La strana libertà degli schiavi nell’antica Roma

Ultima ora

Scelti per te

Nell’antica Roma, la libertà non era un concetto così semplice come potrebbe sembrare.

Una persona poteva passare dall’essere proprietà di qualcun altro a diventare legalmente libera, ma questo non significava necessariamente poter vivere completamente indipendente da colui che era stato il suo padrone.

Uno dei modi per ottenere la libertà era la manumissio, una procedura attraverso la quale il proprietario liberava ufficialmente uno schiavo.

Esistevano diverse forme di manomissione, ma una delle più solenni era la manumissio vindicta, una cerimonia giuridica nella quale interveniva un’autorità.

Il rituale aveva anche un elemento particolarmente simbolico: una bacchetta.

Attraverso questo gesto veniva riconosciuto ufficialmente che quella persona cessava di essere sottoposta al dominio legale del proprio proprietario.

 

La libertà aveva un prezzo

Una volta liberato, l’ex schiavo diventava un liberto.

La sua nuova condizione gli permetteva di condurre una vita che durante la schiavitù sarebbe stata impensabile.

Poteva lavorare, possedere beni, sposarsi e partecipare alla vita economica.

Alcuni liberti arrivarono persino ad accumulare grandi fortune e a raggiungere posizioni di rilievo nella società romana.

Tuttavia, la loro libertà aveva dei limiti.

L’ex proprietario diventava il suo patronus e il rapporto tra i due non scompariva completamente.

Il liberto poteva infatti continuare ad avere determinati obblighi nei confronti del suo ex padrone, sia economici sia sociali.

Per questo motivo, smettere di essere schiavo non significava automaticamente essere completamente indipendente.

 

Una persona poteva essere libera e continuare a dipendere da qualcun altro

Questa distinzione è particolarmente interessante perché dimostra come i Romani concepissero la libertà attraverso diversi livelli.

Lo schiavo liberato aveva ottenuto qualcosa di fondamentale: non poteva più essere venduto come proprietà di un’altra persona.

Tuttavia, alcuni legami che condizionavano la sua vita rimanevano.

La libertà giuridica arrivava prima della piena autonomia.

Ed è proprio questo aspetto a risultare sorprendentemente attuale.

Avere il diritto di scegliere non significa sempre disporre delle risorse, delle opportunità o delle condizioni necessarie per poterlo fare realmente.

 

Che cosa significa davvero essere liberi?

La storia dei liberti romani solleva una domanda a cui, più di duemila anni dopo, non è ancora facile rispondere.

È davvero libera una persona semplicemente perché la legge le permette di scegliere?

Per i Romani, la risposta non era così semplice. Si poteva smettere di essere proprietà di qualcuno e, allo stesso tempo, continuare ad avere obblighi e rapporti di dipendenza nei confronti di quella stessa persona.

Per questo la storia della libertà nell’antica Roma è molto più complessa di una semplice trasformazione dalla schiavitù alla libertà.

Forse la vera lezione è proprio questa: la libertà non consiste soltanto nel fatto che nessuno possa dirti cosa fare.

Dipende anche da quanto potere hai realmente di decidere della tua vita.

E questa differenza tra essere legalmente liberi e poter vivere liberamente esisteva già nell’antica Roma, più di 2.000 anni fa.

 

La Redazione

Webinar: clicca per iscriverti gratis

Classroom + Traders’ promozione

6 mesi Classroom + abbonamento 10 mesi Traders’ Magazine a soli 147€

Classroom è l'opportunità del martedì mattina, alle 11.30 per analizzare i mercati, mettere a mercato strategie, commentare i pro e i contro, far crescere in modo ordinato un portafoglio.