Il collier di diamanti che contribuì a far crollare una regina

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Nella Francia della fine del XVIII secolo, un collier di diamanti poteva valere molto più di una fortuna.

Poteva diventare un simbolo di potere, uno strumento per manipolare l’aristocrazia e, nel caso di una delle truffe più celebri della storia, un’arma capace di distruggere la reputazione di una regina.

 

Un collier troppo costoso

Nel 1785, i gioiellieri Charles Boehmer e Paul Bassenge avevano creato un gioiello straordinario: un enorme collier composto da centinaia di diamanti, il cui valore si aggirava intorno a 1,6 milioni di lire francesi.

Il problema era che nessuno voleva comprarlo.

I gioiellieri avevano cercato di venderlo a Maria Antonietta, ma la regina lo aveva rifiutato. Il prezzo era enorme, soprattutto in un momento in cui le finanze della monarchia francese attraversavano gravi difficoltà.

Fu allora che comparve Jeanne de Valois-Saint-Rémy.

Discendente di un ramo illegittimo dell’antica famiglia reale francese, Jeanne aveva una storia complicata e una straordinaria capacità di muoversi negli ambienti aristocratici.

Insieme al marito e a diversi complici, ideò un piano basato su una semplice menzogna: far credere ai gioiellieri che Maria Antonietta volesse acquistare il collier in segreto.

 

La regina che non comprò mai il collier

Jeanne riuscì a convincere il cardinale Louis de Rohan, un aristocratico desideroso di riconquistare il favore della regina, di agire come intermediario di Maria Antonietta.

Organizzò persino incontri falsi e utilizzò lettere e messaggi per rendere la storia più credibile.

Convinto di aiutare la regina a concludere discretamente l’acquisto, il cardinale ricevette il collier e lo consegnò ai complici di Jeanne.

Loro fecero qualcosa di molto più semplice che vendere il gioiello intero: lo smontarono e iniziarono a vendere i diamanti separatamente.

La truffa avrebbe potuto rimanere nascosta a lungo. Ma alla fine i gioiellieri reclamarono il pagamento direttamente a Maria Antonietta.

Ed è allora che venne scoperta la verità.

La regina non aveva mai ordinato il collier.

 

Una truffa diventata un disastro politico

Jeanne fu arrestata e processata. Anche il cardinale venne arrestato, ma alla fine fu assolto.

Maria Antonietta, invece, non aveva alcuna responsabilità nella truffa. Tuttavia, lo scandalo ebbe un effetto devastante sulla sua reputazione.

Per una popolazione che già considerava la corte di Versailles un simbolo di lusso e spreco, la vicenda sembrava confermare tutti i suoi peggiori pregiudizi.

Il dettaglio più paradossale era che la regina aveva originariamente rifiutato il collier proprio a causa del suo prezzo.

Ma la verità contava poco.

La storia del collier, la ricchezza della corte e la reputazione di Maria Antonietta finirono per fondersi nell’immaginario popolare.

La celebre frase «Che mangino brioche», sebbene probabilmente mai pronunciata dalla regina, appartiene alla stessa costruzione di un’immagine della monarchia come stravagante e distante dalla realtà.

 

Un collier che scomparve

I diamanti furono venduti e il celebre collier cessò di esistere come gioiello unico.

Non fu mai recuperato nella sua interezza.

Così, un gioiello concepito per rappresentare la ricchezza della monarchia finì per diventare uno dei simboli della sua fragilità.

Solo pochi anni dopo, nel 1789, sarebbe iniziata la Rivoluzione francese.

Il collier non provocò la Rivoluzione.

Ma la sua storia rivela qualcosa di molto più interessante: in una società sull’orlo del collasso, una truffa legata a dei diamanti poteva danneggiare l’immagine di una regina più di qualsiasi discorso politico.

 

La Redazione

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