Elezioni mid-term, incertezza dei mercati.
Con anno peggiore, non ci riferiamo specificamente al 2026.
Bensì, all’anno delle elezioni mid-term: statisticamente è un anno molto incerto, all’interno dei quattro che compongono il cosiddetto ciclo presidenziale a quattro anni.
Le proiezioni stagionali vedono spesso valori contrastanti, che evolvono nel tempo in modo differente.
Altro non può essere, tenuto conto che il ciclo presidenziale delle borse evolve in funzione della politica americana, di come essa cambia nel tempo, e di come cambia il modo che hanno i mercati di interpretare l’operato dei diversi presidenti.
E’ anche l’anno in cui viene messa alla prova la persistenza o meno della fiducia dell’elettorato nel presidente eletto.
Nell’epoca che stiamo vivendo, è scontato che quest’ultimo aspetto può condizionare fortemente le aspettative del mercato.
Come sempre, qualunque sarà il risultato delle mid-term, il mercato si adeguerà, probabilmente lasciandosi alle spalle per un certo periodo la frequente volatilità in crescita che accompagnano i mesi che precedono l’appuntamento elettorale.
L’obiettivo di questo articolo è esaminare la proiezione della seconda e terza decade di gennaio sui mercati americani e fornire ulteriori spunti all’outlook sull’intero 2026.
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