Il Clima geo-politico
Era la fine di marzo quando scrivevamo un articolo che rappresentava il clima di quel momento:
https://www.traders-mag.it/supporto-frantumato-ne-seguiranno-altri/
La presa di coscienza che la guerriglia vince spesso contro chi fa la guerra: chi fa la guerra mette armi e cannoni costosissimi, spende risorse immani, economiche ed umane.
Poi, si trova a dover constatare che un gran numero di fastidiosi giocattolini a basso costo potrebbero essere capaci di mettere in difficoltà una portaerei da miliardi di dollari.
Oppure che per distruggere quei fastidiosi giocattolini, vengono spesi milioni di dollari per una difesa missilistica che non è pensata per quel ruolo …
Così, ora, mentre scrivo, a 24 ore dalle notizie sulla “Riapertura di Hormuz”, leggiamo che “Hormuz è di nuovo chiuso”, perché se gli USA non tolgono il blocco (cioè il blocco del blocco), l’Iran non apre lo stretto.
Come scrivevamo nell’articolo citato sopra, se vuoi mettere in difficoltà il mercato, crea incertezza: è tutto quello e solo quello che il mercato non vuole.
Per il resto, non ha problemi di guerre, bombe, morti, distruzioni: semplicemente il mercato non ritiene di doversene occupare.
Ma l’incertezza no. Quella non la vuole. Ne soffre proprio.
Il Vix.
Nell’articolo pubblicato il 17 aprile, qui sulle pagine di Traders’ Magazine, abbiamo esaminato l’S&P500 alla prova delle prossime settimane.
Ora esaminiamo il Vix, cominciando con la sua stagionalità relativa ai prossimi 30 giorni negli anni delle elezioni midterm.
Il Vix negli anni delle elezioni di medio termine.
Il periodo 20 aprile-20maggio
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Il Vix negli anni delle elezioni di medio termine
All’interno delle due linee nere il periodo esaminato: 20 aprile – 20 maggio.
Sono nove anni presi in considerazione, non molti come campione, ma quelli sono da quando esiste il Vix.
Almeno sei anni ci indicano un Vix stabile.
Tre anni, il 2006, il 2010 e il 2022 sono gli anni dove il Vix ha avuto la maggiore movimentazione e ci ha mostrato i maggiori picchi: con medie superiori al 50% di incremento.
Rispetto ad un Vix a 18 (valore medio degli ultimi due giorni), significa un incremento a 27, se dovesse verificarsi.
Il 2010 include il flash crash, che mandò il Vix alle stelle per un’ora circa: riproducendo lo stesso evento, oggi, con gli stessi valori il Vix andrebbe a 45.
Nondimeno, la maggior parte delle volte, il Vix è rimasto sostanzialmente costante.
Un elemento che ricorre è un picco intorno al 27 aprile e intorno al 7 maggio, con una pausa centrale.
Il Vix negli anni delle elezioni di medio termine.
Il periodo 20 aprile-11 ottobre
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Il Vix negli anni delle elezioni di medio termine/ 2
Lo scenario, allargando il range di date, cambia in modo molto sensibile.
A fronte di soli due anni sostanzialmente stabili, sette anni su nove vedono un incremento del Vix del 61% medio con picco del 96%: è un Vix da 28 a 35, con picchi verso la parte conclusiva del range di date, quindi settembre-ottobre del 2026.
Il Vix nei tre anni “simili per ciclo”.
Il periodo 20 aprile-20 maggio
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Il Vix: analisi di tre anni simili per ciclo.
Nel grafico il 2026 è rappresentato in giallo e confrontato con tre dei sei anni “simili per ciclo”, che avevamo analizzato nell’articolo precedente.
Sono soltanto tre invece di sei, perché il Vix è più giovane, come indice, dell’S&P500.
Nei tre casi su tre esaminati, il Vix si incrementa di valore dal 21% al 56% .
Il dato è in linea con quanto visto sull’S&P500.
L’unico e grande rammarico è la poca solidità statistica per il numero insufficiente di dati a disposizione.
Peraltro, questa ultima analisi, peserà molto nel calcolo della probabilità dell’algoritmo di inversione, i cui risultati verranno pubblicati, come sempre, nell’articolo di domenica notte riservato agli abbonati.
Conclusioni.
Nell’ambito dei dati limitati a disposizione sul Vix, per la sua serie storica più modesta, alcuni elementi confermano l’analisi sviluppata nell’articolo precedente di una probabilità superiore al 50% (ma non troppo significativa) di un clima di mercato più movimentato nelle prossime 4-5 settimane, con una possibile inversione in arrivo.
Continua la visione di un possibile prosieguo del 2026 con un secondo preoccupante ribasso concentrato nella seconda parte dell’anno, che possa iniziare dopo la metà di luglio.
Peraltro, tale ulteriore ribasso potrebbe essere seguito da una salita altrettanto impetuosa come quella vista finora in aprile: sarebbe da attribuire al periodo intorno a novembre, normalmente il mese migliore per le borse americane.






