ROMA FF14 Festa del cinema 2019 (1 parte)

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Si torna a Roma, forse non capitale ma capoluogo del cinema italiano: se Venezia è la nostra città cinematograficamente più nota sul piano delle manifestazioni di settore, è Roma a seguirla. Con una formula creata un pò di tempo fa che non collide con la competizione in laguna, infatti non è un festival ciò che avviene ogni autunno nell’ Auditorium di Renzo Piano, ma una Festa.

A breve prenderà piede anche il ben più agé Torino Film Festival, siamo infatti alla sua 37° edizione, e nello stesso mese di novembre ma un po’ prima ci sarà una 3 giorni di Gender board film festival nello storico Cinemino di Milano (www.ilcinemino.it/). E tante altre decine di luoghi magnifici del bel paese ospitano questo tipo di eventi culturali durante tutto l’anno.

Ma concentriamoci su Roma, la cui Festa del cinema si è appena conclusa, premiando un solo film, come ogni anno in base alla votazione del pubblico (di quello che votava a mezzo cartolina ad hoc), cioè ‘Santa subito’ di Alessandro Piva. Il documentario ha vinto ed è un bene per il suo messaggio chiaramente di lotta al femminicidio: al centro della storia l’assassinio di Santa Scorese, una giovane attivista cattolica pugliese uccisa nel marzo 1991. Chiaramente ha vinto un italiano, cosa che non era la maggior parte dei film e degli ospiti intervenuti a questa edizione della Roma FF14, iniziata lo scorso giovedì 17 ottobre, sotto la gestione più che mai di successo di Antonio Monda che, insieme alla Presidente della Fondazione Cinema per Roma Laura Delli Colli, ha esultato, in conferenza stampa, davanti a questi numeri incoraggianti: +10% biglietti venduti, +18% incassi in biglietteria, +13% giornalisti accreditati, +9% incassi dagli accrediti, +7% ingressi fra pubblico e accreditati.

Quanto ai premi consegnati nella sezione dell’evento Alice nella città 2019, eccoli:

  • miglior film ‘The dazzled’ di Sarah Suco che ‘ha saputo raccontare, anche con le sfumature comiche di una vita imprigionata, una storia cruda e coinvolgente’;
  • miglior regia a Lorenzo Mattotti per ‘La famosa invasione degli orsi in Sicilia’ perché vi è in essa ‘il talento compositivo delle illustrazioni di Mattotti e fa immergere lo spettatore nella magica Sicilia di Dino Buzzati’;
  • premio speciale della Giuria a ‘Son-mother’ di Mahnaz Mohammadi, un film in cui ‘l’assenza di parole è un urlo alla libertà d’espressione’:
  • premio Timvision a ‘Cleo’ di Eva Cools che racconta, e sceglie il modo più arduo per farlo, ‘l’elaborazione del lutto incrociando sullo stesso piano vittima e carnefice’.

La Festa del Cinema si svolge, al 90%, nello stesso luogo, il magnifico e ‘cozy’ Auditorium di Renzo Piano. Anche quest’anno le star accorse nella capitale sono state varie e tutte note e particolarmente apprezzate. Il sole e le temperature primaverili, ben diverse dell’autunno milanese, hanno fatto il resto. Speriamo che la manifestazione, conclusasi il 27 ottobre, sia un faro in più sull’Italia e sul suo mercato cinematografico, dipendente e indipendente, e aiuti chi esercita il mestiere controverso e delicato dell’attore ad avere maggiori chance. Dunque a calcare il red carpet romano ecco in ordine cronologico alcuni dei big:

Edward Norton (con il suo ‘Motherless Brooklyn’ scelto come film di apertura), Ron Howard (con il suo ‘Pavarotti’), Bill Murray (Premio alla carriera), Wenderson, Fanny Ardant, John Travolta, Viola Davis (Premio alla carriera), Ethan Coen e molti altri.

LE MIE RECENSIONI sui 12 film che ho visto a Roma, FF14, con le date di uscita in Italia.
USCITE: OTTOBRE NOVEMBRE 2019, GENNAIO MARZO 2020

2019

DOWNTON ABBEY – uscita italiana 24 ottobre 2019
SCARY STORIES TO TELL IN THE DARK – data uscita italiana 24 ottobre 2019
PAVAROTTI – data uscita italiana 28 ottobre 2019 – prima recensione: resta su solo per 3 giorni!
WAVES – data uscita italiana 1 novembre 2019
HUSTLERS – data uscita italiana 7 novembre 2019
MOTHERLESS BROOKLYN – uscita italiana il 7 novembre 2019
THE IRISHMAN – data uscita italiana 8 novembre 2019
THE AERONAUTS – data uscita italiana 6 dicembre 2019

2020

THE FAREWELL – data uscita italiana 1 gennaio 2020
JUDY – data uscita italiana 16 gennaio 2020
MILITARY WIVES – data uscita italiana 12 marzo 2020
ANTIGONE – uscita italiana n.d.

LE MIE RECENSIONI: PAVAROTTI – uscita italiana il 28 ottobre 2019 solo per 3 giorni
Ron Howard ci propone una delle pellicole più emozionanti fra quelle che lui stesso ha finora diretto , soprattutto per noi italiani, forieri di grandissimi talenti a volte più riconosciuti all’estero che da noi. In questo caso il talento e la capacità, la tecnica e l’allenamento, la determinazione e la sensibilità, l’incontentabilità dell’Artista sono stati di dominio pubblico internazionalmente, a cominciare dalla mamma, la prima a credere in lui, Luciano Pavarotti. Il film biografico, che mostra preziosi momenti pubblici e privati di Lucianone, grazie in particolare al materiale video fornito dall’ex compagna di vita Nicoletta Mantovani, è caratterizzato anche dalle tante interviste a vari personaggi e amici e famigliari che hanno accompagnato l’incredibile tenore nel suo excursus di vita e lavoro, come la stessa Nicoletta e le figlie Cristina e Lorenza Pavarotti e la prima moglie Giuliana Pavarotti e poi José Carreras, Plácido Domingo, Nelson Mandela, Kofi Annan, Adua Veroni.

Ron Howard aveva già fornito alla sua platea uno splendido documentario sui Beatles, altra icona della musica mondiale. Ciò che arriva al pubblico guardando ‘Pavarotti’, ed emozionandosi con esso, non è solo la capacità irraggiungibile quasi celestiale del grosso cantante, peraltro gran bell’uomo, ma anche e soprattutto la sua fragilità, la sua profonda solitudine, il suo desiderio di aiutare gli altri – da lì la tanta beneficienza con i suoi concerti in giro per il mondo – per forse sopperire a questo suo grande vuoto, l’incapacità di vivere in famiglia, anche per via di una professione che l’ha costretto a una vita quasi da single, il suo desiderio di essere ricordato anche come uomo. Il film è così ben fatto che sfugge totalmente al classico commento della noia attribuita al genere documentario, anzi, se ci ripenso, ancora mi commuovo, perché a essere raccontata e rivissuta è ‘solo’ una Vita umana, per quanto una vita davvero speciale. Voto: 9,5.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale Pavarotti
Regia Ron Howard
Lingua originale inglese, italiano;
Paese di produzione Stati Uniti d’America, Regno Unito;
Anno 2019;
Durata 114’;
Genere documentario, biografico, musicale
Sceneggiatura Mark Monroe
Produttore Jeanne Elfant Festa, Brian Grazer, Ron Howard, Michael Rosenberg, Nigel Sinclair
Produttore esecutivo David Blackman, Paul Crowder, Guy East, Nicholas Ferrall, Lorenzo Gangarossa, Mario Gianani, Lorenzo Mieli, Dickon Stainer
Casa di produzione Imagine Entertainment, PolyGram Entertainment, StudioCanal, White Horse Pictures
Distribuzione in italiano Nexo Digital
Fotografia Michael Dwyer; Montaggio Paul Crowder
Musiche Ric Markmann, Matter Music, Dan Pinnella, Chris Wagner

Trailer (italiano/inglese): www.youtube.com/watch?v=Bv4Syvpher8

F1a) Locandina


La locandina del film “Pavarotti” diretto da Ron Howard.
Fonte: http://www.tdic.it/wp-content/uploads/pavarotti-807×600.jpg


F1b) Ron Howard e Luciano Pavarotti

Fonte:www.ansa.it/webimages/img_457x/2019/5/31/749f911871bddc8ff009b7797773a8a1.jpg


LE MIE RECENSIONI: DOWNTON ABBEY – uscita italiana il 24 ottobre 2019
L’omonima serie da cui è tratto questo splendido film, intelligentemente realizzato per tutti, ossia per appassionati ma anche per totali ignari della celeberrima serie angloamericana, fu scritta dall’attore e scrittore Julian Fellowes. L’ambientazione tutta aristocratica, eccezion fatta per il quanto mai ampio stuolo di domestici, eleganti e impettiti veri damerini, è nel countryside inglese e il periodo storico è quello del regno di re Giorgio V, per la precisione va dal 1912 al 1926. La tenuta (immaginaria) che fa da sfondo a intrighi, incontri e scontri, relazioni ammesse e non, famiglie in amore o in lotta e così via si trova nello Yorkshire. Al centro di tutto la famiglia Crawley e i loro ‘servitori’, cosa che mi ha subito ricordato Miss Julie di August Strindberg, questo vivere nella stessa casa chi ai piani alti chi a quelli bassi di 2 classi sociali ben distinte che si rispettano a vicenda purché ognuno stia nel proprio ruolo. Il film in particolare verte su un evento che causa agitazione malintesi stravolgimenti sentimentali e famigliari e tanti equivoci terribilmente ironici che fanno divertire lo spettatore, il quale in fondo ama tutti, padroni e servitu’, se vogliamo chiamarli così, perché c’è una somiglianza di azioni e reazioni in ogni contesto sociale. L’evento in questione riguarda l’arrivo a Downton Abbey di ospiti assai illustri: il re Giorgio V e la regina Mary con la loro dama di corte e infiniti domestici. Lo stesso futuro di Downton Abbey sarà in bilico ma tutto finirà bene anche grazie a Lady Violet, magistralmente interpretata dall’alto dei suoi 85 annni da una più che mai straordinaria Maggie Smith. Fantastici i battibecchi fra Violet e Lady Bagshaw, personificata da una sempre bravissima Imelda Staunton. Dialoghi superlativi! Voto: 9,5.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale Downton Abbey
Regia Michael Engler
Lingua originale inglese;
Paese di produzione Regno Unito;
Anno 2019;
Durata 122’
Rapporto 2,39:1;
Genere drammatico, storico
Soggetto serie televisiva creata da Julian Fellowes;
Sceneggiatura Julian Fellowes
Produttore Julian Fellowes, Gareth Neame, Liz Trubridge
Produttore esecutivo Brian Percival, Nigel Marchant
Casa di produzione Carnival Film & Television
Distribuzione in italiano Universal Studios
Fotografia Ben Smithard;
Montaggio Mark Day;
Musiche John Lunn
Scenografia Donal Woods;
Costumi Anna Mary Scott Robbins;
Trucco Laura Blount, Anne Oldham

TRAILER versione originale: www.youtube.com/watch?v=tu3mP0c51hE
TRAILER italiano: www.youtube.com/watch?v=cRlBJmH82fM

F2a) Locandina


La locandina del film “Downton Abbey” diretto da Michael Engler.
Fonte: https://pad.mymovies.it/cinemanews/2019/160907/locandina-ver.jpg


F2b) Maggie Smith e Imela Staunton
Le due grandi attrici in un momento del film.
Fonte: https://hips.hearstapps.com/hmg-prod.s3.amazonaws.com/images/downtonabbey-imelda-1568760076.jpg?crop=0.611xw:0.913xh;0.260xw,0.0509xh&resize=480:*


LE MIE RECENSIONI: SCARY STORIES TO TELL IN THE DARK – uscita italiana il 24 ottobre 2019
È la casa degli spiriti, quella di Sarah Bellows, morta tragicamente, per mano della sua stessa famiglia tempo addietro, dove alcuni ragazzini, la notte di Halloween, andranno a rifugiarsi per scherzo, in beffa ai morti viventi della festa loro dedicata più famosa al mondo. Ed è nella stanza di Sarah che uno di loro, una ragazza, scoprirà il libro segreto, una sorta di diario macabro nel quale, si narra, la defunta scrivesse storie di morti non accidentali con il sangue delle stesse vittime. Quando la coprotagonista porta con sé, a casa sua, il libro, la storia comincia a essere segnata anche per lei e i suoi 5 amici: ogni giorno a una certa ora il libro scrive la loro fine che di lì a pochi minuti dopo avverrà ineluttabilmente e, come immaginabile, in modo orrorifico. Quando 2 dei giovanissimi capiscono che dietro a tutto sta proprio il fantasma di Sarah, rimasta imprigionata nel suo odio per quanto accadutole e fra la vita e la morte, trovano il modo di comunicare con lei e la soluzione, ma nel frattempo la gente muore. Siamo negli Stati Uniti del 1968, caratterizzato dal
cambiamento, ma siamo anche nella cittadina di Mill Valley, ben lontana dai disordini dei grandi centri urbani e dominata dal potere dell’oscura famiglia Bellows, i cui membri sono tutti defunti.

Il film non è del genere che a me personalmente interessa e attrae, eppure sono rimasta incollata davanti allo schermo, perché quando un prodotto è così ben fatto piace comunque. Il film è riuscito, divertente come può esserlo un film di paura diverso da un horror o un thriller spietato. Del resto a coprodurlo è intervenuto Guillermo del Toro. Ovviamente da vedere ad Halloween. Voto: 7.

SELEZIONE UFFICIALE
Titolo originale Scary stories to tell in the dark
Regia André Øvredal
Lingua originale inglese;
Paese di produzione Stati Uniti d’America, Canada; Anno 2019;
Rapporto 2,39:1; Durata 111’; Genere orrore
Soggetto dal libro di Alvin Schwartz – storia di Guillermo del Toro, Patrick Melton, Marcus Dunstan;
Sceneggiatura Dan Hageman, Kevin Hageman
Produttore Guillermo del Toro, Sean Daniel, Jason F. Brown, J. Miles Dale, Elizabeth Grave
Produttore esecutivo Roberto Grande, Joshua Long
Casa di produzione 1212 Entertainment, CBS Films, Double Dare You, Entertainment One, Sean Daniel Company
Distribuzione in italiano Notorious Pictures
Fotografia Roman Osin; Montaggio Patrick Larsgaard; Effetti speciali Matt Glover
Scenografia David Brisbin; Costumi Ruth Myers

TRAILER versione originale: www.youtube.com/watch?v=Vlya92LZqZw
TRAILER italiano: www.youtube.com/watch?v=cBFkO7p6yaQ


F3a) Locandina

La locandina del film “Scary Stories to Tell in the Dark” ispirato all’omonima serie di libri per ragazzi di Alvin Schwartz, in 3 volumi (1981/ 1991).
Fonte: https://image.insider.com/5c59ec6ceb3ce8299c6b0356?width=1100&format=jpeg&auto=webp


F3b) Effetti speciali


Uno dei mostri più inquietanti del film.
Fonte: https://assets3.thrillist.com/v1/image/2809114

Le recensioni continuano nelle prossime uscite de Il Settimanale di Traders’.

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
alessandraeffort@icloud.com
Sito web: www.alessandrabasileattrice.com
Blog: https://alessandrabasileattrice.com/blog/

 

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