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Il giorno in cui ci si accorse: l’AI è un danno o un beneficio?

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Ci si accorse quasi di colpo. Quasi da un giorno all’altro.

Quattro domande.

E se quella corsa verso l’infinito fosse solo uno spostamento di ricchezza e non generazione di produttività?

Se l’Intelligenza Artificiale ricalcasse lo schema della finanza invece di essere il cavallo trainante dello sviluppo economico?

In definitiva, l’angoscia che improvvisamente è calata sui mercati nel giro di un mese, non è stato forse il timore sopraggiunto che l’Intelligenza Artificiale potrebbe vedere pochi vincitori e una massa disperata di perdenti?

E che questo, alla fine, sarebbe niente altro che una aggressione alla ricchezza di molti perché diventi sempre di più ricchezza di pochi, smantellando intere filiere di prodotti e servizi, sostituiti dai pochi marchi che riusciranno a rendere l’Intelligenza Artificiale un vero business capace di autofinanziarsi e sorreggersi da solo?

Sentiment del mercato.

Il mercato sta riflettendo proprio su questo.

Il Fear & Greed Index di CNN in un mese è passato da Greed a Fear, fino ad arrivare al valore 36.

Nulla di così preoccupante, quest’anno, ad aprile, l’abbiamo visto scendere a 3.

Del resto, il VIX è sopra quota 20 e continua, comunque, anche nei momenti migliori a rimanere nella fascia alta della normale oscillazione.

Anche tutti i nostri indicatori di rischio segnalano tensione sotto la cenere.

Quella tensione che potrebbe esplodere, anche se ora, forse, di esplodere non se ne vedono le ragioni.

 

S&P500

S&P500

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L’S&P500 future al 13 febbraio 2026

La chiusura di venerdì 13 dell’S&P500 future si è appoggiata sopra la media mobile a 100, nell’area 6850.

La giornata è stata confusa, incerta.

Durante la mattina venivano sondati minimi contigui all’area 6800.

Poi era una classica figura di testa-spalle rovesciato che invitava gli americani a tentare una faticosa risalita, stoppata a 6900.

La chiusura a 6850 è un classico metà strada su una zona critica di supporto.

 

Le Magnifiche

Ad inizio settimana, le prospettive di un recupero delle Magnifiche sembrava alto.

L’S&P500 per la terza volta in tre settimane tentava il superamento di quota 7000: prima o poi da resistenza dovrà divenire supporto.

Anche questa volta veniva fallito l’obiettivo e la strada della discesa era coronata proprio dall’abbandono delle Magnifiche.

MAGS_XMAG

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Il rapporto fra le Magnifiche e i restanti titoli dell’S&P500

 

Il grafico mostra l’S&P 7 contro l’S&P 493: il tuffo delle Magnifiche verso gli abissi è evidente.

Difficile individuare un supporto ulteriore con una rottura così esplosiva della media mobile a 200 periodi.

 

Nei prossimi articoli

La proiezione sulle prossime settimane, il punto di vista stagionale, le simulazioni sulla piattaforma DOMINA: l’intelligenza artificiale che entra di prepotenza nell’analisi di mercato.

 

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