18 giugno 2026 – La Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse, ma il messaggio non è stato accomodante. Alzando le proprie previsioni sui tassi futuri e sottolineando che l’inflazione rimane troppo elevata, ha di fatto contrastato la narrativa dei mercati che si aspettavano un allentamento della politica monetaria.
Per Bitcoin, il messaggio di breve termine è contrastante: aspettative di tassi reali più elevati possono pesare sugli asset più sensibili alla liquidità, ma l’inflazione persistente e l’incertezza istituzionale continuano a rafforzare la tesi di lungo periodo a favore di Bitcoin come asset monetario alternativo.
La riunione è stata letta dai mercati come un segnale di maggiore fermezza da parte della Fed, con aspettative di rialzo dei tassi quasi raddoppiate.
Questo ricorda che, nel breve periodo, Bitcoin resta altamente sensibile alla liquidità in dollari, mentre il suo fascino strutturale si basa sulla sfiducia verso le politiche monetarie e nel rischio di svalutazione della moneta (debasement).
L’assenza di indicazioni esplicite di politica monetaria da parte di Warsh potrebbe frustrare i mercati e generare una forte volatilità sugli asset rischiosi; tuttavia, riteniamo che ciò riaffermi il principio secondo cui le decisioni di politica monetaria continueranno a dipendere dall’evoluzione dei dati economici.
Analisi a cura di James Butterfill
Head of Research di CoinShares





