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Le IPO a Wall Street: volatilità e direzionalità

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Gli eventi del 2021

Le tante belle parole spese per le IPO fanno sempre sì che ci si possa attendere una sovraperformance rispetto al Mercato. Ma questo clamore mediatico intorno alle Società che si quotano in Borsa è giustificato? Diamo uno sguardo a ciò che è accaduto nel 2021.

Si sta per concludere il 2021, un altro anno caratterizzato da centinaia di debutti a Wall Street. Le Società che entrano sui listini catalizzano sempre l’attenzione mass-mediatica del mondo finanziario. Si generano così delle aspettative nei lettori e potenziali sottoscrittori delle nuove azioni: i pezzi e gli articoli a riguardo rappresentano una vetrina promozionale formidabile. Accade infatti molto di rado che ci si prenda la responsabilità di parlare male di un’azienda che sta per fare il suo ingresso in Borsa. Tra tutti questi esordi al Nyse e al Nasdaq, ho operato una selezione soffermandomi sui titoli aventi in data odierna capitalizzazione superiore a 5 bilioni di dollari. Per poter osservare il loro comportamento nel medio termine (6 mesi) ho dovuto poi escludere quelli di quotazione più recente: ecco che il novero si è ristretto a 25, tutti debuttanti tra gennaio e maggio 2021. Ho preso come prezzo di riferimento quello di chiusura della seduta in cui il titolo si quota, per cercare di neutralizzare la volatilità anomala che spesso caratterizza quella giornata. Simulando dunque l’acquisto in conclusione della prima seduta, ho rilevato l’andamento del titolo dopo cinque giorni di trading, dopo un mese, dopo 3 mesi e infine dopo 6 mesi. Confrontandone poi i dati con quelli dell’Indice S&P500 preso come benchmark. Ad esempio, se un titolo si è quotato il 14 aprile, ho guardato al comportamento parallelo dell’indice da quella data in avanti. La domanda dunque non è solamente “il titolo è in guadagno o in perdita?” ma anche “ha fatto meglio o peggio del Mercato”?

I dati
Il raffronto generale è riassunto nel grafico in figura 1. Tutti i dati rilevati si trovano invece nella tabella 1.

A una settimana dalla quotazione, la maggiore volatilità degli esordienti rispetto all’indice è già evidente. Si va dal +23,91% di Zim Integrated Shipping Services al -23,75% di Rlx Technology con 13 titoli in positivo e 12 in negativo. Nel complesso il rendimento medio è del +3,14% contro il +0,86% fatto registrare dall’indice. Indubbiamente uno spot per strategie di tipo direzionale: sono davvero pochissime le IPO a non essersi mosse nei primi 5 giorni.

Dopo un mese possiamo egualmente sottolineare la grande volatilità e direzionalità delle debuttanti: si va da +92,08% di Global-E Online a -32,77% di Rlx Technology. 12 titoli in positivo e 13 in negativo, ma il rendimento medio è abbondantemente sopra lo zero con +8,16% mentre parallelamente l’indice guadagna soltanto il +2,68%.

A tre mesi dal debutto si va dal +197,83% di Zim Integrated Shipping Services al -64,42% di Rlx Technology. Sono 14 i titoli in positivo, ed 11 quelli in negativo. Direzionalità e volatilità sempre molto accentuate, con +18,79% di guadagno medio. Sulla stessa distanza l’indice si ferma a +7,86%.

Dopo 6 mesi, il trend favorevole delle debuttanti inverte. Il guadagno medio arretra a +14,27%, di poco superiore a quanto fatto segnare dall’Indice ovvero +13,18%. Ancora una volta è Zim Integrated Shipping Services a primeggiare con +221,83%, mentre Rlx Technology perde il -80,65%. Da notare come nell’osservazione a 6 mesi, ben 16 volte su 25 l’Indice ha fatto meglio del singolo titolo preso in esame.

Si può affermare che nel complesso vi siano 3 titoli a trascinare la media: Zim Integrated Shipping Services, Global-E Online e Cricut con le loro performance anche a tripla cifra. Se volessimo escluderli dal computo generale catalogandoli come outlier, le medie ne risentirebbero sensibilmente. In particolare Zim Integrated Shipping Services e Cricut presentano un’interessante progressione crescendo su tutti e quattro i rilevamenti, cosa che invece non si può dire per Global-E Online. L’esordio più deludente è senza dubbio quello di Rlx Technology, ultima in tutti i rilevamenti e con una progressione negativa costante. Male anche Petco Health & Wellness, pur con perdite più contenute. Per il resto abbiamo diverse situazioni, dai titoli che partono bene e poi perdono terreno sulla lunga distanza, a quelli che si comportano esattamente all’opposto. Il panorama è dunque molto variegato: quello che salta all’occhio e che non rappresenta certo una novità è la grande volatilità di questi esordienti che si riflette in una deviazione standard molto elevata: i guadagni o le perdite non sono distribuiti in modo omogeneo attorno alla media, dalla quale si discostano anche di parecchi punti. Si può però sostenere con cognizione di causa che le aspettative generate dalla grancassa dei mass-media finanziari sulle IPO escano ridimensionate da queste statistiche. Ci sono, è vero, i titoli che hanno fatto felici i propri neo-azionisti, ma ci sono anche tante realtà che non riescono a decollare. In particolare, dopo 6 mesi risulta più sensato investire sull’Indice S&P500: rendimenti pressoché identici ma senza i patemi dati dalle oscillazioni di prezzo che non tutti sono disposti a tollerare.

Conclusione
Non basta essere una debuttante per sbaragliare Wall Street: occorre da parte dell’investitore, nel caso avvalendosi anche del parere indipendente di un analista, una valutazione più approfondita sui fondamentali e sulle prospettive senza fermarsi agli articoli letti che molto di frequente hanno un taglio promozionale. Restando sempre ben consapevoli del rischio che si corre, altrimenti è meglio puntare su titoli già “assestati” e che hanno uno storico che consenta di fare anche considerazioni di tipo tecnico sul prezzo.

(Articolo pubblicato nel numero di Traders’ Magazine gennaio 2022)

 

Simone Cunegondi

Nato a Parma nel 1977, si laurea in Economia e Commercio sempre a Parma e si occupa di credito agrario fino al 2018 quando decide di dedicarsi a tempo pieno all’analisi tecnica e quantitativa dei mercati finanziari dopo aver frequentato il Master Siat e averne superato la prova d’esame. Dal 2003 è trader sul Mercato Azonario Italiano e Americano, e sul Mercato degli ETF.

 

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