113.000 scommesse rialziste

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Anche sul DAX.  

“Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo, mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.” (Mark Twain).

Il periodo 25 marzo-20 aprile, sull’S&P500, negli ultimi 25 anni è stato negativo soltanto cinque volte: nel 2000, 2002, 2005, 2012 e 2022.

Negli ultimi 15 anni, escludendo l’anno 2020 (ripresa dal Covid, periodo che distorce qualsiasi statistica stagionale), e includendo nella media anche gli anni 2012 e 2022, come detto sopra negativi, l’s&p500 ha guadagnato mediamente il 2.62%.

Si tratta quindi di uno dei periodi più brillanti per completare il noto ciclo stagionale positivo delle borse che va da metà ottobre/novembre a inizio maggio.

Riferendoci al ciclo rialzista in corso, iniziato il 30 ottobre 2023, la settimana entrante è la ventiduesima.

Nella media statistica dei nostri cicli algoritmici dovremmo, in teoria, avere un minimo ora, salvo non considerare come minimo di ciclo uno dei piccoli ritracciamenti occorsi durante le prime tre settimane di marzo.

La media mobile a 50 viaggia sull’onda dei 5050 punti, che significherebbe il -3.3% dal massimo di 5223: non sarebbe nulla di particolare, se non fossimo all’interno dell’onda euforica che stiamo vivendo.

Sul mercato delle opzioni ell’S&P500, alla scadenza tecnica del 19 aprile, ci sono 113.000 opzioni call in-the-money. 

In pratica una scommessa di valore enorme su un ulteriore rialzo di qui al 19 aprile: e questo mi sembra un dato che deponga poco a favore di un ritracciamento degno di questo nome.

Quando Goldman Sachs, più di due mesi or sono, lanciò la folle previsione di sei ribassi dei tassi nel 2024, di cui il primo a marzo, lo fece con uno scopo preciso di manipolazione al rialzo.

La bugia, evidente in tutta la sua ampiezza, fece subito il giro del mondo, esagitando un mercato già lanciato ed eccitato dalle prospettive di sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Le rilevazioni di FedWatch andarono alle stelle, con probabilità sopra l’80% che si verificasse quanto “previsto” da Goldman Sachs.

La conferenza di Powell del 20 marzo, con la sua previsione di tre ribassi dei tassi entro fine anno, tutt’altro che vicini, anziché riportare il realismo sui mercati, ha creato una ulteriore spinta verso l’alto, facendo predominare ancora una volta l’inerzia rialzista. 

Se ci sarà un attimo (non di più, intendo qualche giorno) di ripensamento, sarà semplicemente una doverosa pausa riflessiva di riconduzione a valori appena più normali: da un punto di vista statistico è una probabilità altissima, che è stata sempre smentita da alcune settimane a questa parte.

Sempre nell’ipotesi di una pausa di alcuni giorni nel rialzo, dovremmo interpretare come falso break-out la spinta rialzista seguita alle parole di Powell. Se fosse accompagnato, ora, da un gap down, sarebbe un segnale forte di tentativo di temporanea inversione.

Da un punto di vista grafico, volendo considerare il livello 4760 come metà del range futuro (dal 13 dicembre al 17 gennaio il mercato ci ha rimbalzato più volte), il prossimo target al rialzo sarebbe 5401.

Meno del +2% rispetto alla zona di chiusura di venerdì scorso, quasi il +7%, invece, dalla media mobile a 50 periodi a 5050, se dovesse decidersi a ritracciare in quell’area.

Tutti i valori intermedi appaiono essere altrettanto realistici, i supporti intermedi 5250 e 5150 sull’S&P500 sembrano molto robusti.

Sul mercato americano ci attende una settimana corta che chiuderà giovedì 28 anziché venerdì 29, per la festività pasquale.

Nelle due settimane a cavallo della Pasqua, potrebbero esserci meno volumi sul mercato e favorire momenti di lateralità, seguiti da strappi improvvisi.

 

 

 

 

 

 

Maurizio Monti

Editore Traders’ Magazine Italia

P.S.: Anche il DAX è in fase rialzista nel periodo 25 marzo-20 aprile: negli ultimi 10 anni è sempre stato rialzista (nessun anno ha fatto eccezione), negli ultimi 25 anni solo 5 eccezioni, di cui 4 coincidono con l’S&P500 – 2000, 2002, 2005, 2012 – mentre l’ultima non fu il 2022 ma il 2013.

C’è da dire che nel 2022, considerando fino al 19 aprile, anche il 2022 si aggiungerebbe agli anni negativi, perché ci fu un eccezionale spinta rialzista di recupero proprio fra il 19 aprile e il 20 aprile.

Un decennio, quindi, dove la stagionalità vede una forte probabilità di mercato molto forte nelle prossime settimane anche sul principe degli indici europei.

 

Il Dax osserverà le festività di venerdì 29 e di lunedì 1 aprile, con un weekend, quindi, molto lungo.

 

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