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“PALAZZINA LAF” di e con Michele Riondino che dirige Elio Germano, alla 18° Festa del Cinema di Roma (categoria Grand Public). Il dramma e il primo Mobbing nel caso ILVA di Taranto

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Premessa
Alla festa del cinema di Roma u.s., diversi sono stati i film proiettati in anteprima mondiale, fra i quali sono emersi, in questa edizione, proprio gli italiani. Che sia un segno positivo di rinascita, a volte paradossalmente equivalente a un ritorno alle origini, come nel film della Cortellesi? Questa è stata, anche, la volta delle neo-registe: registe, esatto! Non solo nuove al mestiere, ma di genere femminile, salvo, in particolare, un paio di casi al maschile, quelli di Riondino e Base, dei quali parlerò qui e nei prossimi numeri. Fra le donne dietro alla macchina da presa, ricordo Alice Rohrwacher al suo quarto lungometraggio con “La chimera”, una Agnelli, Ginevra Elkann, con “Te l’avevo detto”, suo secondo film da regista, e due note attrici italiane neofite del campo registico: Giovanna Mezzogiorno, con il documentario denuncia “Unfitting”, e Margherita Buy con “Volare”.

F1) Ginevra Elkann alla conferenza stampa romana per il suo film

Nella figura F1 un primo piano della Agnelli regista a Roma di “Te l’avevo detto”.
Fonte/ Credits; ph. Alessandra Basile

Trama
Siamo nell’anno 1997, a Taranto. Uno degli operai dell’acciaieria italiana ILVA, di nome Caterino, un giorno si imbatte nel mega capo, Giancarlo Basile, senza saperlo; accetta un passaggio da lui in macchina e si ritrova a valutare un’offerta di lavoro, a suo parere, irrinunciabile. Caterino è rozzo e a tratti assai ingenuo, ma gli è chiaro che per lui la chiave della felicità sta nel più si guadagna, meno si fa.

Perciò, quando gli spiegano che il nuovo compito è quello di spiare i suoi colleghi, a fronte di una promozione professionale e di una macchina tutta per lui, accetta convintamente e inizia i suoi pedinamenti in giro per la città. In base alle informazioni che darà ai capi, a Basile in particolare, alcuni lavoratori verranno spostati nella fatidica Palazzina LAF (acronimo di Laminatoio a freddo) a seguito di denunce costruite su “x” fatti riportati. Caterino non vuole il male di nessuno, ma crede di agire per il bene aziendale e di essere stato eletto come speciale da Basile.

Per la stessa ingenuità, quando arriva in un pedinamento a Palazzina LAF, invece di andarsene alla svelta, decide che quel luogo, dove i dipendenti non fanno nulla dalla mattina alla sera, è il posto migliore per lui e vi si instaura, con sorpresa di tutti i presenti. L’arrivo lì della segretaria di Basile, Rosalba, gli farà venire qualche dubbio. Frattanto, gli assunti costretti a quel tipo di vita infame che è il mobbing, si sforzano di resistere ad apatia e depressione, arrovellandosi su come uscirne.

I fatti reali
Sono noti i drammatici fatti dell’ILVA di Taranto, proprio anche per avere costituito il primo di mobbing italiano. La Palazzina LAF del titolo, negli anni 90, era il luogo dove coloro, fra gli impiegati dell’acciaieria, che non avevano accettato di essere declassati alla categoria operaia, anche per comprensibili ragioni, quali la mancanza delle competenze richieste e dell’esperienza necessaria a non correre rischi, magari vitali, venivano confinati dai proprietari e dagli alti dirigenti aziendali per indefinibili periodi.

Non li licenziavano dunque, non potevano, e sceglievano questa soluzione, che spesso causava nei poveretti accidia, ignavia, talvolta persino, desideri suicidari per frustrazione e delusioni professionali insostenibili. In 79 lavoratori altamente qualificati si trovarono costretti a passare giornate intere alla Palazzina LAF, “una specie di manicomio”, come poi dissero in tribunale. 

Recensione
Il caso scosse le coscienze. Se n’è parlato pure di recente. Le nuove opportunità di lavoro offerte con job rotation ed altri meccanismi, di per sè validi, erano fittizie; servivano a coprire la manovra di induzione alle dimissioni “volontarie” o a problemi di salute mentale che avrebbero giustificato lo scioglimento dei contratti di assunzione. Una vergogna che il film mette in luce, soffermandosi, soprattutto, sugli effetti psico-emotivi, anche suicidari, della permanenza nella Palazzina LAF.

“Il giovane Montalbano” ha fatto conoscere Michele Riondino al pubblico casalingo, ma il suo è un curriculum vasto che inizia tempo fa. Il suo lavoro è eccellente in questo film, non solo perché interpreta con grande capacità Caterino, personaggio per il quale si è imbruttito ed invecchiato, ma, soprattutto, perché ha saputo dirigere egregiamente un ottimo cast, nel quale primeggia Elio Germano. Anche Valeria Scalera arricchisce il gruppo attori, tanto ben scelti per i loro rispettivi personaggi, e tutti insieme sono un unicum perfettamente guidato. Con questo film, Riondino esordisce, anche, alla sceneggiatura, scritta con Maurizio Braucci

Passando al Basile di Germano, la resa del personaggio è strepitosa; c’era da dubitarne? Mai. Se il tema del film è grosso e di tipo socio-civile, la modalità di racconto e dialoghi resta leggera, specie grazie ai due attori principali e ai loro Giancarlo e Caterino, l’uno esilarante nella sua saccenteria arrogante, l’altro divertente, persino tenero, nella suo essere naïf. Le risate sono, dunque, amare nel pubblico e gli spunti di riflessione seri e svariati. 
In conclusione, il film è un delicato affresco sociale, attento all’allora contesto storico-culturale, come evidenziato da abiti, strade, vetture. Assolutamente da vedere, adatto a tutti. Voto: 9,5.

Anteprima Mondiale a Roma, 18° Festa del Cinema
Il film “Palazzina LAF”, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma lo scorso 21 ottobre, sarà nelle sale italiane dal 30 novembre 2023.

 

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Ha collaborato con la Comunicazione Corporate di un’azienda. Ha una formazione in Life coaching (per un periodo ICF) e una laurea in Giurisprudenza. Presiede la Associazione Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, ‘Dolores’, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ha scritto ‘Films on The Road’, un libro sul cinema girato in Italia, edito Geo4Map. Scrive di film e spettacoli teatrali con l’occhio dell’Attrice, il suo primo mestiere, e intervista persone e personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo.

Email: Alessandra.Basile@outlook.com Sito web: www.alessandrabasileattrice.com

 

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