L’estinzione tendenziale della specie umana      

Le economie occidentali stanno vivendo tempi di gravi anomalie.

Diciamoci la verità: non più di un anno fa prevedevamo che i tassi non potevano far altro che risalire per lungo tempo.

Gli americani ci hanno provato, ma per un periodo molto più breve del previsto e hanno già messo la retromarcia. Gli europei lo hanno detto, e non ci hanno, di fatto, neanche provato.

Il mercato ha paura dell’aumento dei tassi, questa è la realtà. Adagiato nell’eccesso di liquidità dell’ultimo decennio, vive un ritorno ad una presunta normalità, che forse non esiste più, in modo angosciante.

E nessuno se la sente di ritornare a quella presunta normalità. Trump, in questo senso, con il suo tweet continuo, la politica dei dazi, la guerra commerciale, l’abitudine di abbaiare alla luna, viene giudicato uno dei responsabili del non-ritorno alla normalità.

Io sono dell’opinione che Trump sia solo una parziale, forse minima, spiegazione del problema.

C’è una anomalia tendenziale che ha coinvolto le economie occidentali, da molti anni. Il fenomeno è demografico, ed essendo tale, e quindi lento, diventa impercettibile.

A cavallo del 2018-2019, nel mondo, per la prima volta, il numero delle persone sopra i 65 anni supera i bambini fino a 5 anni.
A trainare il fenomeno è l’Europa, dove questo avviene dagli anni 60, e oggi gli over 65 sono tre volte e mezzo i bambini, seguita dal Giappone, che ci ha messo una decina d’anni in più degli europei per raggiungere questo poco invidiabile primato, ma dove oggi gli over 65 sono sei volte e mezzo i bambini. Più efficienti in tutto, nel bene e nel male.

La Cina non ha fatto di meno, con la sua politica di un solo figlio per coppia, applicata, con la brutalità dei mezzi delle dittature, fino al 2015. Nel 2002-2003 gli over 65 cinesi superavano in numero i bambini, e oggi sono due volte e mezzo di più.

La grande notizia è che gli Stati Uniti sono meno coinvolti in questo incredibile desiderio della specie umana di estinguersi e continuano ad avere un tasso di fertilità intorno a due, e quindi appeso al limite di sicurezza di sopravvivenza della specie.

Il progresso scientifico, inoltre, permette alla gente di vivere più a lungo. Se è vero che il progresso scientifico ha diminuito la mortalità infantile, esso ha creato un effetto ancora più significativo dove i numeri giocavano a favore, appunto sugli over 65.

Il senso della fatica di vivere, perché poi tale è il sentiment collettivo, contribuisce a diminuire la fertilità, in un circolo vizioso di cui, al momento, è difficile vedere l’inversione di tendenza.

Così, i governi sono alle prese con una massa di popolazione che è sempre più costosa, sempre meno produttiva, sempre più pressante di creare deficit per soddisfare i bisogni. Ci stiamo estinguendo, e l’economia geriatrica domina, in un contesto che guarda sempre più verso la fine della vita, più che alla crescita della vita.

In tale situazione tendenziale, l’aumento dei tassi ingigantirebbe il problema. I deficit diventano sempre meno controllabili. Il disordine finanziario che ne deriverebbe sarebbe fuori controllo. E allora, continuiamo così, nell’apparenza che questa è la normalità.

Ogni tanto i mercati sussultano. È Trump a farli sussultare? È soltanto Trump? O è la necessità di riportare a valori reali, valori che si sono creati in un decennio di tassi azzerati? Quando dico: attenzione, forse qualcuno non vuole che sappiamo, non credo di essere lontano dalla realtà. Non è complottismo, sono i numeri della matematica finanziaria.

13 agosto scorso, su Borsa Webinar, lo staff degli strategist dell’Istituto Svizzero della Borsa hanno interpretato il sussulto agostano del mercato. E ci hanno illustrato le armi di difesa, le perdite e i profitti. Come sempre, la realtà. Perché la Cultura finanziaria e la passione per essa è la tua vera arma di difesa. Clicca per vedere la registrazione. 

P.S.: ieri un lettore, consulente finanziario di una casa che molto è destinata a contribuire alla nuova rubrica @tromboni che comparirà dai prossimi numeri del Settimanale, si è sdegnosamente disiscritto sostenendo che io assumerei che “ci siano sul mercato attori oscuri, complotti e cospirazioni quando purtroppo nulla di tutto ciò è reale”. Oh, ma davvero? E guarda un po’, io che pensavo male …

Ci sono determinati ambienti molto ovattati, dove la soavità delle parole  “trasparenza” o  “lungo termine” è l’unica possibile e “trading” suona come bestemmia. Dove viene confuso il trading con il trading intraday, magari con lo scalping, considerandoli sinonimi. Io dichiaro che “lungo termine” è la grande truffa ideata per confondere la gente. Io dichiaro che fu Maynard Keynes, non l’ultimo arrivato, a dire che nel lungo termine siamo tutti morti. Io dichiaro che sono stufo di sentire persone cui vengono raccontate favole ovattate e fuorvianti. Non è il lungo termine in sé che non va, è una strategia come un’altra: è come viene raccontato a distorcere la realtà.

Non è vero che raccontando la verità, esaminando la realtà, i numeri, illustrando le basi della Cultura finanziaria, poi la gente si spaventa e fugge dagli investimenti. Semplicemente, impara a selezionarli. Ma questo è ciò che terrorizza i tromboni. E allora, via @tromboni partirà. Contro tutti quelli che non vogliono che si sappia la realtà. In qualunque modo si chiamino, anche con i nomi apparentemente più prestigiosi. Anzi, così ci divertiamo di più. Clicca per stare dalla parte giusta. E se approvi, fammelo sapere, abbiamo bisogno di te!

Maurizio Monti

 

 

Editore Istituto Svizzero della Borsa