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Scenario complicato?

Da Reuters, abbiamo appreso che “L’Argentina ha aumentato il tasso di interesse di riferimento di 950 punti base, dopo averlo già aumentato due settimane fa di 800 punti base. Il tasso attuale di riferimento ora è al 69.5%, mentre l’inflazione è ai massimi degli ultimi 20 anni”.
 
L’ombra di una crisi terribile argentina come quella del 2001 si riaffaccia all’orizzonte. Non fu indolore, anche per molti risparmiatori nostrani a cui le banche avevano rifilato titoli argentini “ad alto rendimento”. Non dimentichiamo queste pagine dolorose che una certa industria finanziaria ha riservato al popolo dei risparmiatori italiani.
 
Nella settimana appena trascorsa, le borse hanno continuato a festeggiare il clima di ottimismo che Powell è riuscito a ripristinare il 27 luglio scorso. Così, un dato sulla inflazione che farebbe presagire che il picco è alle spalle ha rinforzato ancora di più tale ottimismo.
 
In realtà, l’inflazione resta molto alta e un rallentamento di pochi decimali, nella stagione estiva e dopo un aumento dei tassi di interesse, può starci.

Sta di fatto che sull’S&P500, nelle giornate di giovedì e venerdì scorso, abbiamo assistito alla magia della rottura dell’overbalance rispetto al massimo precedente da cui era partito l’ultimo swing ribassista culminato nel minimo del 17 giugno.
 
La rottura di tale resistenza, a 4202, è importante dal punto di vista tecnico, come abbiamo più volte sottolineato nei webinar recenti: ora, non stiamo più parlando di un rimbalzo rispetto al trend ribassista, ma all’inizio di un nuovo ciclo, dopo un minimo importante.
 
Ovviamente non sappiamo come sarà il nuovo ciclo, sappiamo solo che quando inizia la prima onda è rialzista. E finora ha macinato, contro le aspettative di tutti (vogliamo ammetterlo?), circa 650 punti di rialzo.
 
La linea 4202 è stata superata con forza e poi ritestata dall’alto e la chiusura di venerdì scorso è sui massimi e fortemente rialzista.
 
Ci troviamo, peraltro, nell’area critica, collocata fra 4272 (1.125% del range) e 4330 (media mobile a 200 periodi sul daily): e quindi su una resistenza potenzialmente importante.
 
Più sotto, la media mobile a 150 periodi esponenziale (l’unica esponenziale che utilizziamo nel nostro metodo), fece da resistenza per 8-9 giorni consecutivi di borsa, prima di essere rotta al rialzo con forza e poi ritestata dall’alto.
 
La media mobile a 200 fu rotta al ribasso l’8 di aprile e poi ritestata da sotto il 21 aprile, quando da quota 4500 cominciò l’ultima onda della discesa dei mercati.
 
Nel marzo scorso fu l’ultima volta che la media mobile a 200 fu invece violata al rialzo, in una impennata del mercato che fece superare, anche in quel caso, l’overbalance dello swing precedente sui massimi:  furono rotti i massimi di febbraio e dal nuovo massimo, sopra 4600, partì, anche in quell’occasione, un’onda ribassista molto forte.
 
In entrambi i casi citati sopra, la media mobile a 200 fu vista dal mercato come zona di ri-test più che come supporto o resistenza: anzi fu violata con molta facilità, ma fu sempre ritestata.
 
Sempre nella zona dell’attuale resistenza, furono tre i tentativi recenti falliti di romperla, l’ultimo dei quali il 5 maggio, l’inizio dell’onda di discesa che poi si manifestò essere la più pericolosa.
 
In un mercato normale, saremmo propensi a sostenere che l’area attuale di resistenza, con picco a 4330, dovrebbe dare luogo ad un ritracciamento, che potrebbe manifestarsi già nella seconda metà di agosto, o nella prima quindicina di settembre.
 
In questa ipotesi, l’area di supporto tornerebbe ad essere intorno a quota 4000 o anche 3950.
 
4330 potrebbe essere, anziché un picco, un punto mediano rispetto ad una rottura della media mobile a 200 e una successiva oscillazione che la perfori temporaneamente al ribasso: in questo caso, meno probabile, il picco potrebbe arrivare in area 4500 e l’oscillazione inferiore sotto 4200.
 
Di sicuro, siamo in uno scenario diverso rispetto a quello ipotizzato prima del 27 luglio. Powell ha operato un almeno temporaneo miracolo. Fin quando durerà, non lo sappiamo, ma quel che è certo che gli americani, e le borse, spesso adorano esagerare.
 
E se non è una esagerazione festeggiare l’inflazione all’otto e mezzo anziché al nove … ma le borse anticipano, si dice, o meglio, pretendono di anticipare.
 
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P.S.: I nostri algoritmi temporali, che ci forniscono da molti anni una sorta di ritmo del mercato, ci dicono che il giorno 15 agosto più o meno una settimana è un momento di inversione, o, in subordine, di accelerazione. Quindi: movimento forte del mercato.
 
La volatilità è diminuita e i market maker sembrano non prezzare più di tanto il rischio, come avevano fatto fino a fine luglio.
 
L’accelerazione, in realtà, potrebbe essere stata quella che abbiamo visto iniziare la scorsa settimana, e quindi potrebbe in qualche modo già essersi verificata. Oppure potrebbe esserci un massimo di prossima formazione, come ipotizzato sopra in questo articolo.
 
In sintesi, è uno dei casi dove i nostri algoritmi di tempo ci aiutano poco a decifrare il mercato: peraltro la maggiore probabilità è una inversione la prossima settimana … ma è una maggiore probabilità solo di tre punti percentuali … un po’ poco.
 
Più che mai, è il momento di contenere il rischio.
 
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Maurizio Monti

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