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Come la storia dell’eurodollaro può insegnarci molto

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Livelli di prezzo: analisi e operatività concreta.

 

Un po’ di storia.

Nel gennaio del 2021 l’eurodollaro batteva il massimo a 1.2349.

Era l’inizio dell’epoca Biden e, secondo la tradizione dei governi democratici, il dollaro cominciava a rafforzarsi.

L’euro andò in discesa per parecchio tempo: in quei mesi ci chiedemmo se sarebbe arrivato il momento in cui avremmo visto l’eurodollaro a 0.87, una previsione long term (riteniamo ancora valida) che feci in un webinar di alcuni anni fa. 

In realtà la discesa si fermò nel settembre del 2022 a 0.9536, circa 8 figure prima del minimo della nostra proiezione: che, a questo punto, è rimandata al prossimo rafforzamento del dollaro, presumibilmente in epoca di presidenza democratica.

 

Il range gennaio 2021-settembre 2022

L’Eurodollaro in time frame settimanale

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L’Eurodollaro in time frame settimanale

 

Il range formatosi in quell’epoca è ancora valido oggi e costituisce l’ultimo range per i movimenti di lungo periodo.

All’insediamento di Trump alla Casa Bianca, l’eurodollaro era all’incirca al 25% del range, nella zona 1.0275/1.0300.

Le politiche repubblicane hanno rapidamente fatto perdere valore al dollaro, che a inizio giugno 2025 entrava all’inizio di un trading range nell’area 1.15 – 1.1840, con qualche sbavatura sopra e sotto.

Tale lo ritroviamo ora, a marzo 2026: dopo una recente sbavatura verso il basso, ora l’eurodollaro è all’interno del trading range.

 

La magia dell’87.50%

Se prendi il minimo-massimo del range principale trovi i seguenti valori:

1.2349 massimo del gennaio 2021

0.9536 minimo del settembre 2022

Si tratta di 28.13 figure: dividendo 28.13 per 100 e moltiplicandolo per 87.50 otteniamo 24.61 .

Sommando 24.61 al minimo 0.9536 otteniamo 1.1997. In pratica 1.20 , che è quindi l’87.50% del range.

Sappiamo che nei nostri modelli teorici, il 12.50% e l’87.50% del range (e il 50%) assumono una rilevante importanza potenziale come supporti e resistenze.

L’Eurodollaro in time frame daily
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L’Eurodollaro in time frame daily

Il giorno 25 gennaio, in clima euforico dell’S&P500 che avrebbe toccato poi il massimo a 7043 il giorno 28 gennaio, l’eurodollaro spiccò il volo, violando per la prima volta l’87.50% del range, bucandolo di almeno 80 pips.

Come sempre la prima violazione è stata di brevissima durata, il giorno dopo l’eurodollaro era tornato sotto il livello dell’87.50%, confermando la resistenza in tale punto.

 

Guerra con l’Iran

A far precipitare l’eurodollaro sotto 1.15 è stato poi l’inizio del conflitto con l’Iran.

Ma il trend di indebolimento del dollaro è tutt’altro che cessato e ora l’eurodollaro sta reiniziando la scalata.

 

Dove va l’eurodollaro.

L’eurodollaro supererà l’87.50% del range?

La domanda è intrigante. Nei piani dell’era Trump, sicuramente l’amministrazione vedrebbe bene il dollaro ben sopra 1.20 e, magari, ben sopra l’ultimo massimo di 1.2349.

In realtà, se esaminiamo il grafico seguente vediamo che si tratta di una impresa che rovescerebbe un trend partito nel 2008.

L’eurodollaro in time frame mensile
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L’eurodollaro in time frame mensile

Dal 2008 in poi, i massimi dell’eurodollaro sono stati sempre decrescenti.

E’ possibile che l’eurodollaro superi 1.20 e si inserisca nel trading range 1.20 – 1.23.

Ma il superamento di 1.2349 sarebbe una inversione del trend che dura dal 2008: tutto è possibile, ma ne diminuisce le probabilità.

 

L’importanza strategica dei livelli.

Ti ho mostrato alcuni livelli importanti, che contribuiscono a definire l’analisi di uno strumento, in questo caso l’eurodollaro.

I livelli di prezzo possono essere calcolati con finalità diverse: ad esempio, per definire punti di ingresso e di uscita, calcolati con rigore statistico allo scopo di portare le probabilità a favore.

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