Parte 3: R come rapporto Rischio/Rendimento

Il Rapporto Rischio/Rendimento (RRR) è uno dei parametri più decisivi per un Trader. Indica infatti quanto grande è il rendimento di una quotazione in rapporto al rischio assunto. Di base, vale una regola: più alto è il RRR, meglio è. Adesso ti mostreremo come si calcola.

Quando si fa trading è normale sia maturare profitti, che subire delle perdite. Soprattutto all’inizio della carriera di un Trader, si verificano alcune sconfitte che devono essere accettate prima di riuscire a trovare il proprio stile di trading di successo. Tuttavia, per avere la garanzia che fin da subito il conto dedicato al Trading non finisca in rosso, è indispensabile una concreta gestione del rischio.

Nell’ambito del trading, è importante valutare il rendimento rispetto al rischio della posizione. Conoscere il rischio iniziale associato all’apertura di una posizione e il profitto potenziale che può essere raggiunto è un elemento essenziale della gestione del rischio: il rapporto rischio/rendimento (RRR).

Cos’è il RRR?
Il rapporto rischio/rendimento è un indicatore chiave per ogni decisione di investimento. Descrive il rapporto tra il profitto atteso (rendimento) e la possibile perdita (rischio). Quando si entra in una posizione, la si associa ad un’aspettativa di profitto (target di prezzo), ma d’altra parte si possono anche subire perdite. Questa perdita è di solito limitata da uno stop. La differenza tra il prezzo di entrata e il prezzo target definisce il rendimento, la differenza tra il prezzo di entrata e lo stop alle perdite (Stop Loss) invece il rischio. La formula per il RRR nel trading è:

RRR = (Prezzo Target – Prezzo di Acquisto) / (Prezzo di Acquisto – Stop Loss)
In base a questa formula, le ipotesi devono essere elaborate in riferimento al possibile guadagno. Il livello delle perdite, invece, può essere determinato con relativa precisione nell’ambito della gestione del rischio e del denaro. Per fare questo, è necessario rispondere ad alcune domande prima di effettuare un acquisto:

– Qual è il mio orizzonte temporale?
– Quanto sono consapevole dei rischi?
– Quanto sono in grado di reggere posizioni che sono in utile o in perdita?

– Dove posso mettere lo stop loss nel caso in cui la mia previsione fallisca?
– In caso avessi successo, quando dovrei uscire?

Una volta definiti questi parametri per il tuo acquisto, devi ottenere un RRR accettabile. In generale, si raccomanda di inserire solo le transazioni con un RRR di almeno 1,5:1 a 3:1. In questo caso, la tua possibilità di profitto è 1,5 o 3 volte il rischio.

Si può anche vedere dal rapporto rischio/rendimento quando un’operazione ha senso e quando non ha senso. Se sapete fin dall’inizio che otterrete meno di quanto rischiate, allora questo investimento non ha senso, tranne se il vostro tasso di successo non sia molto alto.

R-Multipli
Per rendere più chiaro quanto finora spiegato, abbiamo preparato un esempio (figura 1): un trader acquista l’azione X a 100 euro e fissa il suo stop a 95 euro. Il rischio d’ingresso ammonta quindi a cinque euro. Decide di fissare l’obiettivo di profitto a 120 euro, che corrisponde ad una possibilità di 20 euro. Il RRR è pertanto 4:1 (20 / 5).

In questo contesto, possiamo anche introdurre il termine R-multipli. Il multiplo di R è il profitto o la perdita di un’operazione in relazione al rispettivo rischio di ingresso assunto. Se il nostro esempio di trading raggiunge l’obiettivo di profitto, questo porta ad un multiplo R di quattro (risultato del trading / rischio = 20 / 5). Tuttavia, se l’operazione fosse stoppata, il multiplo R sarebbe meno uno (-5 / 5).

Con l’aiuto dell’indicatore è possibile vedere immediatamente la frequenza con cui il rischio della posizione è stato profittevole o svantaggioso, in modo da poter trarre le opportune conclusioni durante la fase post operativa. La strategia di un trader può apparire così, cioè chi vuole sempre raggiungere un R-multiplo di almeno due dovrà affrontare sempre un rischio raddoppiato.

Come utilizzare correttamente il RRR
Il problema con il RRR è che si può solo stimare la possibilità di vincere, a differenza del rischio definito dallo stop loss fisso prima di iniziare a fare trading. Tuttavia, una stima rende questo indicatore molto suscettibile perché si pone la questione di quanto sia realistico per il titolo raggiungere il prezzo target. A questa domanda non si può rispondere con certezza, ma si può dedurre la risposta in base all’esperienza.

Anche in questo caso è possibile utilizzare mezzi statistici per determinare al meglio il rendimento. Se, ad esempio, un’azione è già aumentata del 30% rispetto al suo minimo dall’inizio dell’anno e da uno studio corrispondente si sa che in passato il margine di fluttuazione ha superato solo raramente il 40% in un anno, è possibile determinare l’opportunità attuale con un guadagno di prezzo di un altro 10%. Anche il supporto centrale o la resistenza possono essere utilizzati per determinare l’opportunità.

Tuttavia, non ha senso scegliere un prezzo target vicino al punto di ingresso solo per ottenere un rapido profitto. In questo caso il tasso di successo aumenta, ma una perdita maggiore può distruggere facilmente i molti piccoli profitti. Questo mostra anche l’interazione tra tasso di rendimento e RRR: più alto è il RRR, più basso è il tasso di rendimento e viceversa.

Conclusione
Il RRR è uno dei parametri chiave del trading. Il modo in cui il trader copre i rischi e realizza i profitti ha una notevole influenza sul successo di un’operazione. Bisogna sempre essere consapevole dell’orizzonte temporale in cui si opera, della tua propensione al rischio e della tua capacità di gestire operazioni per lunghi periodi di tempo. Questo influisce sulla strutturazione della tua strategia di trading anche nel dettaglio. Dal momento che il RRR non è un parametro statico, ma estremamente dinamico, può cambiare in modo permanente durante una transazione. Tuttavia, un’attenzione esclusiva per il RRR non sembra avere alcun senso. Perché anche una strategia con un profitto per operazione molto basso può generare profitti solo se ci sono poche perdite.

Dalla Redazione di TRADERS’ Magazine