André Stagge lavora incessantemente da oltre 20 anni sulle tematiche del mercato azionario e dell’investimento di capitali. Dal 2007 lavora come manager di portafoglio per una grande azienda tedesca di gestione di investimenti. Gestisce quattro fondi ed è co-responsabile nell’area valutaria per l’Overlay-Management. I suoi incarichi quotidiani includono il trading attivo di valute, futures e opzioni, con la missione di ottenere profitti neutrali rispetto al mercato. Il suo target di profitto annuale sta nella fascia dei milioni a doppia cifra. Per ottenere questo risultato, André Stagge impiega un processo di investimento basato su regole che consiste in fattori fondamentali e tecnici. Negli affari quotidiani cerca di temporizzare in maniera ottimale le sue strategie basate su regole. Oltre la sua professione, André Stagge è anche un oratore attivo presso le associazioni di borsa nelle università tedesche e presso la associazione di analisti tecnici in Germania (VTAD). Conduce inoltre seminari per dipendenti e dirigenti di banche sull’argomento della gestione portafoglio e della matematica finanziaria, agisce come performance coach per trader ed investitori e gestisce il proprio sito web all’indirizzo www.andre-stagge.com. Marko Gränitz lo ha incontrato a Francoforte per un’intervista.

TRADERS’: Come sei venuto in contatto con il mercato azionario?

Stagge: Già a scuola, frequentavo un istituto secondario specializzato in economia. All’epoca, comprai la mia prima azione all’età di 13 anni. Ricordo bene che andai in banca con i miei genitori, perché naturalmente non potevo portare avanti alcuna transazione da solo.

TRADERS’: Quale stock comprasti in quell’occasione?

Stagge: Si trattava dell’azione Mannesmann, che dovrebbe essere nota ad ogni stock broker di lungo corso. Era il momento in cui il Nuovo Mercato stava acquisendo molta trazione. Guadagnai dei soldi piuttosto in fretta.

TRADERS’: Quindi i tuoi primi trade furono molto positivi. Poi cosa accadde?

Stagge: Come sappiamo oggi, dopo la grande battage arrivò la disillusione. Naturalmente non avevo idea che potesse succedere in tal modo. Un trade decisivo, che mi ricordo ancora bene, fu quello con l’azione Rambus (figura 1). Avevo letto un’analisi bullish in una famosa rivista di azioni e ci feci troppo affidamento, anche quando il prezzo scese. Per quanto mi ricordo, persi circa 2/3 del capitale investito in quell’occasione, ma imparai anche una lezione preziosa: bisogna sempre fare le proprie analisi e non affidarsi agli altri!

TRADERS’: Come hai continuato dopo la scuola?

Stagge: Mi sono diplomato al liceo ed iniziai i miei studi di economia all’università di Greifswald. Dopo la laurea breve, passai all’Università di Mannheim e continuai i miei studi in vari argomenti dell’area della finanza e del banking e della gestione assicurativa. In particolare, questi argomenti avevano enfasi sulla teoria del prezzo delle opzioni, sulla gestione del rischio e sulla teoria del portafoglio. Inoltre, seguì psicologia come materia a scelta, dato che ero comunque molto interessato all’argomento.

TRADERS’: Come sono state le tue esperienze di trading prima degli studi?

Stagge: Durante gli studi lavoravo come trader per Euwax alla borsa di Stoccarda. Lì feci sei mesi di esperienza pratica come trader istituzionale. Con oltre 200 trade al giorno, comprendi rapidamente cosa significa fare trading sul tuo account e fare semplicemente affari. Naturalmente, facevo anche trading privato sul mio account personale oltre agli studi. Per questo, mi riservavo due giorni a settimana e qualche volta sono mancato ad una o due lezioni. Gli altri facevano i loro lavori da studenti ed io guadagnavo denaro in borsa con il mio laptop. All’epoca, facevo trading su foreign exchange, ma anche su futures di stock e Bond.

TRADERS’: Hai trovato immediatamente una collocazione nella gestione dei fondi dopo gli studi?

Stagge: Ero appassionato di borsa e di trading e volevo lavorare in quest’area. Quindi entrare nel business istituzionale sembrava ideale per me. Negli anni successivi, completai delle qualifiche aggiuntive che sono viste di buon grado nel campo istituzionale. Queste includono i titoli di Chartered Financial Analyst (CFA) e gli esami da Certified Financial Technician (CFTe) così come l’esame Eurex Trader.

 

TRADERS’: Quali progressi hai fatto nel trading durante questo periodo?

Stagge: Ho fatto molti test e avuto molte esperienze. Naturalmente non solo positive, ma in generale i declini hanno portato ad un grosso effetto didattico. Ad esempio, per un po’ ho provato la scalatura intraday estremamente attiva con oltre 100 trade al giorno. Non c’è voluto molto tempo per rendermi conto che questo stile di trading non solo non è adatto a me personalmente, ma anche praticamente impossibile da sostenere in maniera redditizia. I ritrovamenti più importanti di questi anni sono stati che è necessario sviluppare un processo di investimento basato su regole per poter guadagnare profitti come trader oppure, in qualità di fund manager, per ottenere un ritorno in eccesso, chiamato anche Alfa. In base a tale cognizione, ho iniziato a cercare strategie che collegassero in maniera strategica fattori fondamentali e tecnici per combinare quanto di meglio ci sia dei due ambiti e conseguire un vantaggio reale sul lungo termine sui mercati. Si tratta di idee e setup di trading strutturali piuttosto che cercare di fare trading sul grafico a 5 minuti.

TRADERS’: Qual è il tuo concetto di base nel fund management?

Stagge: Circa l’80% degli investimenti sono investimenti core che sono a lungo termine e progettati strategicamente per anni. Questa proporzione è vicina al benchmark e basata sulle migliori idee di vari analisti della nostra azienda e sulle decisioni del comitato di investimenti. Con il rimanente 20%, cerco di levigare i profitti e le perdite utilizzando selettivamente strategie per aumentare o diminuire il rischio delle posizioni principali e generare quindi un reddito aggiuntivo.

TRADERS’: Puoi presentarci alcune delle strategie che usi ad oggi sui mercati?

Stagge: Ne sarei felice. Un approccio semplice è per esempio la Friday Gold Rush. Acquisto l’oro il giovedì sera e faccio correre la posizione per 24 ore prima di vendere nuovamente il venerdì sera. Alternativamente, si può chiudere la posizione lunedì mattina; i risultati sono simili sul lungo termine. Non c’è stop loss e niente obiettivo di profitto.

TRADERS’: Su quale idea si basa questo approccio?

Stagge: Dietro la strategia ci sono due idee che tendono a spingere in alto il prezzo di venerdì. Da una parte, l’oro viene utilizzato come materia prima per l’elaborazione ulteriore nell’industria della gioielleria. Le aziende di elaborazione dell’oro preferiscono acquistare l’oro il venerdì per organizzare i trasporti in maniera efficace dal punto di vista dei costi durante il fine settimana. Questo consente loro di utilizzare appieno le proprie strutture produttive nel corso della settimana e risparmiare sui sovrapprezzi per il lavoro nei festivi.

Dall’altra parte, l’oro serve come bene rifugio per molti investitori e perciò come assicurazione dai crash e possibili rischi non calcolabili durante i weekend. Questi investitori preferiscono fare hedging quando il mercato azionario è chiuso e ci si può aspettare un qualsiasi gap di prezzo. Entrambe le argomentazioni suggeriscono che l’oro aumenterà in maniera sproporzionata il venerdì fino al resto della settimana e perciò un trade long è statisticamente positivo.

TRADERS’: Qual è l’idea sottostante di questa strategia?

Stagge: Martedì è il giorno perfetto un cambio di umore positivo. Nei mercati bear, i professionisti finanziari incassano i profitti venerdì e creano contante per flussi potenziali in uscita. Gli investitori privati si spaventano durante i fine settimana e vendono le loro azioni il lunedì. I professionisti spesso sfruttano i declini di prezzo il martedì per un rientro a breve termine, in modo che il mercato possa opporsi al trend.

TRADERS’: Sembra come se si traesse profitto dal panico nel mercato.

Stagge: Esatto. Esempi prominenti di questa strategia si possono quindi trovare nelle situazioni estreme. I crash del mercato azionario spesso si trasformano in svolte del martedì. Un esempio particolarmente significativo è quello del 20 ottobre 1987. Il giorno prima, il Black Monday, il Dow Jones cadde del 23%. Il martedì, il Dow all’inizio cadde ulteriormente nel panico, ma poi fece un’inversione di fondo e quella si dimostrò essere una perfetta opportunità di acquisto. In maniera analoga, troviamo la situazione di lunedì 27 ottobre 1997, quando il Dow Jones chiuse basso e poi si rialzò il martedì. La strategia colpì nel segno anche nel 2015, quando il DAX si trovò sotto pressione considerevole in agosto. Il lunedì 24 agosto, i prezzi caddero rapidamente. Con l’acquisto al prezzo di chiusura il lunedì sera e la vendita al martedì al braccio di chiusura si potevano guadagnare 480 punti.

TRADERS’: Hai qualche altro esempio di strategie di investimento?

Stagge: Due approcci che mi piace mostrare sono gli short trade dopo la data di scadenza DAX e l’overnight premium. Come la maggior parte dei trader sapranno, ogni terzo venerdì del mese troviamo la “small expiry date”. Questo significa che le opzioni sul DAX scadono alle 13:00 e le opzioni sul DAX-stock scadono alle 17:30. Per trarre facilmente profitto dalla scadenza, vendo la future DAX dopo la small expiration (ad esempio, il 20 del mese). La posizione viene quindi trattenuta per una settimana fino alla fine del 24º giorno di calendario. Se il 24 cade in una festività pubblica o in un fine settimana, la chiusura della posizione short slitta alla giornata di trading precedente. Mi trovo perciò in una posizione short per un massimo di cinque giorni di calendario e quattro notti nel DAX. Implemento questa strategia 12 volte l’anno. Di nuovo, non c’è stop loss e nessun obiettivo di profitto.

TRADERS’: Perché questa strategia short funziona?

Stagge: Gli investitori istituzionali spesso sono long negli stock nel loro portafoglio di base. Per poter migliorare il ritorno nelle fasi senza trend, vendono le call option e quindi agiscono da writer. Queste cosiddette opzioni di acquisto coperte (covered call) scadono come ho detto il terzo venerdì di ogni mese. Se si fa hedgind sulla covered call con posizioni long sui future, queste posizioni verranno chiuse perché le opzioni sono ora scadute. Quindi c’è una fornitura aggiuntiva di future sul mercato e i prezzi vanno verso il basso. Questo effetto si può osservare in molti mercati azionari. È particolarmente forte se gli indici hanno un alto interesse d’apertura (somma del numero di tutte le posizioni aperte in un contratto di future) nelle opzioni.

TRADERS’: E per quanto riguarda il bonus overnight?

Stagge: Se si trattengono gli stock per tutta la notte, per i weekend o per le festività, si può guadagnare un premio. Ogni sera, acquisto il DAX Future alle 17:45. Trattengo la posizione fino alle 9:00 della mattina successiva. Il venerdì sera, compro ancora il DAX Future e vendo la posizione il lunedì mattina. Vado long anche per le feste. Questo significa che investo ogni notte, nei fine settimana e durante le festività. Nelle ore di trading liquido dalle 9:00 alle 17:45, non trattengo posizioni in questa strategia. Si tratta deliberatamente di considerare il rischio di un gap di prezzo come un’opportunità.

TRADERS’: Come spieghi il perché questo approccio funziona?

Stagge: A seguito della bancarotta di Lehman Brothers nel settembre 2008, c’è stato un aumento a livello mondiale nella regolamentazione del mercato finanziario. Come risultato, è diventato sempre più difficile mantenere i rischi overnight quando i mercati azionari chiudono. Molti giocatori di mercato istituzionali sono comunque costretti ad evitare i gap di prezzo che potrebbero verificarsi durante la notte. Come risultato, è stato creato oppure non è (ancora) scomparso il premio overnight per i dealer privati.

TRADERS’: Quante strategia usi in totale per il trading?

Stagge: Al momento ci sono oltre 20 strategie differenti, delle quali posso implementare circa l’80% direttamente come fanno manager. Devo agire indirettamente su alcune strategie, come la Friday Gold Rush sui mercati altamente correlati, come è successo per molto tempo per la coppia USD/JPY. Il motivo è che non mi è concesso fare trading di futures sull’oro direttamente a causa della classe di asset di commodity e metalli preziosi nel fondo.

TRADERS’: Fai veramente trading con tutte le oltre 20 strategie, sia in maniera diretta che indiretta?

Stagge: Non mi occupo sempre di tutto quanto, ma faccio affidamento in parte anche alla mia esperienza e all’intuito. Se, a mia opinione, un segnale non si incastra per qualche motivo nel riquadro di mercato attuale, allora non faccio nulla. Ad esempio, se la mia opinione giornaliera è chiaramente long per via di circostanze fondamentali, allora mi limito a cercare dei trade long e salto le idee short. Quello che non farei: trading contro un segnale. Quindi, se ad esempio ho un segnale per un’inversione del martedì durante un lunedì pomeriggio, posso saltarlo quando le condizioni di mercato sono sfavorevoli ma non farei il contrario andando short sul mercato. Quindi agisco sempre secondo le mie strategie e secondo le valutazioni correnti e mai coscientemente contro segnali testati che sono stati trovati affidabili.

TRADERS’: Come fai a tenere traccia di oltre 20 strategie?

Stagge: Ho delle liste di controllo per tutte le strategie e dei promemoria per i segnali dipendenti dal tempo. Il sovraccarico informativo dei mercati è ingestibile e le mie strategie e processi portano in questo caso una buona struttura. Inoltre, continuo a lavorare in base al mio modello ATM provato e testato (vedi info box) per continuare ad avere presente il mio ruolo, ciò su cui devo concentrarmi al momento, e quali sono i passaggi fondamentali. Il modello mi aiuta a separare e a differenziare i ruoli individuali il più possibile per poter evitare di mescolare i compiti individuali e le mie aree di concentrazione e perciò a fare chiarezza su ciò che è veramente importante in un dato momento. Questo è l’unico modo in cui potersi creare un buon intuito, invece di agire emotivamente, ad esempio, per paura (subconscia).

TRADERS’: Il modello sembra semplice, ma lo è davvero?

Stagge: Ho dovuto lavorarci per molto tempo per poter implementare veramente bene questo modello. Bisogna fidarsi a vicenda come analisti, trader e manager, ma bisogna anche saper perdonare in caso di errori. Perché tu fai del tuo meglio in ciascuno dei tre ruoli, ma solo delle performance generali stabili possono portare ad un successo duraturo. In un certo senso, separare la propria persona in tre ruoli differenti è un atteggiamento un po’ schizofrenico. Ma penso che sia esattamente questa separazione di ruoli ad apportare un enorme vantaggio. Il trading di successo è, a mia opinione, un po’ associato ad un cambiamento di personalità. Conoscere semplicemente le strategie che introduco non rappresenta neppure metà dell’impresa.

TRADERS’: Se mostri le tue strategie pubblicamente, allora non potrebbe succedere che sempre più trader le usino e questo tipo di approccio alla fine smetterà di funzionare?

Stagge: Onestamente non ci credo. Attualmente, potrebbe succedere che delle strategie individuali ad un certo punto smettano naturalmente di funzionare, il rischio è sempre presente. Ma benché molte di queste strategie siano ben note nel campo istituzionale, spesso vengono poco considerate perché o hanno effetti troppo piccoli oppure sono troppo tecniche per “sopravvivere” in un comitato di investimenti e, alla fine, la politica di investimento viene pesata sulla base di fatti solidi (fondamentali) e si trovano dei compromessi fra tutte le opinioni presenti. Ecco perché i grossi fondi hanno una metodologia di trading relativamente fissa. Anche se posso usare le mie strategie su scala ridotta per guadagnare di più rispetto al benchmark, non posso staccarmi completamente dall’indice di benchmark. È semplicemente così che funziona il business istituzionale. Per quanto riguarda la conoscenza delle mie strategie nel campo dei trader privati, posso facilmente condividerle. La grossa difficoltà per la maggior parte dei trader è implementare concretamente le strategie con consistenza. La maggior parte di loro fallisce perché naturalmente, come succede con tutti gli altri approcci, non ci sono sempre dei profitti. Bisogna lavorare in un modo molto orientato al processo e credere nelle idee che stanno dietro le strategie per poter fare trading consistentemente durante le fasi negative.

TRADERS’: È quello in ultima analisi il grosso ostacolo per cui la maggior parte degli investitori fallisce?

Stagge: Sai, è un po’ come una dieta. Chiunque voglia perdere peso sa come fare e cosa deve fare, ma solo una parte della popolazione riesce a farcela quando le cose si fanno difficili. È piuttosto simile al mercato azionario. Penso che ci siano molti ottimi analisti e ricercatori, ma il grosso ostacolo rimane un’implementazione costante di ciascuna strategia. Molte persone lo trovano difficile. Immagina di aver incassato una sconfitta con la tua strategia per cinque volte consecutive. Sei davvero ancora in grado di agire coerentemente al sesto segnale? È esattamente quello che devi fare per sopravvivere davvero ai drawdown. Incidentalmente, questo problema esiste anche nell’area istituzionale, dove uno potrebbe supporre che ci lavorano sono professionisti abituati a farlo. Ma anche noi siamo soltanto umani e in ultima analisi soggetti alle stesse emozioni di tutti gli altri. Con l’andare del tempo, i bravi fund manager imparano a gestire la cosa, mentre i trader privati tendono ad arrendersi dopo qualche battuta d’arresto.

TRADERS’: Quindi il trading è soprattutto psicologia?

Stagge: Assolutamente. Molti trader semplicemente fanno troppa analisi di mercato e troppo poca autoanalisi. Quest’ultima spesso offre il potenziale di ritorno più grande. Ma se non riesci ad implementare le tue strategie sul lungo termine a causa delle tue emozioni e degli effetti comportamentali, allora il trading in ultima analisi è al 100% psicologia. Perché allora tutto il resto del successo dipende dal fatto che tu rimanga in carreggiata o ti arrenda. Per poter superare questo ostacolo, raccomando le strategie più sistematiche da una parte e, come ho detto, il modello ATM, che anch’io applico continuativamente.

TRADERS’: Puoi darci un esempio in cui ti sei sbagliato e spiegare come hai usato ciascuno di ruoli e la tua esperienza per uscire dalla situazione?

Stagge: Un buon esempio è stato il Tuesday Trade Turnaround del 5 febbraio 2018 (figura 6). La strategia è basata come detto sull’idea che in un mercato bear, gli investitori privati si spaventino durante il fine settimana e talvolta vendano in preda al panico il lunedì. Il martedì, i professionisti hanno la possibilità di sfruttare la situazione oversold per entrare nel mercato. Questa è la prospettiva dal ruolo dell’analista nel modello ATM; specifica l’idea di trading e le condizioni di ambito. Ma come sempre, ci sono naturalmente dei trade negativi come quelli di febbraio. Avevo comprato il lunedì pomeriggio alle 16:30 in punto e il martedì mattina mi sono svegliato lasciandomi dietro nel frattempo 4 milioni di euro. Sarebbe stato mentalmente molto difficile per me in passato, e avrei potuto reagire eccessivamente e gettare la spugna nel momento peggiore. Ora la palla passava al mio manager del modello ATM perché tenesse d’occhio la situazione generale e rallentasse il trader, che voleva intervenire. Quindi sono rimasto sulla mia posizione e ho messo alla prova le regole. Con il capovolgimento di mercato del martedì, decisi di trattenere la posizione fino a mercoledì. Questa era stata una decisione intuitiva presa dal trader del modello ATM, che nel frattempo si era calmato e poteva interpretare obiettivamente il movimento giornaliero. Uscì poi alle 10:00 con una perdita di “ soli” 1,5 milioni di euro circa. La combinazione dei tre ruoli interiori mi ha salvato da un grosso errore e dalla peggiore delle perdite.

TRADERS’: In molte strategie non hai solo delle regole chiare ma anche un po’ di libertà discrezionale. Credi nell’intuito nel trading?

Stagge: Sì, decisamente. In qualità di trader puoi crearti un certo intuito che va oltre le regole puramente oggettive. Una cosa del genere è naturalmente estremamente preziosa ed è una delle qualità cruciali dei migliori trader discrezionali. Per poter sviluppare l’intuito, è necessario fare la stessa cosa ancora e ancora, ad esempio agire ancora e ancora negli stessi setup sugli stessi livelli temporali. Questo è l’unico modo per sviluppare la competenza subconscia di identificare dei dettagli sottili difficili all’interno degli schemi o di riconoscere delle sequenze di movimento facendone derivare un vantaggio. Dato che ci vuole così tanto per sviluppare l’intuito, come principiante bisogna decisamente non credere di aver preso istintivamente delle decisioni di successo.

TRADERS’: Quindi essenzialmente consiglieresti delle strategie sistematiche ai principianti?

Stagge: Credo che il sistema di trading medio dia migliori risultati del trader medio. Questo perché noi siamo soggetti a forti influenze emotive ed effetti comportamentali che in ultima analisi sabotano le nostre performance. Allo stesso tempo, credo anche che i migliori trader discrezionali possano generare dei ritorni molto più alti rispetto al miglior sistema di trading. Il motivo è che la gamma di abilità e di intuito fra i trader è molto ampia e ci saranno sempre dei trader che volano davvero alto e che riescono ad ottenere risultati fantastici impossibili da schematizzare nell’ambito di regole fisse. Ma per la maggior parte dei trader privati questo sarà sempre un sogno, quindi essenzialmente raccomando a tutti quanti di sviluppare una strategia di trading fissa.

TRADERS’: Hai avuto qualche momento “Eureka” speciale nella tua carriera?

Stagge: Decisamente. Come molti trader, mi sono dedicato alla ricerca della strategia perfetta, il Santo Graal. Naturalmente, non ho mai trovato questa strategia, ma ho fatto un ritrovamento prezioso: è molto più difficile implementare realmente una buona strategia che trovarne una. Perché ci sono molte buone strategie redditizie sul lungo termine. Come ho detto, io da solo gestisco oltre 20 di queste strategie, e ce ne sono assolutamente molte altre da scoprire. Ad esempio, nel campo delle strategie di trasporto, gli investitori trovano molti buoni approcci che possono essere usati per guadagnare soldi con l’andare del tempo, poiché certi premi di rischio si trovano sistematicamente sul lato buono della strategia.

TRADERS’: Quali pensi siano le cose più importanti nel trading?

Stagge: Per prima cosa, bisogna avere dei chiari obiettivi e sapere cosa si vuole ottenere e soprattutto, entro quali tempistiche. Ad esempio, se si vuole ottenere dal 10 al 15% l’anno, si può fare trading con poco stress sul grafico settimanale o giornaliero. Inoltre, è importante essere sempre flessibili. Con questo non intendo dire concentrarsi su una cosa, ma vedere sempre possibili alternative e non smettere di mettere in dubbio le cose, men che meno se pensi di aver capito qualcosa, perché in verità non si riesce mai a vedere completamente attraverso il mercato. Terzo, ritengo sia importante acuire i propri sensi per poter identificare, nelle situazioni cruciali, in base all’esperienza e alle percezioni attuali, cosa bisogna fare e cosa non fare.

TRADERS’: Qual è la tua opinione personale sul daytrading?

Stagge: Penso sia molto difficile avere davvero un vantaggio statistico con periodi di trattenuta a breve termine in media inferiori a 24 ore. Come menzionato prima, ho già operato il trading intraday in maniera eccessiva, ed ho scoperto che i profitti in ultima analisi sono una funzione di tempo e periodo di trattenuta. Inoltre, uno deve poter sostenere la pressione emotiva del trading intraday. Tuttavia, cerco comunque di usare i movimenti di prezzo intraday per ottenere delle migliori entrate ed uscite, ma non pongo le mie aspettative tanto in alto quanto facevo un tempo.

TRADERS’: Hai un consiglio per i trader quando si tratta di impostare degli stop?

Stagge: Come puoi vedere dalle strategie descritte, molti dei trade non hanno degli stop loss fissi. Spesso raccomando di sperimentare con le uscite temporizzate invece degli stop di prezzo fissi, cosa che spesso uso io stesso. Fintanto che le dimensioni posizionali sono piccole, si può rimuovere la pressione emotiva dal trading. L’idea di base degli stop temporali ha senso intuitivamente, poiché molte idee di trading semplicemente hanno bisogno di tempo per dimostrare il proprio valore. Ma nel frattempo, se c’è un breve re-test nella direzione errata, si viene rapidamente buttati fuori con gli stop basati sul prezzo, anche se in realtà l’idea di trading potrebbe comunque essere intatta. Se non si trova un nuovo ingresso, spesso succede che lo scenario previsto si verifica comunque e tu non ci sei dentro. Come succede con il normale stop basato sul prezzo, bisogna avere consistenza anche con gli stop temporali e uscire quando il tempo è scaduto. Questa è una cosa che presto o tardi tutti i trader che non rispettano i propri stop impareranno: mostrare umiltà nei confronti del mercato.

TRADERS’: Cosa pensi dei controversi stop al break even?

Stagge: Questo è un buon argomento per il ruolo specifico del trader nel modello ATM. Stai impostando lo stop solo per la paura di perdere nuovamente, oppure è basato su un piano significativo? Se si osserva il mercato tick dopo tick, ad esempio, presto giungono delle paure obiettivamente infondate; il profitto a registro potrebbe sciogliersi. Qui gli stop al break even tendono ad essere un errore emotivo del trader nel senso di una sensazione di sicurezza comprata. Spesso egli agisce contro l’analista, che considererebbe il trading con lo stop originale come completamente intatto. Potrebbe essere diverso se non sei al computer per mezza giornata e nel ruolo del manager c’è una regola per mettere in sicurezza le posizioni durante la tua assenza. Oppure se l’hedging non è basato sulla paura di una sconfitta, ma su una vera intuizione del trader sul fatto che ci sia qualcosa di sbagliato con il setup. Come puoi vedere, è difficile dare una risposta chiara. Dipende dalla strategia, dallo stato mentale e dall’esperienza del trader. Dal punto di vista dall’analista, gli stop al break even secondo la mia esperienza di solito non portano alcun valore aggiunto.

TRADERS’: Tu sei un fund manager attivo. Come puoi mantenere tenere il passo con il costo degli ETF sul lungo termine?

Stagge: È un argomento valido e controverso. Negli ultimi anni è stato spesso generalizzato che i fund manager attivi non ottengono buoni risultati e perciò dovrebbero investire in ETF. Non è così semplice, però. Perché, secondo la mia esperienza, la maggior parte dei fund manager fa un buon lavoro sui costi e molti superano i propri benchmark. D’altra parte, non è importante solo trovare un buon fondo, ma anche rimanerci sopra. Ciò è probabilmente più semplice con un fondo gestito attivamente che non con un ETF dove si può facilmente entrare e uscire in ogni momento in qualsiasi giornata di trading, cosa che spesso porta ad un costoso overtrading. Anche un investimento solido porta dei ritorni solo se lo si mantiene per un po’. In ultima analisi, in quanto fund manager attivo, mi baso anch’io su un benchmark, ma mi limito comunque al valore aggiunto attivo rispetto ad un approccio puramente passivo. Questo valore aggiunto si può realmente vedere nelle performance nel corso degli anni. Incidentalmente, l’argomento dei costi presenta anch’esso uno svantaggio significativo per gli emittenti di ETF, poiché si stima che un 90% di tutti gli ETF alla fine non risultano proprio redditizi per i provider, semplicemente perché ci vengono investiti troppi pochi soldi.

TRADERS’: Hai qualcos’altro da condividere con trader ed investitori?

Stagge: Mi piacerebbe davvero vederci nuovamente acquisire una forte cultura azionaria in Germania. Per questo abbiamo bisogno di un’immagine del rischio più positiva e di una migliore educazione finanziaria. Deve spostarsi dal sogno della ricchezza rapida verso una prospettiva a lungo termine, cosa possibile con dei ritorni annuali stabili a doppia cifra. Per questi motivi, faccio regolarmente lezioni per le associazioni di borsa presso l’Università e presso le fiere campionarie finanziarie. La gente deve sapere che l’investimento è un argomento affascinante, più complesso ed interessante di molte altre aree.

TRADERS’: E per questo sviluppo, c’è bisogno anche di un’esperienza pratica di trading ed investimento.

Stagge: Credo che le persone debbano guardare al mercato azionario e provare cose diverse per scoprire cosa si adatta meglio a loro. Non si può imparare soltanto da un libro. Idealmente, i giovani possono anche provare a trovare lavoro nel campo istituzionale per continuare ad imparare e a migliorare.

TRADERS’: Tu sei stato e sei ancora al momento attivo in vari sport come il triathlon e il sollevamento pesi. Quali paralleli vedi in questo campo con il trading?

Stagge: Naturalmente ora sarebbe facile rispondere che in quanto ironman e maratoneta c’è bisogno di disciplina, cosa che non fa male sul mercato azionario. Ma sarebbe solo metà della verità. Nessuno deve completare cose del genere per avere successo nel mercato azionario. È molto più importante secondo me l’entusiasmo per quello che ci piace fare e la volontà incondizionata di volersi migliorare sempre di più. Lo sport e la borsa presentano molte similarità. Ci sono degli alti e dei bassi e ci sono sempre dei successi e dei fallimenti. È importante rimanere lì e migliorare rialzandosi più volte di quanto si cade.