Riceviamo da Money.it e pubblichiamo per i nostri lettori

La rassegna sui pattern di inversione svolta a cura di Money.it prosegue con un modello a due candele particolarmente facile da individuare, il Doji star. Sia nella sua versione rialzista che in quella ribassista, il modello è un campanello di allarme, in quanto evidenzia che la spinta precedente potrebbe essere giunta al termine.

Andando nel dettaglio del modello teorico, nella sua versione rialzista, il Doji star inizia con una barra ad ampio range negativa, indice di forza del downtrend in corso.

La seconda seduta apre in lap down, ma gli operatori segnalano indecisione effettuando una chiusura al medesimo livello dell’apertura. Nelle condizioni per l’identificazione della conformazione grafica, Gregory L. Morris evidenzia nel suo libro “Manuale di analisi candlestick” come le ombre della barra doji non debbano essere eccessivamente lunghe.

Una conferma sulla bontà del modello si avrà nei giorni successivi: appena si verificherà una chiusura sopra i top della seconda candela, il pattern può considerarsi validato. In tal senso, si può valutare una strategia operativa che preveda un’entrata long sul recupero del 50% del range della prima sessione del pattern, con stop loss sotto i minimi del pattern e take profit calcolabile con un rapporto di rischio/rendimento di 1:1,50.

Al contrario, il Doji star ribassista si forma al culmine di un uptrend e inizia con una barra di estensione, sinonimo di forza dei compratori. La seconda candela presenta un’apertura in lap up, ma non riesce a proseguire il rialzo, chiudendo nei pressi dell’open.

Il setup short si riterrà compiuto nel caso in cui i prezzi dovessero scendere al di sotto del 50% della prima sessione. In tal caso, lo stop loss andrà posto sopra i top del pattern, mentre il take profit si può calcolare con un rapporto di rischio/rendimento di 1:1,50.

Dalla Redazione di TRADERS’ Magazine