Negli ultimi tre mesi abbiamo imparato tanto

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Almeno due titoli in osservazione

Nel 2020, la decorrelazione apparente e necessariamente temporanea fra finanza ed economia si è manifestata in modo evidente, come molto raramente ci era accaduto di vedere in passato.

Venerdì 19 giugno è stato pubblicato un interessante sondaggio effettuato da Jefferies Financial Group, prestigiosa casa di servizi finanziari newyorkese, presso il proprio popolo di investitori.

La domanda centrale del sondaggio era: “Al momento, di quali variabili tieni maggiormente conto nelle tue decisioni di investimento?

Il risultato ha dato uno scossone a quella che sembra essere la percezione dei mercati da parte degli investitori, che hanno risposto:

– Per il 12,1% la seconda ondata del COVID
– Per il 31,1% le decisioni della FED
– Per il 6,6% le elezioni presidenziali
Per il 50,2% il recupero dell’economia

Gli analisti di Jefferies mettono in risalto che la consapevolezza degli investitori per un inevitabile riavvicinamento dei valori economici ai dati di borsa è già un dato di fatto, malgrado l’apparente assoluta noncuranza dei mercati negli ultimi mesi nei confronti dei dati dell’economia reale.

La risposta riguardante le decisioni della FED, al secondo posto nelle attenzioni degli investitori, evidenzia ancora un alto livello di fiducia sulle capacità taumaturgiche della Banca Centrale americana: ma si fa largo sempre di più l’idea che economia e finanza dovranno tornare a riallinearsi.

Nel webinar di giovedì scorso 18 giugno, abbiamo sottolineato due fenomeni: 1) il picco dei fallimenti delle imprese arriva sempre con ritardo rispetto all’innesco della crisi. 2) anche le iniezioni di liquidità non creano effetti immediati di picco dei mercati, ma ritardati di alcuni mesi.

La somma di questi due fattori, potrebbe originare un’onda rialzista tendenziale di breve-medio termine e un’onda ribassista tendenziale successiva. Nella prima fase, continueranno a vincere gli investitori che credono nella FED e nella potenza inesauribile delle Banche centrali. Nella seconda fase cominceranno a vincere coloro che ritengono che economia e finanza debbano ritornare su livelli più coerenti di simmetria e di minore sfasatura temporale.

Nel breve termine, dall’analisi di Jefferies, è probabile dedurre che il mercato continuerà a muoversi sulla linea dell’incertezza e degli strappi che ci ha regalato negli ultimi mesi. In definitiva, negli ultimi mesi abbiamo imparato, se ce ne era bisogno, che un mercato troppo drogato si muove con livelli di volatilità sostanzialmente fuori controllo.

Il complesso dei fenomeni descritti sopra durerà fino a portare le borse, dopo un possibile periodo di alterne vicende, a condurre a nuovi massimi, prima di andare incontro ad un crollo significativo, da prevedersi più in là nel tempo, comunque dopo una esplosione rialzista tale da portare i mercati ad un livello più moderato di volatilità.

Nei prossimi trenta giorni, la nostra previsione è che toccheremo punte di divergenza fra i diversi indici azionari molto significative. Gli algoritmi di previsione hanno toccato picchi di contraddizione che ci hanno fatto pensare alla probabilità di alcuni flash crash che si sono verificati in passato e che potrebbero ripresentarsi in questo periodo.

Martedì 23 giugno scorso, nel webinar de Il Martedì della Borsa, abbiamo parlato degli scenari che ci attendono sui mercati e abbiamo visto i titoli di Borsa Italiana su cui puntare. Perché nei titoli più liquidi della nostra Borsa, ora, ci sono tante opportunità potenziali interessanti: e l’equity line di Scelta Vincente ne è la testimonianza più chiara. Unisciti a noi, clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

P.S.: Ci sono almeno due titoli azionari che Giorgio Pallini, l’autore di Scelta Vincente, ci ha detto sta tenendo sotto osservazione per questa settimana. Abbiamo visto grafici, analisi, opportunità di ingresso. E abbiamo valutato tutti quelli altri per il tuo portafoglio. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti

 

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