Luglio? era una formidabile Bull Trap…

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Neanche Mago Merlino. 

Il rally di luglio è stata una delle più fantastiche bull trap degli ultimi due decenni?

Nella consueta analisi settimanale fatta con i nostri algoritmi, sembra proprio di sì.

L’S&P500 ha dato un segnale sinistro nella chiusura di venerdì 22 settembre.

Non solo l’annunciato rimbalzo è stato molto modesto e immediatamente stoppato a 4400 (4399 per l’esattezza, a 4400 non doveva proprio arrivarci…), ma la chiusura, da più punti di vista, è piuttosto preoccupante.

Se è un falso segnale, è una vera rappresentazione teatrale da mettere in cornice.

Temo che il segnale non sia falso.

Per comprendere a fondo la natura di tale timore, dobbiamo riferirci non solo al grafico in continuo dell’S&P500, ma al grafico dell’indice, o, anche, del future di dicembre riferito ai mesi precedenti.

 

     Scenario a 60 giorni

Nel grafico in continuo, il minimo del 22 settembre è inferiore al minimo del 26 giugno, ma superiore a quello del 18 agosto, affondato fino a 4350.

Nel grafico del future dicembre, i tre minimi risultano bene allineati su una trend line discendente dove il minimo di venerdì risulta su un supporto dinamico, la cui rottura, ancora non manifesta, aprirebbe il varco ad una discesa robusta.

Leggermente differente l’indice, dove i minimi del 26 giugno e del 18 agosto risultano allineati in una sorta di doppio minimo quasi perfetto, e la chiusura di venerdì scorso è sotto detto supporto.

In realtà, sull’indice, si tratta della seconda chiusura consecutiva sotto il supporto, dopo quella di giovedì. Ed entrambe le chiusure sono sotto il livello del massimo di agosto 2022, mentre questo non appare nel grafico in continuo sul future.

Diventa, alla luce di tale configurazione, sempre più probabile un affondo del mercato, deluso nelle aspettative da una FED che continua a stare su una lunghezza d’onda diversa rispetto alle speranze dei grandi investitori.

Speranze che sembrano essere risultate illusioni, creando una reverse di sentiment da fiducia a pessimismo profondo (non ci sentiamo, al momento, di dire panico).

Prendendo a riferimento l’indice dell’S&P500, e considerando il massimo del 27 luglio come l’inizio della discesa in corso, il massimo relativo immediatamente successivo avviene il giorno 1 settembre, come pure sul future dicembre.

Sul contratto future in continuo, invece, il massimo relativo è il giorno 15 settembre.

Tale secondo massimo relativo, nella configurazione di probabilità tenuta in considerazione dai nostri algoritmi, potrebbe essere il primo 12.50% del range futuro (rispetto al massimo del 27 luglio e rispetto all’ipotetico minimo futuro), che proietterebbe, in questo modo, il minimo dell’intero movimento a 4070 del future, prendendo in considerazione il grafico dell’indice, riportato a valore del future, e a 4077 prendendo in considerazione il grafico del future in continuo: differenza minima che ci fa presumere un valore target intorno a 4075 per il future attuale dicembre.

Lo stesso calcolo, effettuato solo sul future dicembre, dà origine ad un valore più basso, per l’esattezza 4015: in questo caso una differenza significativa rispetto alle altre due metodologie, cosa che non capita spesso.

La differenza è dovuta alla differenza di ben 14 giorni fra il future di settembre e il future di dicembre nel raggiungere l’ultimo massimo (1 settembre per il future dicembre e 15 settembre per il future settembre – probabilmente sul future settembre, prima della scadenza tecnica qualcuno particolarmente robusto aveva l’interesse a portarlo piuttosto in alto).

La prima configurazione (minimo proiettato a 4075) quadra anche considerando che la chiusura di venerdì abbia toccato il 50% del range futuro (cioè dell’intera discesa).

La seconda configurazione (minimo proiettato a 4015) quadra considerando che 4015 corrisponde all’87.50% di ritracciamento rispetto al range fra il minimo del 13 marzo e il massimo del 27 luglio.

I tempi di tale minimo (4075 o 4015 che sia) puntano verso la prima decade di novembre, per il completamento di questo ipotetico ciclo ribassista.

Non è escluso che si tratti del primo ramo di un ciclo ribassista più ampio, ma questo, al momento, non è possibile saperlo. il mercato potrebbe, viceversa, ritrovare la fiducia rialzista.

La negazione di tale scenario avverrebbe nel caso in cui da un supporto intermedio avvenga un rimbalzo poderoso che porti il prezzo sopra 4566. Un tale segnale indicherebbe che l’analisi di cui sopra, sia pure fondata su buone probabilità a favore, è da rivedere.

 

      Scenario di breve termine

L’affondo, nel corso di questa settimana, potrebbe continuare: il primo supporto è 4300/4310, il secondo supporto 4282-4267.

Lo sfondamento di 4267 può far dirigere direttamente in zona 4200, cosa che non riteniamo troppo probabile, ma assolutamente possibile.

A livello 4210 Jp Morgan ha un collar trimestrale di protezione in opzioni sul suo Hedge Equity Fund.

Se effettivamente il mercato scende, rompe il livello attuale e rompe 4267, a 4210 (o anche prima…) verrebbe presumibilmente respinto verso l’alto prima del 29 settembre.

E’ anche probabile che in tale movimento di rimbalzo, altri operatori, per la sistemazione delle posizioni di fine trimestre intervengano, limitando la discesa o provocando anche da subito o da metà settimana il rimbalzo.

Dopo il 3-4 ottobre, in tal caso, si manifesterebbe un ulteriore ribasso fino a completamento della prima parte del movimento ribassista, con probabile sfondamento anche del livello 4200.

Ma di questo parleremo più avanti, anche perché Ottobre si annuncia essere un saliscendi difficile da controllare.

 

      Scenario catastrofico 

Il comportamento di taluni broker a livello di margini ci fa intuire che c’è molta tensione sul mercato, più di quanto possa essere letto dagli indici rappresentativi della volatilità, che sta aumentando, ma in modo controllato.

Non si tratta di isteria dei broker, ma di calcoli di software sofisticati cui dobbiamo attribuire la valenza di indicatori di tensione futura.

Chi ha posizioni in esposizione sulle opzioni, controlli bene il rapporto fra margini e conto ed agisca per tempo mantenendo basso detto rapporto. Non è il momento di pensare al rendimento, ma alla protezione del conto.

Chi usa opzioni naked, pensi a scappare verso il basso anzitempo.

Le proiezioni non possono prevedere la trasformazione di un ribasso in panic selling: non possiamo escludere in prospettiva che il mercato voglia puntare, entro il 2023 o l’inizio del 2024, a ritestare l’area dei minimi 3500-3600.

Questa ipotesi, non molto probabile, induca a considerare le prossime settimane con la necessaria prudenza.

La statistica ci dice che nei 14 mesi prima delle elezioni presidenziali, ed in particolare fra 14 e 8 mesi prima, possa esserci un ribasso dall’8 al 20% dal massimo dell’anno precedente le elezioni (nel nostro caso: 4634).

Da 4634, massimo del 27 luglio, in tale ipotesi, vedremmo un minimo compreso fra 4250 e 3700. Ma tutto dipende dalla velocità con cui ci arriva, per comprendere quanto ciò possa diventare rischioso per i portafogli in opzioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Maurizio Monti
Editore Traders’ Magazine Italia

P.S.: E se fosse tutta una finta? e il mercato riprende, supera 4566, rompe i massimi a 4634 e va al massimo storico, lo supera e va a 5000?

Se hai un buon sistema di trading in opzioni, questo, per te, è irrilevante.

Perché non farai trading sulla previsione. Non considererai le nostre proiezioni come punti di ingresso… perché farai trading con il metodo e non con le previsioni del futuro.

La proiezione è una pura fantasia, che ha l’alibi di essere determinata con un metodo scientifico e probabilistico, ma fantasia è e rimane, e tale va definita.

In quanto fantasia, disegna una possibile mappa del mercato, che confronterai con la realtà della mappa delle opzioni, applicando, invece, sempre il metodo.

Non utilizzare le proiezioni per fare trading, nemmeno se vengono da Mago Merlino, Nostradamus o chicchessia.

Usa il metodo, che è superiore ad ogni fantasia e rappresenta, invece, la solida realtà del trading professionale.

 

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