Quando gli investitori smettono di sognare

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Perché il massimo del 16 luglio potrebbe rappresentare qualcosa di più dell’inizio di una semplice correzione.

Massimo di luglio, massimo del ciclo?

Nell’articolo riservato agli abbonati, pubblicato il 5 luglio scorso, su Traders’ Magazine,

https://www.traders-mag.it/nuovi-massimi-o-trappola-perfetta/

avevamo scritto:

“Massimo di luglio?

Entriamo nella quattordicesima settimana dei due cicli a 14-24 settimane e a 50 settimane, entrambi iniziati il 31 marzo.

In retrospettiva, osserviamo che l’S&P500, cui ci riferiamo per maggiore regolarità del suo andamento, ci ha fatto osservare tre minimi: il 22 maggio (algoritmo del 26-29 maggio), l’11 e il 26 giugno.

Il minimo dell’11 giugno, da giudicare il più importante, si è verificato alla decima settimana del ciclo, e possiamo considerarlo un minimo di metà ciclo.

Siamo ora alla quarta settimana dopo tale minimo: la massima probabilità statistica dal punto di vista ciclico è fra 4-7 settimane (5-28 agosto).

La massima estensione, rappresentativa dell’82% dei casi, è fra 10 settimane (entro il 18 settembre).

La durata media della parte conclusiva ribassista di un ciclo a 14-24 settimane rialzista è di 2-5 settimane.

Dalla lettura incrociata di tali dati, non siamo distanti da quello che potenzialmente potrebbe essere il massimo di ciclo: tenendo conto anche degli algoritmi temporali, che vedono il punto più forte nell’area del 17-20 luglio, con approssimazione di almeno 7 giorni in più o in meno, il massimo dovrebbe verificarsi entro luglio.”

Che cosa è cambiato in due settimane?

Apparentemente poco. In realtà molto.

Il massimo del 16 luglio non rappresenta soltanto un nuovo massimo dell’S&P500.

È il punto nel quale hanno iniziato a convergere quattro fattori indipendenti:

  • il timing ciclico;
  • la debolezza relativa del Nasdaq;
  • il ruolo sempre più determinante delle Magnifiche;
  • un contesto geopolitico che continua a deteriorarsi.

Presi singolarmente possono significare poco.

Letti insieme, meritano attenzione.

Il quadruplo massimo del 16 luglio

Il 16 luglio, con un giorno di anticipo rispetto al 17, l’S&P500 tentava di raggiungere un nuovo massimo: in realtà veniva fermato nell’area di prezzo dei 7630 punti, al quarto attacco su tale area, e respinto in modo deciso, come ben visibile dal grafico qui sotto.

L’S&P500 future, grafico daily, al 17 luglio 2026

La discesa continuava il giorno 17 luglio, andando a bucare la media mobile a 50 periodi, e chiudendovi appena sotto.

L’area 7500, gonfia di put zeroday, tentava di resistere ma non vi riusciva del tutto, essendo violata di circa 3 punti in chiusura.

Dal punto di vista grafico, il quarto attacco fallito, spesso, preannuncia una discesa, che potrebbe diventare quella di fine ciclo.

Lunedì 20 luglio entriamo nella sedicesima settimana del ciclo a 14-24 settimane, iniziato il 31 marzo.

Potrebbe esserci uno spazio, almeno teorico, per un rimbalzo: ma l’area 7700 appare ora molto lontana e difficile da raggiungere, specialmente con un Nasdaq così indebolito, come vediamo dal grafico sotto.

Il Nasdaq future, grafico daily, al 17 luglio 2026

Il Nasdaq ha raggiunto l’87.50% dell’ultimo range e si è ritratto, con la tipica reazione da scossa elettrica al primo attacco al livello critico.

La media mobile a 50 periodi è ormai un ricordo, di cui possiamo solo auspicare nel breve termine un ri-test della sua area dal basso, a fronte di un possibile rimbalzo.

Che cosa ha spinto l’S&P500?

Viene da chiederselo, visto che il Nasdaq non ha certo contribuito al massimo del 16 luglio dell’S&P500.

La risposta sta nelle Magnifiche.

Rapporto MAGS/XMAG al 17 luglio 2026

Il grafico rappresenta il rapporto fra l’ETF delle sette Magnifiche e l’ETF degli altri 493 titoli dell’S&P500.

Come avevamo anticipato nella diretta Youtube de Le Opzioni Intelligenti del giorno 14 luglio,

https://www.youtube.com/live/ygYVd0pA8gI?si=OnKVSkC45XyUNCLb

una spinta delle Magnifiche a superare il 50% dell’ultimo range, approdando alla media mobile a 50 periodi avrebbe dato un contributo essenziale all’S&P500: così è stato.

La buona notizia è che durante la discesa, anche il rapporto MAGS/XMAG è sceso, ma si è fermato ancora una volta sul 50% dell’ultimo range, stavolta testandolo dall’alto.

Se tale livello resiste, e le Magnifiche continuano ad andare al rialzo, possiamo pensare ad un rimbalzo dell’S&P500.

Gli utili di Google previsti per mercoledì 22 luglio potrebbero dare una mano.

Cambio di psicologia degli investitori.

Il lancio di un nuovo prodotto da parte della cinese Moonshot AI ha sollevato un’ulteriore preoccupazione: sistemi cinesi sempre più avanzati potrebbero indebolire la convinzione che un ristretto numero di aziende statunitensi catturerà la maggior parte dei ritorni economici derivanti dagli investimenti nell’IA.

Si tratta di un cambiamento cruciale nella psicologia del mercato, poiché buoni risultati sugli utili non sono più sufficienti.

Gli investitori richiedono prove concrete che gli investimenti nell’IA generino rendimenti commisurati alle valutazioni e alle spese in conto capitale sostenute.

Se gli investitori non sognano più, i mercati vanno al ribasso.

Geopolitica.

Siamo entrati in un semestre molto critico per la geopolitica.

In articoli precedenti, durante i mesi di maggio e inizio giugno, avevamo annunciato, secondo il nostro modello basato sulla Teoria dei Giochi, che entro il 30 giugno si sarebbe perfezionato una sorta di accordo fra USA e Iran.

Appena perfezionato l’accordo, abbiamo pubblicato i nostri dubbi sulla tenuta dello stesso: tenuto conto della assoluta insussistenza dell’accordo medesimo sugli argomenti chiave.

Lo Stretto di Hormuz continua ad essere chiuso o quasi e il rischio di un estensione del conflitto al Mar Rosso è concreto.

Il prezzo del petrolio è in lenta ascesa e anche tutti i future sui prodotti finali.

Conflitto Russo-Ucraino

Stiamo andando verso una irrefrenabile crisi interna della Russia, sotto il profilo economico e politico.

Lo scoppio di tale crisi potrebbe non essere indolore per le sue ripercussioni sull’economia mondiale: è significativo che la Svizzera si stia sfilando dagli accordi internazionali, cominciando a scongelare i beni russi detenuti nella Confederazione.

La reazione svizzera va vista come un sostegno alla Russia allo scopo di evitare un’onda economica negativa che possa ripercuotersi sulle borse occidentali e sul mercato dei bond.

Nei pochi commenti usciti su tale azione, emerge il desiderio della Svizzera di “proteggere gli interessi nazionali”: e se questo comporta lo scongelamento dei beni russi, significa che la Svizzera teme serie ripercussioni a fronte di un default della Russia.

Se la Russia non rientrerà dalle conseguenze della crisi in atto, la reazione isterica di Putin contro l’Ucraina potrebbe essere molto dolorosa per quest’ultima.

E’ uno scenario dove la Russia uscirà senza dubbio perdente (chissà se riusciremo a far tacere molte voci querule putiniane, ma ne dubito), non senza avere inflitto incalcolabili danni umani e materiali all’Ucraina, peggio di come finora ce ne siano stati.

In tali reazioni isteriche, non possiamo escludere atti ostili verso la Nato, allo scopo di saggiarne la capacità reattiva.

Lo scenario di cui sopra si svilupperà nei prossimi mesi, con esito probabile entro la fine dell’anno.

Avviso.

Come a suo tempo avvenuto con i Trumpiani (oggi scomparsi, affogati dentro il letame che hanno cercato di lanciarci), prego i putiniani di non reagire insultandoci: siete e sarete voi i perdenti, tranquilli, inutile insultarci.

Ci troverete comunque sempre disponibili e rispettosi nei confronti di chiunque ci scriva per un dialogo corretto, scevro di emotività, anche su opinioni diverse dalle nostre.

 

 

Maurizio Monti
44 anni sui mercati
Editore di Traders’ Magazine Italia
Fondatore dell’Istituto Svizzero della Borsa

 

 

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