Nel thriller “L’Hangar rosso”, un coraggioso capitano prende decisioni importanti in pieno colpo di stato cileno: corre l’11 settembre 1973

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Siamo all’interno e, ogni tanto, all’esterno della base dell’aeronautica militare cilena, sempre in bianco e nero; sempre, con una luce costante sulle dinamiche nell’esercito e nei singoli esponenti, ricordando che siamo in una realtà quale è quella di un sistema totalitario. Voto: 7,5.

Premessa
Il film, uscito in anteprima, è caratterizzato da continue riprese di dettaglio, come un orecchio o un cranio sui quali la telecamera si sofferma parecchio, dando un senso del ritmo assai rallentato, soprattutto in alcune scene.
In contrapposizione, vi è la rapidità con cui il protagonista deve prendere delle decisioni critiche per l’esercito e per il paese, per sé e, soprattutto, per l’amata moglie, che deve tenere all’oscuro e che rappresenta la sua morale in conflitto con certe regole militaresche; dovrà decidere da che parte stare.
I così detti sistemi totalitari certo non sono particolarmente attenti ai bisogni dei singoli, nemmeno a quelli primari, e, in tempo di guerra, considera l’uomo uno strumento al servizio del potere.

Nicolás Zárate
F1) Il protagonista dei film “L’Hangar rosso” di Juan Pablo Sallato
Nella figura F1, Nicolás Zárate, protagonista del film, in una scena.
Fonte/crediti: ufficio stampa Echo Group

Trama
Il film racconta una giornata di un momento storico che ha caratterizzato il mondo cileno ed è focalizzato sulla vera storia del capitano Silva, grazie anche alle testimonianze dell’epoca. Dopo una sorta di intro al film, la svolta si ha con la telefonata che arriva al protagonista, mentre è a casa: risponde e viene a conoscenza di un fatto che accadrà entro poche ore, di un’azione grave che si concretizzerà con o senza di lui, di una posizione che dovrà prendere rispetto a un ordine imposto e al suo contrario, ossia al credo che, nel profondo, condivide con la moglie, ignara del prossimo futuro.  Silva viene allertato sul golpe del giorno dopo.

Dai suoi superiori, al militare verrà ordinato di interrogare, in quanto esperto e ritenuto abile in questo, i prigionieri catturati e portati nella momentanea base dell’Accademia militare, che si trasforma così in un centro di tortura oltre che di detenzione. Ma il capitano finirà per fare soprattutto altro…

Vi è un profondo conflitto morale vissuto dal militare nel dover lui scegliere se continuare a seguire le regole dell’istituzione cui appartiene, specchio della dittatura del suo paese, o, piuttosto, nel correre i rischi di una posizione diametralmente opposta e vicina ai ribelli al sistema, tradendo quel giuramento di fedeltà prestato all’aeronautica: vincono l’obbedienza e la disciplina o, invece, la coscienza e un certo tipo di valori maturati nel tempo, nel nome dell’amore famigliare e della sicurezza nazionale. ­

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scena del film L’Hangar rosso
F2) Silva, Jahn, Soler diretti da Juan Pablo Sallato
Nella figura F2, una scena del film “L’Hangar rosso”.
Fonte/crediti: ufficio stampa Echo Group

 

Chi era Jorge Silva
La leggenda cilena del paracadutismo, Jorge Silva, è ricordato, in particolare, per il salto spettacolare che fece nel 1970, atterrando nel centro dell’Estadio Nacional e così sventando l’attentato contro il presidente della repubblica cilena Salvador Allende, poi ucciso, l’11 settembre 1973, durante il colpo di Stato militare di cui fu autore il dittatore Augusto Pinochet, il primo presidente marxista eletto democraticamente in America Latina.
Nel film, è raccontata l’opposizione interna a quel golpe da parte di ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica militare cilena, repressi dai propri commilitoni violentemente.

 

L’Hangar rosso Nicolás Zárate
F3) Il protagonista dei film “L’Hangar rosso” di Juan Pablo Sallato
Nella figura F3, Nicolás Zárate, protagonista del film, in una scena.
Fonte/crediti: ufficio stampa Echo Group

Analisi & recensione
È il modo in cui è girato che porta a restare con il fiato sospeso lo spettatore del film, grazie a riprese molto ravvicinate, focalizzate sui particolari del viso del protagonista o su quelli della scena, regalando un senso di prigionia nell’immagine, un ingabbiamento, un’asfissia.
Ne deriva che l’ora e mezza del girato viene percepita come assai più lunga. E’ un pezzo di storia, forse anche poco narratoci, che val la pena conoscere e, mentre la si osserva, vivere con Silva. Trailer: Trailer L’Hangar rosso 

Cast, regia e anteprime
Accanto all’ottimo Nicolás Zárate, nei panni del protagonista, gli attori Marcial Tagle e Boris Quercia, insieme a molti altri, tutti ben diretti dal regista Juan Pablo Sallato, un affermato documentarista al suo esordio con i lungometraggi.
Il cineasta ha dichiarato di avere mirato a raccontare “un uomo addestrato a obbedire, posto davanti al momento esatto in cui un ordine diventa un crimine”.

Presentato, in anteprima, mondiale e italiana, nel febbraio 2026, alla 76ª Berlinale – sezione Perspectives – e, nel giugno dello stesso anno, al Biografilm di Bologna, L’Hangar rosso è ispirato al libro autobiografico di Fernando Villagrán Disparen a la Bandada. La coproduzione internazionale vede affiancati gli italiani Rain Dogs, Caravan, Berta Film e gli “stranieri” Villano Producciones (Cile), Brava CineHD Argentina (Argentina).  

 

L’Hangar rosso Catalina Stuardo
F4) Rosa la moglie del capitano Silva nel film “L’Hangar rosso”
Nella figura F4, Catalina Stuardo diretta da di Juan Pablo Sallato.
Fonte/crediti: ufficio stampa Echo Group


Conclusione
Una verità logisticamente lontana, eppure empaticamente comprensibile, una storia vera segnata dal coraggio, un racconto in bianco e nero che ci trasporta in un mondo senza fronzoli, dove le emozioni sembrano annientate; un’opera cinematografica dal budget contenuto che è uscito, nelle nostre sale, giovedì 9 luglio 2026. Da vedere. Voto: 7,5.

 

L’Hangar rosso Nicolás Zárate
F5) Il protagonista in una scena dei film “L’Hangar rosso”
Nella Figura F5, Nicolás Zárate, in una scena del film di Juan Pablo Sallato.
Fonte/crediti: ufficio stampa Echo Group

 

Alessandra Basile

Attrice e Autrice.
Ha collaborato con la Comunicazione Corporate di un’azienda. Ha una formazione in Life coaching (per un periodo ICF) e una laurea in Giurisprudenza. Presiede la Associazione Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, ‘Dolores’, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ha scritto ‘Films on The Road’, un libro sul cinema girato in Italia, edito Geo4Map. Scrive di film e spettacoli teatrali con l’occhio dell’Attrice, il suo primo mestiere, e intervista persone e personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo.

Email: Alessandra.Basile@outlook.com Sito web: www.alessandrabasileattrice.com  

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