I cavalli possono ricordare come li fai sentire

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I cavalli possono ricordare come li fai sentire

Per secoli, gli esseri umani hanno convissuto con i cavalli senza comprendere fino in fondo quanto questi animali siano capaci di interpretare il nostro comportamento. Sappiamo che reagiscono alla voce, ai movimenti e alla postura, ma la loro capacità di riconoscere le emozioni umane sembra essere molto più sofisticata di quanto si potrebbe immaginare.

I cavalli non percepiscono semplicemente che una persona si trova davanti a loro. Possono anche ottenere informazioni dal volto, dal tono della voce e dal linguaggio del corpo, utilizzando questi segnali per decidere come reagire.

E la cosa più interessante è che queste informazioni possono rimanere nella loro memoria.

 

Come interpreta un cavallo il volto umano

Una delle capacità che ha attirato maggiormente l’attenzione dei ricercatori è la possibilità che i cavalli siano in grado di distinguere diverse espressioni facciali umane.

Quando osservano un volto, possono prestare attenzione a elementi come la posizione degli occhi, delle sopracciglia, della bocca e alla tensione generale del viso. Non hanno bisogno di comprendere un’emozione esattamente come farebbe una persona per riconoscere che qualcosa è cambiato.

Per esempio, un’espressione umana di rabbia può provocare una reazione diversa rispetto a un’espressione rilassata. Il cavallo può modificare la propria attenzione, la postura o persino il modo in cui si avvicina a quella persona.

Questo è particolarmente interessante perché significa che la comunicazione tra esseri umani e cavalli non dipende esclusivamente dagli ordini verbali.

Il cavallo osserva anche chi ha davanti.

 

La memoria emotiva dei cavalli

La parte ancora più sorprendente entra in gioco quando si parla di memoria.

I cavalli possono ricordare persone specifiche e associarle a determinate esperienze. Una persona che interagisce abitualmente con loro in modo tranquillo può provocare una risposta diversa rispetto a qualcuno associato a esperienze spiacevoli.

Le ricerche sulla cognizione equina hanno evidenziato che i cavalli possono conservare informazioni relative allo stato emotivo di una persona e utilizzarle successivamente quando la incontrano di nuovo.

Questo comporta una conseguenza importante: il rapporto tra un cavallo e una persona non si costruisce soltanto durante ogni singola interazione. Le esperienze precedenti possono influenzare quelle successive.

In altre parole, un cavallo potrebbe non ricordare soltanto chi sei, ma anche il tipo di esperienza che ha avuto con te.

 

Anche una fotografia può provocare una reazione

Uno degli aspetti più curiosi di queste ricerche è che i cavalli hanno mostrato reazioni diverse davanti a fotografie di volti umani con differenti espressioni emotive.

Questo porta a una domanda affascinante. Se l’animale può reagire davanti a un’immagine statica di un volto, significa che sta ricavando informazioni emotive da caratteristiche visive molto specifiche.

Non è necessario che la persona parli, si muova o si avvicini.

Il volto, da solo, può fornire informazioni.

 

Gli occhi possono essere particolarmente importanti

Gli occhi svolgono un ruolo fondamentale nella comunicazione tra molte specie e i cavalli sembrano prestare loro una notevole attenzione.

Quando interagiscono con una persona, possono osservare il suo volto e concentrare l’attenzione su determinate zone. Un’espressione di tensione, uno sguardo diverso o un cambiamento nella postura possono diventare segnali che l’animale utilizza per valutare la situazione.

Questo si collega a qualcosa che molte persone che lavorano abitualmente con i cavalli hanno osservato per anni: prima di reagire a un’azione specifica, l’animale potrebbe reagire all’atteggiamento generale della persona.

Per questo motivo, qualcuno può cercare di avvicinarsi apparentemente con calma, ma se mantiene una postura rigida o trasmette tensione, il cavallo può percepire che qualcosa non va.

Non significa che il cavallo sia in grado di “leggere la mente”. Sta interpretando dei segnali.

 

Un’abilità che ha senso dal punto di vista evolutivo

Questa sensibilità potrebbe avere una spiegazione legata alla sopravvivenza.

I cavalli sono animali sociali e, inoltre, in natura sono prede. Riconoscere rapidamente i cambiamenti nel comportamento degli altri individui può essere fondamentale per decidere se una situazione è sicura oppure se esiste un pericolo.

All’interno di un branco, interpretare correttamente i segnali degli altri cavalli permette di coordinare i movimenti, reagire alle minacce e mantenere determinate relazioni sociali.

La capacità di prestare attenzione ai segnali emotivi di altre specie potrebbe essere un’estensione di questa sensibilità.

Dopo migliaia di anni di convivenza con gli esseri umani, i cavalli hanno anche imparato a interpretare numerosi segnali provenienti da noi.

 

Cosa cambia questo nel rapporto tra cavallo e uomo

Questa capacità aiuta a spiegare perché l’interazione con un cavallo possa dipendere da dettagli che una persona percepisce appena.

Il volume della voce, la velocità dei movimenti, la tensione del corpo, l’espressione del viso o il modo di avvicinarsi possono trasmettere informazioni anche quando non siamo consapevoli di stare comunicando qualcosa.

Per questo motivo, lavorare con i cavalli non significa soltanto fare in modo che rispondano a determinati comandi.

Significa anche imparare a controllare i segnali che noi stessi stiamo trasmettendo.

Forse la cosa più curiosa è che, quando pensiamo di osservare il cavallo per capire come si sente, potrebbe accadere esattamente il contrario.

Anche il cavallo sta osservando noi.

 

La Redazione

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