E Truffaut aveva in mente un film dove il fascino era dato dal non capire tutto, infatti diceva a noi attori di essere rapidi per non lasciare agli spettatori il tempo nemmeno di pensare.  E ci veniva detto di interpretare i nostri ruoli come se stessimo bevendo una ‘coupe de champagne’, ossia con leggerezza. Era un omaggio all’attrice Judy Garland. Si privilegiavamo gli ambienti. Jean-Louis Trintignant era parte del cast, era fascinoso.

Festa del Cinema: Secondo lei quanto fu importante per questo film la lunga conversazione con Hitchcock?
Ardant: Non ho questa competenza. Ma per lui c’era il fascino del thriller, nonostante la commedia. Tra l’altro Trintignan doveva darmi uno schiaffo in una scena del film, ma lui che era un uomo garbato disse ‘non darò mai uno schiaffo a Fanny’, mentre Truffaut disse ‘io sì’ e così la mano che si vede nell’inquadratura è quella di François. E l’ho preso varie volte perché era una scena complessa.

2° clip LA FAMIGLIA di Scola
Festa del Cinema: Parlando di Ettore Scola e di un altro attore affascinante, Gassman, cosa ci può dire?
Ardant: Non so come mai Scola mi scelse. Ricordo che ci trovavamo tutti insieme a Fregene a giocare a poker, era facile fare amicizia fra registi attori più in Italia che in Francia. Questo film l’ho girato con il mio cane che ho portato sul set. Solo che mi seguiva dappertutto e Ettore disse ‘vado a girare l’inquadratura del corridoio con il carrello…con il tuo cane’ ma lui a quel punto non si è più mosso, perciò Paola, figlia di Ettore, faceva di tutto per farlo avanzare. Il set italiano con il suo caos, che bello!

Festa del Cinema: Vogliamo dire qualcosa degli altri film girati con Scola? ‘La famiglia’ era il suo preferito?
Ardant: Ho un nipote di 8 anni e sicuramente è il suo preferito fra tutti i film di Scola, l’ha visto 27 volte(!). E’ bello vedere che un’altra generazione lo apprezzi così tanto. Io ho amato tanti altri suoi film e ne avevo già visti alcuni. In particolare, a me sono piaciuti molto ‘La terrazza’ e ‘La cena’. Ricordo che in ‘La famiglia’ mi avevano invecchiata e che Gassman non osava guardarmi in faccia, era così fragile. Beh gli ho lasciato il dubbio.

3° clip CALLAS FOREVER di Zeffirelli
Festa del Cinema: Cosa ci può raccontare di questa esperienza? Credo che il clima fosse diverso dai film appena visti.
Ardant: Spesso i giornalisti mi chiedono ‘in quale epoca se potesse vorrebbe ritornare?’ e io penso che i ricordi siano come la magia, tutto è intatto. Eppure per la maggioranza le persone con cui ho lavorato sono morte dunque è ancora più toccante ed è bello potere ricordarsi le epoche e le persone passate (ndr, si commuove).


Festa del Cinema: Lei prima aveva interpretato la Callas anche a teatro sotto la guida di Roman Polański (1997 Master Class di Terrence McNally). Come sono state diverse queste due importanti regie?
Ardant: Io ho avuto 2 volte la possibilità di vivere la Callas e la sua vita. A teatro con un grande maestro di cinema e teatro, Polański, il Verbo. Quando Zeffirelli me lo propose, al cinema, fui sorpresa. Interpretarla mi ha insegnato tante cose. Ho amato moltissimo lavorare con Franco ma anche parlarci, era un grande umanista, parlavamo di Visconti e di altri grandissimi artisti.

Festa del Cinema: E’ vero che ama molto una cantante italiana, Mina? Dalla Callas a Mina? Perché?
Ardant: Io l’ho scoperta con ‘Bugiardo e incosciente’, per il testo. Amo molto anche Battisti. Anche Luigi Tenco, ho le sue canzoni a casa. E poi Riccardo Cocciante. La gente mi dice ‘tu ami la gente esagerata’, sì perché lo sono anch’io e amo le canzoni d’amore, soprattutto quelle popolari.

4° clip LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO
Festa del Cinema:
Quanto è precisa la frase ‘Né con te né senza di te’ per descrivere il suo rapporto con Gerard Depardieu, protagonista con lei in questo film di Truffaut?
Ardant: Tutto è detto ed è tragico. Ma appena ho stretto la mano a Gerard ho capito la sua carnalità e che questo film sarebbe stato fantastico, grazie a un attore in grado di farti dimenticare la macchina da presa. Girare con Gerard aveva per me significato qualcosa di più, non so perché…

Festa del Cinema: Le chiedo di un altro incontro che lei ha avuto con il cinema italiano, un incontro più recente seppure sicuramente meno intenso con un altro nostro attore: Toni Servillo.
Ardant: Toni Servillo viene anche lui dal teatro, dunque è appassionato, intelligente ed è anche lui carnale. L’ho incontrato quando ho interpretato una piccola parte ne ‘Il Divo’ di Sorrentino. C’ho parlato moltissimo. È piantato come un albero, si sente subito che è un uomo vero.

Festa del Cinema: Per tornare a questo film e quali amanti del cinema di Truffaut, la domanda è: come faceva il grande regista a passare dalla sua vita ai suoi film e viceversa, cercando sempre di dialogare con il suo intimo e con il grande immaginario del cinema e come riusciva a comunicarlo a voi attori prima di andare a interpretare i vostri personaggi, peraltro scritti così bene?
Ardant: Truffaut non parlava molto, ma per esempio quando ho letto il copione de ‘La signora della porta accanto’ conteneva tutte le cose che ho sempre pensato della vita, che si può morire d’amore. E ricordo che lui mi chiese ‘lei ha delle domande da fare?’ e quando gli risposi di no ne fu contento. Aveva un grande senso degli attori. Ci sembrava che quanto era scritto suonasse improvvisato. E comunque con lui era tutto leggero poi nel momento di girare si diventava tutti seri ma senza prima quelle tensioni che ti tagliano le ali; era intelligente questo sistema e alla tristezza ci si arrivava comunque.

5° clip LE DIVANE DE STALINE di Ardant
Festa del Cinema: Questo è il terzo film che lei dirige. Ha mai pensato di entrare nell’industria del cinema?
Ardant: Ho scritto molto soprattutto a Parigi quando ero in teatro e c’erano questi lunghi pomeriggi e scrivevo copioni costosi sapendo che non avrei mai avuto i soldi per realizzarli. No non ho mai avuto l’ambizione di entrare nell’industria dei film. Sono un’attrice e questo non si è mai ridotto.

Festa del Cinema: L’ho chiesto perché alla Festa del Cinema ci sono dei percorsi attenti al cinema delle donne o comunque alle donne che fanno cinema e perché queste ultime spesso hanno i ruoli ‘per le donne’, cioè che nella storia del set sono prevalentemente femminili, come la segretaria di dizione o altri. Se ne parla molto oggi, ma è cambiato qualcosa nel tempo visti anche i tanti dibattiti?
Ardant: Stranamente si parla di cinema di donne o di uomini, ma prima di tutto il cinema è di persone umane ognuna con la sua miscela di sentimenti e background. Una volta mi è stato chiesto ‘che effetto fa essere diretta da una donna?’ e ho risposto ‘ah è una donna?’, perché a me non piace questa classificazione. Io come donna non mi sono mai sentita schiacciata dagli uomini né in famiglia né sul lavoro, dunque non posso dire di essere una femminista, ma posso dire che per avere le cose che volevo non aspettavo la legge per averle.

Festa del Cinema: Nel film c’è un senso pittorico splendido.
Ardant: Sì, è difficile sapere da dove vengono le influenze, ma per esempio io sono stata molto influenzata dal cinema italiano in b/n. Comunque si gira solo ciò che si ama. Io amo molto la pittura e i film intimisti, invece non amo moltissimo i film realistici. Preferisco avere un mondo, un’atmosfera. Per me il cinema è il modo in cui uno vede il mondo, anche con le sue ossessioni. Come regista [1] non sapevo nemmeno parlare al direttore della fotografia che mi guardava…, ma poi ci siamo capiti.

(manca la clip) LA GRANDE BELLEZZA di Sorrentino (www.youtube.com/watch?v=Om5agAe8wL8)

Festa del Cinema: Mi piacerebbe sapere della sua suggestione di quel film, universale sebbene molto romano, cosa le è rimasto di quel cameo che ha fatto, accarezzando un film così che è arrivato all’Oscar.
Ardant: La bellezza e la magia del cinema.

TEATRO
Ardant: Il teatro è una grande scuola, che purifica il sangue. Non bisognerebbe mai allontanarsene. Ti mette a nudo, sei da sola, devi rifare tutto daccapo e non sei mai certa di niente. Talvolta è un rapporto di amore e odio, per me, ma è anche una dipendenza e contemporaneamente libertà.

FILM
Festa del Cinema: E’ vero che a un esordiente servono attori con esperienza e un buon direttore della fotografia per riuscire? Lei ha partecipato spesso a opere prime e ha più volte dichiarato di essersi affidata al suo istinto. Si ha la sensazione di una sua grande generosità in tal senso.
Ardant: La vita è breve. Fare un film genera delle paure ma non è Hiroshima(!). Un nuovo regista può essere un’avventura invece per la paura di qualcuno a costui non viene data una possibilità. Io non ho mai vissuto sulla strategia perché si può sbagliare, mentre, seguendo la fede e il piacere, non si perde nulla: un film non riuscito comunque io l’ho scelto e l’ho vissuto. Dunque ‘Je ne regrette rien’. (ndr, applausi)

F4) Incontro ravvicinato – Fanny Ardant

L’attrice in uno splendido primo piano
Fonte:https://spettacoli.tiscali.it/export/sites/spettacoli/.galleries/16/fannyardant650.jpg_982521881.jpg

 

  1. Fanny Ardant ha diretto ad oggi 3 film in 7 anni dal 2009 il primo al 2016 l’ultimo: Cendres et sang, regia di Fanny Ardant (2009); Cadences obstinées, regia di Fanny Ardant (2013); Le divan de Staline, regia di Fanny Ardant (2016)

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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Sito web: www.alessandrabasileattrice.com
Blog: https://alessandrabasileattrice.com/blog/