Continuano le recensioni dalla Festa del Cinema di Roma e i così detti ‘Incontri Ravvicinati’.

Ecco quali sono i 4 film di cui parlo questa volta e l’Incontro Ravvicinato dei 3 che ho visto:

WAVES – data uscita italiana 1 novembre 2019
HUSTLERS – data uscita italiana 7 novembre 2019
MOTHERLESS BROOKLYN – uscita italiana il 7 novembre 2019
THE IRISHMAN – data uscita italiana 8 novembre 2019
EDWARD NORTON si racconta: la sua formazione e la sua passione nr 1? Il TEATRO.

LE MIE RECENSIONI: WAVES – uscita italiana il 1° novembre 2019
Un film interessante strutturalmente, ma anche destabilizzante per una caratteristica: ha un protagonista iniziale con il suo arco temporale che prende un terzo della storia complessiva e una protagonista cui dedica diversi minuti in più rispetto al precedente. Così accade che prima si crede di seguire e vivere le vicende di Tyler – giovane afroamericano dal fisico allenato e possente, ma in verità molto fragile e con un problema fisico che gli gioca contro nella sua carriera sportiva, peraltro non voluta da lui ma dal durissimo padre – e invece a un tratto il focus è tutto sulla sorella minore, Emily, sul suo ruolo in famiglia secondario che poi emerge pian piano, mentre il fratello è costretto a stare in prigione. Emily è molto legata a Tyler, ma, avendo assistito a un fatto grave che riguarda proprio lui, lo ritiene colpevole e gli serba rancore per avere rovinato l’equilibrio famigliare e la serenità dei loro genitori, fino a quel momento preoccupati per i figli come qualsiasi adulto nei confronti della sua prole. Saranno l’evoluzione della sua vita a scuola, delle sue relazioni e del suo incontro con un giovane ragazzo bianco infatuato di lei a cambiare anche il suo profondo punto di vista e a riportarle l’amore per il ragazzo imprigionato. Il film ha entusiasmato i festival di Telluride e Toronto ed è obiettivamente un bel film, ma a mio parere un pò lungo. Voto: 7.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale Waves
Regia Trey Edward Shults
Lingua originale inglese; Paese di produzione Stati Uniti d’America; Anno 2019; Durata 135’
Rapporto Widescreen; Genere drammatico, sentimentale
Sceneggiatura Trey Edward Shults
Produttore Kevin Turen, James Wilson; Casa di produzione A24
Produttore esecutivo Jacob Jaffke
Fotografia Drew Daniels; Montaggio Isaac Hagy, Trey Edward Shults
Musiche Trent Reznor, Atticus Ross
Scenografia Elliott Hostetter; Costumi Rachel Dainer-Best

TRAILER v.o.: www.youtube.com/watch?v=V5z3cr8AB5g
TRAILER ital.: n.d.

F1) Locandina

La locandina del film “Wavesdiretto da Trey Edward Shults.
Fonte: https://movieplayer.net-cdn.it/images/2019/10/07/waves.jpg

LE MIE RECENSIONI: HUSTLERS – Le ragazze di Wall Street – Business Is Business – uscita italiana il 7 novembre 2019
Il film è incentrato su un’imprenditrice prima ancora che spogliarellista, Ramona. L’interpretazione di Jennifer Lopez è davvero alta, la sua preparazione, come ha sostenuto la regista del film, alla fisicità del personaggio capace di volteggiare sul palo come una sirena intorno a un’imbarcazione, all’animo e all’intelligenza di Ramona sono da premio, qualcuno dice da Oscar. Il competitor, però, se parliamo di oscar, sono temo superiori (come R. Zellweger per ‘Judy’). Intorno a Ramona altre ragazze finiscono per costituire con lei una mini potente associazione a delinquere che colpisce in particolare la clientela di Wall Street nel periodo della grande crisi economica. Il film procede per flash back, attraverso i racconti della protagonista ad una giornalista. Esattamente come nella realtà dei fatti cui il film si ispira. Samantha Barbash fu una stripper condannata nel 2016 a 5 anni di libertà vigilata per fatti simili a quelli narrati non solo nel film ma nel libro da essa scritto e intitolato. Sembra che la vera spogliarellista abbia accusato la Lopez di non averla mai contattata e la casa di produzione del film di averle “rubato la mia storia” e che il suo team legale abbia fatto richiesta di risarcimento per uso indebito della sua immagine e identità ai fini promozionali del film.

La Barbash sarebbe intenzionata a fare causa agli studios per averla usata senza il suo permesso e avrebbe affermato di non essere stata colpita dal lavoro di JLo né dal film e che avrebbe preferito nel ‘suo’ ruolo Cardi B, una rapper americana del ‘92. Come raccontò alla giornalista Jessica Pressler del New York Times, che nel 2015 la descrisse, in un suo articolo intitolato “The Hustlers at Scores” (Truffatrici alla conquista, che guadagnano punti) nominato al National Magazine Award, come una madre single del Bronx con curve alla Jessica Rabbit e una mente alla Gordon Gekko, le ragazze truffavano dei clienti facoltosi, derubandoli dopo averli drogati negli strip club di New York. Molte delle vittime si svegliavano il giorno successivo senza ricordare nulla. Una volta arrestata, la Barbash si sarebbe dichiarata colpevole di tutte le accuse di truffa e furto contro di lei, affermando però di non essersi mai tolta i vestiti per soldi. “Il mio compito rispetto al divertimento era organizzativo. Mi accertavo che ragazze bellissime andassero alle feste. Poi arrivavano le “fluffers” a occuparsi del “lavoro sporco”, con compiti che includevano anche diverse attività sessuali. Il film è divertente per come è realizzato, Jlo è brava-brava e un inno all’irraggiungibile bellezza sensuale delle cinquantenni di oggi (che lei è divenuta proprio quest’anno, nascendo nel mio stesso giorno e mese: 24 luglio), la storia vera o veritiera. Però perde nella seconda parte. Perciò il mio voto è 7.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale Hustlers
Regia Lorene Scafaria
Lingua originale inglese; Paese di produzione Stati Uniti d’America; Anno 2019; Durata 110’
Rapporto 2,39 : 1; Genere commedia, drammatico, thriller
Soggetto Jessica Pressler (The Hustlers at Scores); Sceneggiatura Lorene Scafaria
Produttore Jessica Elbaum, Will Ferrell, Adam McKay, Elaine Goldsmith Thomas, Jennifer Lopez
Produttore esecutivo Megan Ellison, Adam Fogelson, Robert Simonds, Pamela Thur
Casa di produzione Gloria Sanchez Productions, Nuyorican Productions
Distribuzione in italiano Lucky Red
Fotografia Todd Banhazl; Montaggio Kayla Emter
Scenografia Jane Musky; Costumi Mitchell Travers; Trucco Roxanne Rizzo

TRAILER v.o.: www.youtube.com/watch?v=46XaikZ0FSw
TRAILER ita.: www.youtube.com/watch?v=A_710fupnGQ

F2) Locandina

La locandina del film “Le ragazze di Wall Street – Business Is Business” ispirato all’omonima serie di libri per ragazzi di Alvin Schwartz, in 3 volumi (1981/ 1991).
Fonte: https://movieplayer.net-cdn.it/images/2019/09/12/hustlers-poster.jpg

LE MIE RECENSIONI: MOTHERLESS BROOKLYN I SEGRETI DI UNA CITTA’ – uscita italiana il 7 novembre 2019
Siamo nella Grande Mela della metà del secolo scorso, quella un po’ gangsteriana. Lionel Essrog è affetto dalla sindrome di Tourette, motivo per cui, specie quando è molto teso o nervoso o sente qualche preoccupazione o si trova in imbarazzo, se ne esce con improvvise parolacce e illazioni a sfondo sessuale che nulla hanno a che fare con il momento o la situazione o con chi è presente, il che crea un’inevitabile ilarità nello spettatore che prova per lui tenerezza e forte empatia. Norton fu veramente noto al grande pubblico con il suo personaggio sdoppiato in ‘Schegge di paura’, dove Richard Gere lo difendeva in tribunale facendolo discolpare, convinto della sua innocenza: in realtà il protagonista, Aaron, fingeva di essere soggetto a una grave patologia che in stato di stress lo faceva divenire violento e chiamarsi Roy. Ecco che quella fu la prima interpretazione di Norton che brillantemente rendeva sullo schermo due personalità opposte in un unico personaggio. Fu così bravo che rischiò di vincere l’Oscar cui fu candidato, comunque si portò a casa il Golden globe. Qui in questo film il tono è assai più leggero e quasi fumettistico. Lionel lavora con il detective privato Frank Musso che ahimè viene ferito a morte. Grazie alla sua prodigiosa memoria e alla sua lealtà quasi rara, nel film rarissima, scoprirà sia la verità dietro all’omicidio sia la donna per lui, Laura. Il film si ispira all’omonimo romanzo scritto da Jonathan Lethem ed è, come lo stesso Norton ha dichiarato durante l’incontro ravvicinato’ a Roma, un film indipendente distribuito dalla Warner. Quindi gli altri attori, tra i quali Willem Dafoe, Alec Baldwin, Bruce Willis, avrebbero lavorato senza molto o nulla a pretendere. Il prodotto è simpatico, ben fatto, ma onestamente non fa breccia nel cuore di chi lo guarda, come se mancasse di approfondimento, forse uno strato in più. Voto: 6/7.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale Motherless Brooklyn
Regia Edward Norton
Lingua originale inglese; Paese di produzione Stati Uniti d’America; Anno 2019; Durata 144’
Rapporto Widescreen; Genere drammatico, poliziesco
Soggetto Jonathan Lethem (romanzo); Sceneggiatura Edward Norton
Produttore Bill Migliore, Edward Norton, Michael Bederman, Gigi Pritzker, Rachel Shane
Produttore esecutivo Adrian Alperovich, Sue Kroll, Daniel Nadler, Robert F. Smith, Brian Niranjan Sheth
Casa di produzione Warner Bros., Class 5 Films, MWM Studios
Distribuzione in italiano Warner Bros.
Fotografia Dick Pope; Montaggio Joe Klotz; Musiche Daniel Pemberton
Scenografia Beth Mickle; Costumi Amy Roth

TRAILER v.o.: https://www.youtube.com/watch?v=Fru8IkuDp_k
TRAILER ita.: https://www.youtube.com/watch?v=R149VLLUiF0

F3a) Locandina

La locandina del film “Motherless Brooklyn” di e con Edward Norton.
Fonte: https://pad.mymovies.it/cinemanews/2019/162712/locandina-ver.jpg


LE MIE RECENSIONI: THE IRISHMAN – uscita italiana l’8 novembre 2019
Siamo nell’America del dopoguerra. Il protagonista di questi oltre 200 minuti di proiezione si chiama Frank Sheeran ed è un veterano della seconda guerra mondiale, un sicario avente lavorato con alcune delle persone più note del XX secolo. Il fil rouge di tutto il film si lega a un fatto vero, ossia la misteriosa scomparsa di un sindacalista leggendario, Jimmy Hoffa (La sua complicità con la mafia lo portò ad una condanna per corruzione per la quale fu arrestato e finì in carcere. Suo figlio James P. Hoffa è l’attuale presidente del sindacato degli autotrasportatori) e attraversa decenni di storia americana caratterizzata dal mondo della criminalità organizzata e dei suoi segreti e meccanismi interni nonché dei suoi legami con la politica. È un capolavoro ‘The Irishman’, nel quale il Genio Scorsese, non solo coinvolge lo spettatore per tutta la durata del film facendolo sentire al fianco del protagonista nelle sue vicissitudini anche umane – alcune delle quali, infatti, come la vecchiaia e la profonda solitudine dell’essere umano, lo spettatore comprende a livello empatico o condivide – ma fa anche tornare a trionfare sul grande schermo il mostro sacro, in questo tipo di ruoli, Robert De Niro, di nuovo strepitoso in un film, e il mostro sacro, sacro sempre in verità ma pur sempre ex-Corleone (in ‘Il Padrino’ e ‘Il Padrino’ parte 2° e parte 3°), Al Pacino. L’ultimo prodotto del grande Scorsese è tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt. Da vedere come un’opera d’arte impegnativa,imperdibile e pure divertente.Voto: 9.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale The Irishman
Regia Martin Scorsese
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America; Anno 2019; Durata 209’
Rapporto Widescreen; Genere biografico, storico, thriller, drammatico, gangster
Soggetto dal libro di Charles Brandt; Sceneggiatura Steven Zaillian
Produttore Troy Allen, Gerald Chamales, Robert De Niro, Randall Emmett, Gastón Pavlovich, Jane Rosenthal, Martin Scorsese, Emma Tillinger Koskoff, Irwin Winkler
Produttore esecutivo Richard Baratta, George Furla, Niels Juul, Jai Stefan, Chad A. Verdi, Berry Welsh, Tyler Zacharia
Casa di produzione Fábrica de Cine, STX Entertainment, Sikelia Productions, TriBeCa Productions
Distribuzione in italiano Cineteca di Bologna, Netflix
Fotografia Rodrigo Prieto; Montaggio Thelma Schoonmaker; Effetti speciali Pablo Helman, Taylor Schulte
Musiche Robbie Robertson; Scenografia Bob Shaw
Costumi Christopher Peterson, Sandy Powell
Trucco Jose L. Lopez, Janine JP Parrella, Yasmina Smith-Tyson

TRAILER v.o.: www.youtube.com/watch?v=yt8nQFd-GVc
TRAILER ita.: https://movieplayer.it/news/the-irishman-trailer-italiano_71171/

F4) Locandina

La locandina del film “The Irishman” di Martin Scorsese.
Fonte: https://nerdmovieproductions.it/wp-content/uploads/2019/09/70679728_2635486036496685_1743092866260926464_o.jpg

Segue il primo dei 3 Incontri ravvicinati cui ho assistito nella mia permanenza alla FF14 Roma. Le risposte del grande attore sono riportate nella sua lingua.

Incontro ravvicinato – Edward Norton, intervistato da Antonio Monda. Il mio estratto.

Monda: Quanto è stato importante il lavoro a teatro per recitare così magnificamente sullo schermo?
Norton: I keep looking at who’s that child (nell’appena vista clip tratta da ‘Schegge di paura’ che lo lanciò nel 1996: ebbe la nomination all’Oscar come migliore attore protagonista e il Golden Globe). The theater creates certain musculature, a way of approaching text, because you rehearse and the role of the actor on stage is primary; it creates the sensation of the responsibility to understand: you have to have the whole arch of the story within you. I think, when you get into film, even though the process is more fragmented, you still have the training to create an arch.
Monda: Terry Schreiber: quanto hai imparato da lui?
Norton: He was a great teacher. Teaching acting is a strange thing to do and there’s a lot of people who don’t really want to create professional actors, functional actors, but rather actors who are addicted to them as a teacher. He worked like a carpenter, he talked about acting like carpentery, he would say ‘you need this tool and this tool and ..’, he would discuss different methodologies and strategies for approaching things. He always said there’s only a different text or play and different styles. You need different tools to approach them and that seemed very practical to me. (Wikipedia: Norton described him as a great teacher who encouraged students to become “multilingual actors” with different techniques for versatile roles).
Monda: Il teatro è il mezzo essenziale per gli attori, il cinema per i registi, la televisione per i produttori, riporta Monda che chiede a Edward Norton: sei d’accordo con questo?
Norton: I never heard it. But there’s a truth. I like Dorothy Parker’s line that if you scratch an actor you’ll find an actress.
Monda: Ti diverte di più il teatro o il cinema?
Norton: I like them both very much. In theater the connection with the audience is stronger and it’s a more visceral experience.
Monda: A proposito del film.
Norton: My friend David, who wrote the script of ‘Motherless Brooklyn’ originally, and I used to talk about the way Shakespearian tragedies (Othello, Macbeth) worked, stories about someone who had great qualities of leardeship and intelligence with an enormous potential brought down by you know in a classic sense. We wanted to make a contemporary story and charater that went through a classical kind of fall. David was really interested in this idea of rage and anger as something so destructive that it can take away all your qualities and it can destroy your life.
Monda: Edward Albee, il grande drammaturgo statunitense. Che tu hai conosciuto.
Norton: I was 23-24 yrs old. I wrote a letter to EDWARD ALBEE and I invited him to see the play I was in. He came! I thought ‘one of the greatest living writers in theaters is here’. Well, I ended up that my first professional job as an Actor was in a play he wrote. (The play was FRAGMENTS, 1993: www.youtube.com/watch?v=idx_fSzHtyY) He was so tough on his own work. I admired that he was in his 70ies and though very experimental.

F5) Incontro ravvicinato – Edward Norton

Monda con Norton.
Fonte: www.amica.it/wp-content/uploads/2019/10/edward-norton-1.jpg

Le recensioni continuano nelle prossime uscite de Il Settimanale di Traders’.

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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