Immagina di entrare in una stanza completamente vuota e di percepire chiaramente un forte odore di fumo. Guardi intorno.
Non c’è nessun incendio, nessuna sigaretta, niente che stia bruciando.
Apri la finestra, controlli la cucina e chiedi persino a un’altra persona se sente lo stesso odore.
Nessun altro sente nulla.
La cosa più strana è che non significa necessariamente che tu stia immaginando quell’odore.
Per il tuo cervello, l’esperienza può essere assolutamente reale.
Esiste un fenomeno chiamato fantosmia, che consiste proprio nel percepire un odore che non proviene da nessuna sostanza presente nell’ambiente.
La persona può sentire odore di fumo, qualcosa di bruciato, prodotti chimici, cibo, profumi o altre fragranze senza che esista una fonte esterna che le produca.
E la parte più interessante è che questo fenomeno rivela qualcosa di fondamentale sul nostro senso dell’olfatto: non sentiamo semplicemente ciò che è presente nell’aria.
In realtà, il nostro cervello costruisce ciò che percepiamo come un odore.
Il cervello non funziona come un semplice interruttore
Quando una molecola odorosa entra nel naso, interagisce con determinati recettori olfattivi.
Questi recettori inviano segnali al sistema nervoso e il cervello li interpreta come una determinata esperienza.
Ma la percezione finale non dipende esclusivamente dalle molecole presenti.
Il cervello combina i segnali provenienti dai recettori con informazioni provenienti da altre aree e con esperienze accumulate nel tempo.
Per questo due persone possono essere esposte allo stesso odore e descriverlo in modi completamente diversi.
In determinate circostanze, questo sistema può produrre una percezione olfattiva anche quando non esiste uno stimolo esterno corrispondente.
È simile a ciò che accade con altri sensi. Puoi avere la sensazione che il telefono abbia vibrato nella tasca quando in realtà non lo ha fatto, sentire qualcuno chiamarti quando nessuno ti ha chiamato o vedere qualcosa con la coda dell’occhio che scompare quando sposti lo sguardo.
Il cervello non si limita a ricevere informazioni. Le interpreta, le completa e, in determinate situazioni, può persino generare una percezione autonomamente.
Perché proprio odore di fumo?
Uno degli odori che le persone descrivono frequentemente quando sperimentano la fantosmia è quello di qualcosa di bruciato o del fumo.
Dal punto di vista del nostro sistema di rilevamento delle minacce, questo ha una certa logica.
Per migliaia di anni, riconoscere rapidamente un odore associato al fuoco poteva avere conseguenze importanti per la sopravvivenza.
Il cervello è particolarmente predisposto a prestare attenzione a determinati segnali ambientali potenzialmente pericolosi.
Un improvviso odore di bruciato può provocare immediatamente una reazione di allerta: controllare la cucina, guardare le prese elettriche o cercare da dove provenga il fumo.
Quando questa percezione compare senza una fonte esterna, il risultato può essere particolarmente sconcertante proprio perché l’esperienza sensoriale può sembrare estremamente convincente.
Un odore può essere completamente reale per il cervello
Ed è qui che si trova l’aspetto più affascinante.
Quando una persona percepisce un odore che non esiste fisicamente, non significa necessariamente che lo stia inventando consapevolmente.
La sensazione può essere involontaria e può sembrare esattamente uguale a quella provocata da un normale odore.
Possiamo immaginare mentalmente il profumo di un limone.
Ma immaginarlo intenzionalmente non è la stessa cosa che entrare in una stanza e percepire improvvisamente un intenso odore di limone.
Nella fantosmia, la percezione compare senza che la persona decida di crearla.
Il cervello sta producendo un’esperienza sensoriale senza che esista la corrispondente fonte esterna.
L’olfatto ha un rapporto particolare con il cervello
Il sistema olfattivo possiede inoltre una caratteristica particolarmente interessante: mantiene connessioni strette con aree cerebrali coinvolte nella memoria e nelle emozioni.
Per questo un odore può riportarci improvvisamente a una situazione precisa.
Il profumo di una persona, l’odore di una casa o persino l’aroma di un determinato alimento possono riattivare ricordi con un’intensità sorprendente.
Questo aiuta anche a comprendere quanto sia complesso il nostro senso dell’olfatto.
Un odore non è soltanto una descrizione chimica. Per il cervello può diventare una combinazione di memoria, emozione, contesto e percezione.
Quando il cervello completa ciò che manca
Il nostro cervello cerca continuamente di costruire una spiegazione coerente di ciò che accade intorno a noi.
Normalmente questo meccanismo funziona straordinariamente bene.
Vediamo un oggetto, sentiamo un suono o percepiamo un odore e il cervello integra rapidamente tutte queste informazioni.
Ma il sistema non è infallibile.
In determinate circostanze possono verificarsi percezioni senza uno stimolo esterno sufficiente.
La fantosmia è un esempio particolarmente interessante perché dimostra che persino un’esperienza che percepiamo come puramente fisica può essere generata dal nostro stesso sistema nervoso.
E questo porta a una riflessione molto più profonda di quanto possa sembrare:
Non sperimentiamo il mondo esattamente così com’è. Sperimentiamo l’interpretazione che il nostro cervello costruisce a partire dai segnali che riceve.
Una percezione invisibile, ma reale
La prossima volta che qualcuno dirà «qui c’è odore di bruciato» e nessun altro sentirà nulla, potrebbe non stare esagerando e nemmeno immaginando deliberatamente qualcosa.
Potrebbe trovarsi di fronte a un fenomeno nel quale il cervello produce una percezione olfattiva senza una corrispondente fonte fisica.
Naturalmente, percepire odori inesistenti in modo persistente o ricorrente può avere diverse cause e merita una valutazione medica, soprattutto quando il fenomeno compare per la prima volta o insieme ad altri sintomi.
Ma come fenomeno sensoriale, la fantosmia ci lascia con una conclusione affascinante: per percepire un odore non è sempre necessario che esista qualcosa che odora.
A volte è sufficiente che il cervello produca l’esperienza che qualcosa sia presente.
La Redazione





