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Quel traditore di Powell

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Figura rialzista, probabilità ribassista

Due e tre settimane fa i mercati azionari di buona parte del mondo hanno visto massimi importanti, dal grande ribasso della crisi del Covid.
 
S&P500 e Nasdaq hanno toccato i nuovi massimi storici.
 
In corrispondenza con uno dei nostri algoritmi temporali che prevedevano nel 4-8 settembre più o meno quattro giorni una possibile inversione del mercato, gli indici americani hanno cominciato dal giorno 1 settembre ad invertire la marcia rialzista.
 
A cavallo del secondo algoritmo temporale 11-14 settembre più o meno quattro giorni gli indici arrivavano ad un minimo e a un tentativo di ripartenza.
 
La sovrapposizione degli algoritmi temporali, cui avevamo fatto cenno in alcuni nostri scritti, faceva prevedere un periodo movimentato. Avevamo pensato che la turbolenza potesse iniziare nella seconda quindicina di agosto: è arrivata in ritardo.
 
Ora, siamo ad un punto di svolta importante: infatti le previsioni algoritmiche continuano a prevedere punti di inversione potenziali ravvicinati nel periodo 21 settembre-19 ottobre.
 
Due sembrano essere i punti centrali a livello temporale: la fine di settembre (28-29), più o meno quattro giorni e il 9-12 ottobre: a dimostrare la potenziale sovrapposizione, quest’ultimo con più o meno una settimana di validità.
 
L’S&P500 ha chiuso la settimana con un minimo relativo toccato venerdì a 3280.75, da cui si è ritratto per andare a chiudere all’incirca nel livello di apertura del giorno del minimo precedente a cui è seguito nella giornata stessa un rimbalzo (circa 3315-3316).
 
Il Nasdaq ha fatto un movimento consimile: affondo con nuovo minimo relativo del mese, ma il recupero è andato sui livelli dei minimi toccati il 9 e 11 settembre.
 
Scenario rialzista
Più cauto il Dow Jones, che ha confermato una tendenza apparente con minimi debolmente crescenti, quasi a voler seguire la media mobile semplice a 50 periodi, come sembra essere la figura preferita da quando la stessa contrassegnò il minimo del 14 maggio e a seguire quelli del 29 giugno e poi 30 e 31 luglio.
 
Così: il Dow Jones lo si direbbe in una pausa temporanea pronto a ripartire al rialzo. L’S&P500 e il Nasdaq nella figura tipica di quando abbiamo visto l’affondo su nuovi minimi mangia-stop, per di nuovo invertire e ripartire.
 
Sull’S&P500, in genere il più regolare fra i tre principali indici americani, ci troviamo su una figura tipica, che l’analisi tecnica classifica come triplo minimo, da cui ci si può attendere una ulteriore reazione di rimbalzo.
 
Scenario ribassista
Potrebbe essere invece che siamo alle soglie di un sell-off un po’ più profondo: la famosa onda C di cui parliamo da tempo come possibile scenario, dopo avere visto l’onda A di discesa e quella B di correzione rialzista. 
 
L’algoritmo che analizza l’S&P500 chiude la settimana con una maggiore probabilità di prospettiva ribassista, cioè a favore di nuovi minimi di breve fino ai prossimi punti di inversione: l’algoritmo dà peso al rimbalzo (cioè all’onda B) che è stata inferiore alla previsione (3424 anziché 3470-3500), per classificare come maggiormente probabile in termini statistici la possibilità di ulteriore affondi.
 
Quindi…
Quindi: scenari ovviamente tutti possibili, con probabilità maggiore dal lato ribassista secondo il nostro algoritmo, magari preceduto da un ulteriore rimbalzo tecnico.
 
Nel nostro prossimo articolo, parleremo ancora di livelli, anche relativi alle materie prime che sembrano festeggiare in coro mentre le borse ripiegano. E affineremo le previsioni del nostro algoritmo con nuovi dati risultanti dalle elaborazioni definitive della settimana passata.
 
Martedì 22 settembre scorsoalle ore 10.30, l’imperdibile Traders’ Webinar con l’analisi settimanale del Martedì della Borsa insieme con Giorgio Pallini che ci ha fornito una visione d’insieme dei mercati e alcune ottime opportunità da cogliere sui titoli più liquidi di Borsa Italiana. Condividi con noi un’ora preziosa di grande Cultura Finanziaria, clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

 

P.S.: L’ultima conferenza della FED, che ha anche rivelato un po’ di disaccordo nel board (ma questo è accaduto molte altre volte in passato e non è da considerare grave), non ha accontentato i grandi investitori. Powell ha annunciato continuità, ma stabilità. Come dire ad un drogato di cocaina, accontentati delle dosi che ti passo, che sono sufficienti. Evidentemente, il drogato non si è accontentato e le borse hanno reagito al ribasso dopo essersi disciplinatamente fermate in attesa della conferenza. Se è una interpretazione che condividi, clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti

 

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