Massimo storico e poi la paura del weekend.
Aprile, come da statistica, mese molto positivo.
Si è chiuso un mese di aprile molto positivo per le borse americane: l’S&P500 ha recuperato tutta la discesa del periodo 28 gennaio-31 marzo, registrando un rendimento superiore al 10%.
Clicca per ingrandire
L’S&P500 future all’1 maggio 2026
Nella giornata dell’1 maggio, l’S&P500 ha toccato quota 7300, un target psicologico importante, pari all’1,375 del range descritto sopra.
Toccata la quota 7300, si è timidamente e gradualmente ritratto, senza significativi aumenti di volatilità, per chiudere sulla posizione di partenza con una doji poco convinta di passare il fine settimana sulla vetta.
Domina l’euforia, con un sottofondo di paura da eventi improvvisi.
Il ciclo intermedio
Lunedì prossimo inizierà la quinta settimana dall’inizio del ciclo partito il 31 marzo.
L’algoritmo temporale del 24-27 aprile ha esaurito la sua forza nell’arco di due giorni, il 28 e 29 aprile: avevamo ipotizzato un minimo di tre giorni, fino a sette-otto, con un 2-3% di ribasso, ma non è arrivato neanche al 2%, subito sospinto in su dal ritorno di fiamma sugli utili delle Magnifiche (anche se non tutte) e anche di molte altre aziende che hanno battuto le stime.
Stagionalità
Malgrado il forte rialzo di aprile, l’S&P500 future da inizio anno ha fatto qualcosa di più del 5% (400 punti da 6900 del 2 gennaio fino al massimo storico dell’1 maggio): un buon risultato ovviamente, ma meno significativo di quanto ci si possa aspettare dall’euforia recente.
Abbiamo estratto tutti gli anni dove nei primi 4 mesi l’S&P500 abbia registrato un risultato superiore al 4%: sono 32 dal 1957 in poi.
Clicca per ingrandire
La stagionalità dell’S&P500 sugli anni positivi >4% nei primi 4 mesi
Le due righe nere rappresentano il mese di maggio, con il grafico di tendenza a linea nel riquadro sottostante.
La prima decade di maggio è statisticamente più debole, come pure l’ultima settimana.
I due algoritmi temporali di maggio sono collocati proprio nell’area della stagionalità più debole: ne parleremo nei prossimi articoli di analisi e, in modo particolare, nell’analisi settimanale di mercato che pubblicheremo domenica prossima per gli abbonati a Traders’ Magazine e alle Classroom.
19 anni su 32 vedono maggio positivo. Gli anni con maggio negativo hanno una magnitudine maggiore di quella degli anni positivi, malgrado questi ultimi siano di più
Negli ultimi 12 anni, la probabilità si è bilanciata al 50% (6 anni positivi e 6 anni negativi), confermando la tendenza storica di maggiore magnitudine negli anni negativi che in quelli positivi.
Gli ultimi tre anni sono stati positivi: nel 2025, maggio è stato l’anno della ripresa dall’affondo di aprile (Liberation Day), mentre nei due anni precedenti la tendenza positiva è stata minima.
Conclusioni
Maggio è un mese laterale, incerto nelle statistiche di lungo termine.
La sua fama Sell In May è sostanzialmente ingiusta: nondimeno è un mese dove inizia la tendenza laterale del semestre fino a ottobre.
Prima di vedere un mese brillante come aprile, normalmente si aspetta luglio, almeno nei primi 10-20 giorni, dove normalmente avviene un massimo della tecnologia, prima di un’altra pausa che sfocia poi in settembre, mese più debole.
Sulla base delle valutazioni stagionali la probabilità ci dice: la settimana 4-8 maggio potrebbe vedere un po’ di debolezza o lateralità. Tendenzialmente positive le due settimane centrali, debole l’ultima parte.
Verificheremo nei prossimi articoli questa tesi, con altri confronti probabilistici e stagionali.




