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S&P500: breve analisi del trend

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Sell in May and go away? Dopo Il forte rialzo di questi ultimi 28 giorni è il caso di “scappare” dal mercato azionario? Come al solito è necessario tenere i nervi saldi e valutare bene quello che sta accadendo. Il mercato ha sorpreso nella discesa, ma anche nell’ultima e repentina salita. Molti investitori professionali aspettavano prezzi più bassi per acquistare, e una salita così veloce e robusta ha un po’ spiazzato le attese ribassiste sui prezzi di saldo nel mercato azionario. Elon Musk ha twittato che le azioni di Tesla sono troppo alte e Warren Buffet, nella sua riunione annuale, ha comunicato di aver deciso di non prestare grandi somme alle aziende, come ha fatto durante la crisi finanziaria, perché il fondo Berkshire non trova opportunità allettanti.

A fine marzo, scrissi un articolo che ricordava che Il comportamento umano sui mercati finanziari è ciclico e dipendente da emozioni (paura e avidità) che si presentano storicamente in modo ricorrente. Quindi nei grafici storici possiamo ritrovare dei pattern, dei modelli di comportamento tra venditori e compratori, che possono richiamare in qualche modo la situazione attuale e che possono servire da ipotesi di lavoro per valutare le probabili tendenze future: le ciclicità osservabili su periodi differenti di una curva possono essere confrontabili indipendentemente dal loro contesto storico.

Nel caso dell’indice S&P 500, vista la profonda caduta della curva in tempi molto brevi, era stato utilizzato un indicatore che rilevasse il tasso al quale varia il prezzo dell’indice in un dato intervallo di tempo per verificare se ci fossero stati nel passato situazioni analoghe.

L’indicatore utilizzato (ROC = Rate Of Change), ci ha permesso di individuare nella storia dei mercati borsistici solo due casi dove la curva dei prezzi si è comportata in modo simile: il 1987 e il 1929 (per un approfondimento si veda l’articolo a questo link:https://www.traders-mag.it/sp-500-ipotesi-tendenza/ ).

Vediamo qui sotto un aggiornamento grafico della situazione. Possiamo notare che mentre nella discesa, in termini di profondità e tempo, il comportamento delle tre curve presenta delle analogie (il 1929 sembra più vicino all’attuale contesto), altrettanto non si può dire per quanto riguarda il movimento di rimbalzo dal minimo di periodo del 23 marzo 2020. A 28 giorni dal rimbalzo attuale, a differenza dei due casi storici, è già stata superata la media mobile a 50 giorni, sono stati ritracciati due livelli di Fibonacci in più e la performance è di gran lunga superiore.

 

F1) Grafici S&P 500 (riquadro superiore), RSI (riquadro centrale) e MACD (riquadro inferiore) – tre periodi 1929/1987/2020

Verifica della similitudine di tre periodi storici dell’indice S&P 500.
Fonte: elaborazione dell’autore

Nel riquadro centrale e in quello inferiore sono rappresentati rispettivamente l’oscillatore RSI ed il MACD. Possiamo notare che nel caso attuale i due oscillatori hanno superato rispettivamente il valore di 50 (1) e la zero line (2) confermando, a livello di breve termine, che il trend in atto è più robusto rispetto ai casi passati. L’elemento comune della curva di prezzi dei tre periodi esaminati è che al ventottesimo giorno è presente un momento correttivo.

F2) Grafico giornaliero da inizio 2020 dell’indice S&P 500

Verifica dei livelli di supporto e ritracciamenti dell’indice S&P 500.
Fonte: elaborazione dell’autore

Nel caso attuale, la correzione è avvenuta subito dopo l’ingresso in una zona di importante resistenza: l’area è delimitata dai livelli tra 3.137 e 2.883. Il primo livello corrisponde al primo massimo decrescente che segue il top di mercato del 19 di febbraio. Il livello di 2.883 è attorno al primo minimo discendente del trend ribassista, e corrisponde al massimo della prima candela verde che ha tentato di ritornare, senza riuscirci, sopra tale minimo (r1). Da notare che i prezzi giornalieri hanno toccato questa resistenza per ben tre volte (frecce rosse r1, r2 e r3), prima di essere superata, e dopo la discesa di venerdì e tornata nuovamente ad essere la principale resistenza da superare.

La correzione in corso, attribuita alla ripresa delle ostilità tra Usa e Cina ed ai risultati deludenti di Amazon e Apple, va vista per il momento come tale: nel breve termine quindi, vanno valutati i livelli di supporto per capire se il veloce e rapido trend rialzista può ancora avere fiato: Il primo supporto di breve termine si trova fra 2.650 e 2.750, dove abbiamo rispettivamente il 38,2% del livello di Fibonacci e l’ultimo minimo crescente.

Il supporto a mio giudizio più importante, vista la forte e veloce salita dei prezzi, potrebbe essere quello che considera un ritracciamento di due terzi dal rimbalzo avvenuto a partire dal 23 marzo. Questo si trova nella zona attorno a 2.500 che è anche la zona dove si è formato il primo minimo rialzista e anche il 23,6% del ritracciamento del movimento dal massimo storico, nonché la banda inferiore mensile di Bollinger (dato non indicato nel grafico).

Sotto questo livello abbiamo il minimo del 23 marzo. Se ritorniamo sul primo grafico e guardiamo la caduta del 1987, possiamo notare che i prezzi sono ritornati sul livello del minimo storico prima di ripartire (a).

In conclusione, possiamo dire che il mercato ha avuto una profonda caduta, ma anche un forte rimbalzo in gran parte attribuibile alle veloci e potenti manovre della banca centrale americana. È risaputo che gli interventi della FED creano inflazione finanziaria, e quindi non è da escludere che il trend possa in qualche modo continuare. Bisogna comunque prendere in considerazione anche l’enorme impatto delle situazioni economiche e sanitarie contingenti, che rappresentano dei fattori fortemente negativi per le curve di prezzo dei mercati finanziari. Al momento i prezzi hanno tentato di superare una zona di resistenza critica, ma senza successo, entrando nel breve termine in una probabile correzione: non è comunque da escludere un nuovo tentativo nel prossimo periodo. I due livelli di supporto da mantenere sotto osservazione sono quelli nell’area attorno a 2.650 e 2.750 e il livello di prezzo attorno a 2.500. L’importante è che i prezzi non scendano in maniera netta sotto il minimo di marzo: se accadesse, avremmo una probabile accelerazione del trend ribassista.

 

Mario Valentino Guffanti

CFTe – SAMT Vice President – Swiss Italian Chapter
mario.guffanti@samt-org.ch

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