Eurodollaro, il massacratore di conti

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Plauso della pazienza

L’eurodollaro è il cambio di riferimento più negoziato a livello mondiale.

Dominato da due grandi banche centrali, oggetto di attenzioni da parte di tutti, l’eurodollaro sta al mercato delle valute come l’S&P500 sta al mercato azionario.

Proprio per questa ragione, l’eurodollaro è una brutta bestia da domare. Nella nostra esperienza di pazienti sviluppatori di algoritmi è il sottostante che ha mandato in pensione o costretto alla revisione forzata più sistemi di trading di qualunque altro.

Questo avviene quando un mercato è molto maturo, molto frequentato, molto negoziato.
In effetti, un mercato liquido è una buona scelta. Ma un mercato troppo liquido nasconde qualche insidia in più: richiede di affilare di più le armi.

Prova a disegnare le classiche trend line dei massimi dell’eurodollaro e ti accorgi che nella realtà nessuna trend line regge per lungo tempo. Si dice che l’eurodollaro è regolare, non lo è secondo i canoni classici che siamo abituati a pensare.

Il comportamento dell’eurodollaro durante la cridi del covid-19 fra il 20 febbraio e il 20 marzo è sfuggito di controllo a molti sistemi algoritmici, salvo a quelli di breve termine (alcuni di questi hanno anche fatto ottimi risultati, fra cui Quasar). Dal 20 febbraio al 6 marzo grande vendita di dollari. Dal 9 marzo al 20 marzo, momento di picco della paura grande acquisto di dollari.

L’eurodollaro ci spiega che la crisi del Covid-19 ha avuto due fasi: la prima fase in cui ci si attendeva un ritracciamento delle borse relativamente contenuto e un recupero pronto. E una seconda fase di panico vero, dove il dollaro è tornato ad essere il bene rifugio per definizione.

Esaurita la fase di crisi l’onda rialzista sull’euro successiva ha fatto toccare un massimo il 27 marzo che era in linea con la trend line tracciata dai massimi relativi del 24 giugno e del 31 dicembre 2019: se le tracci ti rendi conto che il massimo del 27 marzo sembrava avere ripristinato un po’ d’ordine dopo il terremoto del Covid. Ma è durato poco.

La trend line è stata rotta il 29 maggio con l’ascesa dell’euro fino all’87.50% del range del movimento creato dalla crisi del Covid-19: che costituisce quindi ancora un range fortemente sentito dal mercato, tanto che il minimo relativo del 19 giugno ha fatto toccare il 62.50% di detto range (quello che per chi crede a Fibonacci è il 61.80%). Rammento come il 19 giugno sia una data importante dove i nostri algoritmi avevano previsto una inversione nei mercati.

Nel webinar dell’ 8 luglio scorso, insieme con Fabrizio Mastroforti di Raccomandazioni di Borsa, abbiamo esaminato i mercati forex del mattino: insieme abbiamo visto quali livelli prevedono i nostri algoritmi sull’eurodollaro per verificare se possono esserci opportunità interessanti.

Abbiamo confrontato diversi metodi ed è stata un’ora piacevole da passare insieme per arricchire e condividere la nostra Cultura Finanziaria. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

P.S.: Lo so, quando ho definito l’eurodollaro, come nel titolo, massacratore di conti, avrò avuto reazioni indignate da parte di alcuni. Primi, i tromboni. Perché loro sono fighi e quindi solo gli ignoranti come me possono definire in tale modo sua maestà l’eurodollaro. Poi, ci sono i tanti che pazientemente guadagnano dall’eurodollaro come trader retail il loro pane e a questi va tutta la mia stima, perché hanno trovato un terreno impervio e hanno imparato a percorrerlo. Sii fiero, se appartieni a questa categoria. Perché, credi a me, di conti anche illustri, vorrei dire griffati, che sono stati sbaragliati dalla furia dell’eurodollaro ne ho visti tanti. Un mercato molto maturo, molto negoziato, troppo liquido: ricorda che queste caratteristiche richiede una grande professionalità nel dominarle. Clicca per condividere con noi. Iscriviti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti

 

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