1816: l’anno in cui l’estate non arrivò mai

Ultima ora

Scelti per te

Immagina di svegliarti una mattina di giugno, guardare fuori dalla finestra e scoprire che sta nevicando.

Non è inverno. Non vivi vicino al Circolo Polare Artico. Il calendario dice che l’estate dovrebbe essere ormai alle porte.

Eppure, l’estate non arriva.

È ciò che accadde nel 1816, un anno talmente insolito da passare alla storia come “l’anno senza estate”.

L’origine di quella straordinaria anomalia si trovava a migliaia di chilometri di distanza e risaliva a diversi mesi prima.

Nell’aprile del 1815, il monte Tambora, situato nell’attuale Indonesia, fu protagonista di una delle più violente eruzioni vulcaniche della storia documentata.

L’esplosione fu devastante per le popolazioni locali, ma le sue conseguenze non si fermarono lì.

Il vulcano proiettò nell’atmosfera enormi quantità di cenere, polveri e gas.

Parte di questi materiali raggiunse gli strati superiori dell’atmosfera, contribuendo a ridurre temporaneamente la quantità di radiazione solare che raggiungeva la superficie terrestre.

Il pianeta cominciò a raffreddarsi.

E nel 1816 il mondo iniziò a sentirne le conseguenze.

 

Neve a giugno e raccolti distrutti

In diverse regioni d’Europa e del Nord America le temperature furono eccezionalmente basse.

Si verificarono gelate fuori stagione, piogge persistenti e persino episodi di neve durante mesi in cui gli agricoltori avrebbero dovuto beneficiare del caldo estivo.

Per una società molto più dipendente di quella attuale dai raccolti locali, la situazione fu disastrosa.

I raccolti andarono perduti.

Gli alimenti iniziarono a scarseggiare.

E i prezzi aumentarono.

Quella che inizialmente sembrava un’anomalia meteorologica si trasformò rapidamente in un problema economico e sociale.

Le famiglie con meno risorse furono le prime a subirne le conseguenze, mentre alcune comunità furono spinte a spostarsi alla ricerca di condizioni migliori.

Ma mentre l’Europa attraversava quella strana estate, sulle rive di un lago svizzero stava accadendo qualcosa di completamente diverso.

 

Una notte, una tempesta e una storia

Nel 1816, Mary Godwin — la futura Mary Shelley — si trovava nei pressi del lago di Ginevra insieme a Percy Bysshe Shelley, Lord Byron e altri compagni.

Probabilmente avevano immaginato un’estate molto diversa.

Ma il tempo era terribile.

Pioggia, freddo, cieli cupi e temporali li costringevano a trascorrere lunghe ore al chiuso.

Una sera, Lord Byron propose un passatempo perfetto per quell’atmosfera: ognuno avrebbe dovuto scrivere una storia di fantasmi.

Mary aveva appena 18 anni.

All’inizio non riusciva a trovare un’idea che la soddisfacesse.

Poi, una notte, immaginò qualcosa di inquietante: uno scienziato capace di dare vita a una creatura assemblata a partire dalla materia morta.

Quell’immagine sarebbe diventata Frankenstein; or, The Modern Prometheus, pubblicato nel 1818.

 

Quando un vulcano cambia la storia

La successione degli eventi è sorprendente.

Un vulcano erutta in Indonesia.

Le sue emissioni contribuiscono ad alterare temporaneamente il clima mondiale.

Le temperature diminuiscono.

I raccolti falliscono.

I prezzi degli alimenti aumentano.

L’Europa attraversa una delle estati più strane della sua storia.

E una giovane scrittrice, costretta a trascorrere molto tempo al chiuso a causa del maltempo, comincia a immaginare uno dei romanzi più influenti degli ultimi due secoli.

Mary Shelley avrebbe probabilmente scritto grandi opere anche se il Tambora non fosse mai esploso.

Ma è difficile separare le circostanze precise che accompagnarono la nascita di Frankenstein da quell’estate eccezionalmente fredda, buia e piovosa.

La storia è piena di connessioni come questa.

Eventi apparentemente isolati che finiscono per influenzare luoghi, persone e decisioni che nessuno avrebbe immaginato di poter collegare.

Forse è proprio questa una delle grandi lezioni del 1816: le conseguenze più importanti di un evento non si manifestano sempre dove ci aspettiamo di trovarle.

A volte un’esplosione su un’isola lontana può farsi sentire dall’altra parte del pianeta.

E, ogni tanto, può persino contribuire alla nascita di un mostro immortale.

 

La Redazione

Articoli dello stesso numero

Prodotti scelti per te

Classroom

Il trading di Classe: la Cultura come fondamenta, il metodo la struttura portante, il money management il tetto.

Visualizza prodotto

Abbonamento TRADERS' Digitale

Il settimanale che vi offre la più completa guida alle strategie e alle tecniche di Trading.
Visualizza prodotto

Oro Zecchino

Un metodo vincente per fare trading sull’oro attraverso i CFD o i future.
Visualizza prodotto

GOAL!

Il mondo di Opzionaria in un fantastico percorso di alta formazione, arricchito con una offerta imperdibile di segnali ed affiancamento.
Visualizza prodotto

Frisbee

La Conoscenza chiave per sapere usare le opzioni da professionista.
Visualizza prodotto

Anti-Crash

Le strategie più efficaci di gestione del rischio, con esempi mostrati in analitico, spiegate in chiaro.
Visualizza prodotto

Classroom + Traders’ promozione

6 mesi Classroom + abbonamento 10 mesi Traders’ Magazine a soli 147€

Classroom è l'opportunità del martedì mattina, alle 11.30 per analizzare i mercati, mettere a mercato strategie, commentare i pro e i contro, far crescere in modo ordinato un portafoglio.