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Altrimenti ci sarebbero i dinosauri

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“I have to give a lot of “maybe” answers in my world and they are never well received”.

Devo rispondere tante volte “forse” nel mio ambiente professionale, e non è sempre gradito per chi se lo sente dire. Chiunque lo abbia detto, è un genio. E non veniva dalla finanza. Per dire “forse” ci vuole coraggio. Alle volte un coraggio da leoni, un coraggio da prodigi. Pensa in finanza, quante poche volte viene detto “forse”. Guardati intorno. Guarda i favolosi profitti decantati in tutte le salse. Guarda le declamate certezze. Guarda il tentativo blasfemo di sopprimere la legittimità del dubbio con la prepotenza di una inesistente certezza. Perfino trader un tempo famosi per la loro discrezione, serietà, compostezza, ora sparano campagne di marketing sbandierando profitti propri e di qualche enfant prodige che ha deciso di seguirli. Anzitutto il profitto, elemento sbandierato su youtube, sui social, via email. La parola “forse” è scomparsa, forse mai esistita.

“Forse” è la parola che rappresenta la probabilità, la finanza si basa sulla probabilità. Dovrebbe essere la parola più pronunciata. Forse, maybe, quizàs, peut-être, vielleicht. Forse, in tutte le lingue, così poco pronunciato. Continuerà a crescere quella equity line? Forse. Potremo avere profitti? Forse. Sarò capace IO di avere profitti? Forse. Potrò avere delle perdite? Certamente. Pensi di essere il più bello e non avere perdite? Se forse avrai dei profitti, certamente avrai delle operazioni in perdita. Anzi, la tua certezza è di avere alcune operazioni in perdita ed evitare le perdite sarà il modo per cominciare ad ottenere profitti.

Ecco perché, sei certo di perdere e forse guadagnerai: solo se saprai limitare le perdite. Se sarai capace, se avrai scelto il sistema giusto, se saprai scegliere, se saprai seguire il metodo adatto a te. Se limiti le perdite, che sono certe, comincerai, forse, a guadagnare. È una verità terribile? Sì. E il grande problema è uno e uno solo. Noi non amiamo sentirci dire la verità. Amiamo sognare e sognare in modo sbagliato.

Amiamo sentirci dire la verità che ci piace di sentire. Ma la verità ha spesso una sua naturale complessità. E spesso fuggiamo dalle cose complesse. Ci ricordano il maestro di scuola, quelle terribili divisioni con due virgole quando dividendo e divisore sono entrambi decimali, che facciamo fatica ancora oggi a farle se non abbiamo la calcolatrice.

La complessità sembra uccidere la fantasia, la semplicità lineare del sogno, la bellezza affascinante e pericolosa della irrealtà desiderata. Una sorta di sirena incantatrice. Fatti legare all’albero maestro, come Ulisse, o ne sarai vittima. Così, in finanza, nel trading, nell’investment. Puoi avere una certezza. Perderai. Alcune operazioni, tante, tutte… non lo so, ma perderai, con certezza. È la tua certezza. Contro ogni logica, nel trading, in finanza, la certezza è che perderai. Contro tutto quello che trovi sui social, contro tutti gli azzeccagarbugli del trading intorno, tu avrai una certezza. Sì, è inevitabile, è certo, perderai.

Contro tutti, e contro te stesso. Contro il tuo desiderio di sognare. Ma potrai guadagnare? Forse. Sai il significato di probabilità? Oppure credi che la probabilità sia seguire il guru di turno, replicando il suo modo di operare e pensando che la replica passiva possa distruggere la certezza della perdita e l’incertezza matematica del risultato? Quel forse, può diventare una probabilità a tuo favore o contro di te. Solo se saprai gestire la parte certa del trading, se saprai contenere le perdite, creando dentro di te il modello mentale adeguato per rifiutarti di perdere. Ma… non hai appena detto che è una certezza? Come faccio a rifiutare una certezza? Dubbio legittimo, il tuo.

Vedi, ci sono due modi di perdere. Puoi perdere la battaglia. A Pearl Harbour, il 7 dicembre del 1941 i giapponesi hanno sconfitto gli americani. Non devi invece perdere la guerra. E i giapponesi hanno perso la guerra, in un modo terribile, che suona come un monito per l’uomo e per la storia dell’umanità. Devi rifiutarti di perdere la guerra. Significa che accetterai le sconfitte in battaglia, perché nel tuo scacchiere strategico sai dimensionare le battaglie che puoi e, anzi, devi perdere, perché è una certezza che ci saranno. E se sai accettare e dimensionare le battaglie perse, vincerai la guerra. Non attaccherai Pearl Harbour, svegliando il gigante che può distruggerti. Non sfiderai la sorte sul limite di rischio di una Waterloo. Non apprezzerai l’adrenalina del mercato, perché non sai che fartene dell’adrenalina, hai molte altre cose di cui godere nella vita, fuori di quella noiosissima finanza.

Perché se sentirai di annoiarti facendo trading, sarai molto vicino al risultato. È ciò che devi percepire e sentire dentro di te. Noia, applicazione del metodo, studio, scienza, statistica, Conoscenza, Cultura. E noia, ancora, sempre. La finanza è noia, il trading è noia. La Cultura è passione e senza quella fai tutto quello che vuoi ma non fare trading, non gestire denaro.

C’è una scienza. C’è una scienza che non a caso studia i sogni per poterli volontariamente direzionare nel modo corretto. Non per sopprimerli, tutt’altro, ma per aiutarci a sognare nel modo giusto. A sognare per raggiungere obiettivi basati sulla verità. Proprio quella verità che alle volte rifiutiamo. La verità di costruire la forma mentale adeguata per attrarre il denaro o, ancora più semplicemente, per raggiungere un obiettivo finanziario, personale, professionale.

La forma mentale che trovi in tre punti fondamentali:

– Certamente perderai.

– Forse guadagnerai.

– Solo se saprai rifiutarti di perdere.

Che spettacolo di scienza sto per presentarti. Che genialità da parte di chi l’ha concepita. La capacità di rovesciare come un calzino vecchio da buttare tutti i luoghi comuni, per trovare la tua eccezionale forza mentale per capire ciò che conta veramente. Per impostare il tuo vero piano strategico. Per imparare a rifiutarti di perdere come capacità essenziale differenziante per limitare la certezza della perdita e portare la probabilità del successo dalla tua parte.

Questa scienza si chiama Dinamica Mentale. Nata nelle Università: ambienti di grande Cultura, ma poco propensi al marketing. Non ti insegna ad imitare il migliore. Ti insegna ad essere il migliore. Perché chiunque ti dica di imitarlo, sbaglia all’origine il suo compito di formatore. Devi essere il migliore perché tu sei il migliore e non perché imiti qualcuno.

P.S.: Butta i luoghi comuni da cui sei bombardato. Sono calzini vecchi, trucidi e bucati. Se c’è una cosa che possiamo imparare dalla pandemia è: cambiare. Il mondo ti viene addosso. E allora cambia. Cambia direzione. Sopravvive la specie che si adatta non la più forte, se così non fosse ci sarebbero i dinosauri e noi non esisteremmo. Invece, noi ci siamo e loro no. Noi abbiamo un cervello molto sviluppato e loro non lo avevano. Mettilo a frutto. Non conta essere forti come i dinosauri. Conta sapere usare il cervello.

Maurizio Monti

 

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