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THE SILENT MAN di Peter Landesman

25 aprile 2018

Recensione del film più recente sull’agente dell’FBI Mark Felt fino all’ammissione d’identità

Era il 31 maggio 2005: Mark Felt dichiarava, in un’intervista sulla rivista ‘Vanity Fair’, che l’informatore noto come “Gola Profonda” nello scandalo Watergate era lui, nonostante il suo iniziale intento di far conoscere al mondo la sua vera identità post-mortem. Nel 1942, Felt iniziò a servire l’FBI , alle dipendenze di J. Edgar Hoover che ne fu direttore dal 1924 al 1972, dunque la sua carriera fino alla rivelazione gli costò più di 60 anni di vita dedicata e rinunce in campo sociale, sentimentale e soprattutto famigliare, poiché tutto fu messo in secondo piano, in subordine all’FBI, istituzione nella quale Felt credeva fedelmente. Si sposò con Audrey Robinson nel 1938, dopo anni di relazione, iniziata all’università di Idaho. La moglie dovette affrontare 13 traslochi e molti altri sacrifici per il lavoro del marito. Il matrimonio fra i due proseguì fino alla morte di lei, suicidatasi nel 1984 per depressione seguita allo scandalo Watergate, come raccontato dallo stesso Felt nel suo libro ‘A G-man’s life’. Dei due figli della coppia, Mark e Joan, quest’ultima era scappata da casa, ancora molto giovane, per andare in una comune, dove fu rintracciata anni dopo. Felt non volle mai ‘approfittare’ dell’FBI per trovarla: avrebbe tradito le ferree regole di ‘appartenenza’ alla grande istituzione americana. ‘The man who brought down the White House’ (titolo originale del film) morì per un attacco cardiaco il 18 dicembre 2008 a 95 anni a Santa Monica, California.

F1) Locandina del film e trailer

La locandina del film “The silent man” di Peter Landesman.
Fonte:https://mr.comingsoon.it/imgdb/PrimoPiano
Trailer del film:www.youtube.com/watch?v=ws6OejN30wo

Una storia avvincente oggetto di più versioni cinematografiche
Non è la prima volta che sul grande schermo viene proposto lo scandalo fra i più grandi che sconvolsero l’America perché ne fece traballare il vertice e quel senso di fiducia del popolo nella nazione fra le più potenti al mondo, dopo le rivelazioni su Richard Nixon e sul suo impeachment, ossia la sua messa in stato di accusa, per avere ordinato e autorizzato, attraverso l’uso di microspie, delle intercettazioni illegali nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico - per il quale, fra l’altro, votava Fern - ad opera appunto di alcuni uomini del Partito Repubblicano, durante le campagne elettorali per la nomina del nuovo presidente degli States. Come ricordiamo e riallacciandomi alla mia recensione del 7/02/2018 (www.traders-mag.it/the-post-spielberg-streep-hanks-basile.html), due giornalisti del Washington Post, Woodward e Bernstein, che erano venuti a conoscenza di queste attività spionistiche, proprio grazie a Fern, le pubblicarono. Nonostante l’ordine di bloccare le indagini, arrivato da Nixon, preoccupato di un coinvolgimento diretto al punto da negare più volte qualsiasi sua responsabilità in merito, il 1° marzo del 1974 sette dei suoi stretti collaboratori, incluso il capo del suo staff alla Casa Bianca Haldeman, vennero condannati per aver cercato di inquinare le indagini in corso, cosa che si rivelò falsa ma spinse il Presidente neoeletto a dimettersi per evitare il procedimento di impeachment. Era il 9 agosto 1974. Come dicevo, non è la prima volta che questo scandalo è stato trattato filmicamente, in particolare mi sovvengono: “Tutti gli uomini del presidente” diretto da Alan J. Pakula nel 1976 con Robert Redford e Dustin Hoffman nei panni rispettivi di Woodward e Bernstein e “Frost/Nixon” del grande Ron Howard, anno 2008, interpretato da un cast di livello: Frank Langella alias Nixon, Michael Sheen, Kevin Bacon, Sam Rockwell (premiato agli Oscar 2018 - www.traders-mag.it/tre-manifesti-ebbing-missouri-mcdonagh-basile.html), Rebecca Hall e Oliver Platt. Interessante dunque sarebbe vedere in uno scorrere unico tutti i film incentrati sullo scandalo Watergate per esaminarlo o anche solo conoscerlo da diversi punti di vista: il Post, Nixon e l’FBI. A quest’ultimo proposito ricordo infatti “J. Edgar” (2011) di Clint Eastwood con Leonardo Di Caprio, sul capo dell’FBI Hoover. All’appello manca “Intrighi al potere” del 1995 con Hopkins superlativo nei panni di Nixon: il film fu nominato 4 volte ai premi Oscar dell’anno successivo.

F2) Una scena del film: Fern e la moglie, alias Neeson e Lane

Un bel momento del film dopo le rivelazioni del Post sul caso Watergate.
Fonte:https://movieplayer.netcdn.it/images/2018/03/16

Qualche difetto ma pur sempre una storia interessante da vedere e ricordare
Liam Neeson, attore di esperienza, profondo, non banale nemmeno nelle scelte dei ruoli e dei film che interpreta, fascinoso e dedicato, è un Mark Fern equilibrato, fermo nei suoi principii anche a danno della sua vita e dei propri affetti famigliari sempre secondi all’FBI, coraggioso e perseverante nell’obiettivo di una giustizia che lui vede come valore e motore della grande istituzione americana. Ed è bravo! Ciò che però valuterei meno riuscita è una serie di aspetti più tecnici del film. Il regista ne è anche sceneggiatore e, francamente, se sulla parte storia somiglia a un documentario più che a un film ma ritengo si segua con attenzione e interesse, nonostante i diversi immotivati silenzi e momenti lenti, su quella più personale del protagonista, laddove si ‘intromettono’ accenni di dialogo fra lui e la moglie o la scena del ritrovamento della figlia persa per anni, fa cilecca. I personaggi di moglie e figlia sono appena abbozzati, ma viene da pensare che sarebbe stato meglio approfondirne le storie e i sentimenti, essendo parte integrante della vita anche e soprattutto extra-lavoro di Fern, o al contrario non inserirli affatto nella sceneggiatura del film e non investire su un premio Oscar quale Diane Lane, assolutamente penalizzato in questa scelta artistica. Aggiungo che mentre guardavo il film pensavo che per problemi tecnici del cinema dove mi trovavo la proiezione non fosse buona, nel senso che mi sembrava che le scene talvolta fossero troppo buie. In effetti non era ‘colpa’ di quel cinema. Infine, tornando ai silenzi, credo fortemente, come mi è stato insegnato, essendo io un’attrice prima che un’autrice, che un bravo attore non inserisce silenzi ossia pause un pò più lunghe di sua iniziativa ma rispetta quelli del testo teatrale o del copione perché il silenzio viene in genere inserito ad hoc dallo scrittore per dare rilievo a uno o alcuni momenti apicali della storia, dunque non dovrebbero risultarne molti. Naturalmente, si parla di scritti di alto livello. Ora se nella sceneggiatura di questo film ne sono stati inseriti così tanti, così mi è parso, l’effetto è una lentezza quasi noiosa.

F3) Cast principale del film con il regista fra Neeson e Lane


La figura 3 mostra il cast principale, regista incluso. Troviamo anche Tony Goldwyn e Josh Lucas.

Fonte:https://pbs.twimg.com/media/DJpUCcRV4AAgjoR.jpg 

Vederlo?
Per noi italiani e per chi come me non ha vissuto eventi storici che hanno coinvolto, come nel caso dello scandalo Watergate, nazioni straniere, ritengo che film di questo tipo siano interessanti e valga la pena vederli, perché quegli eventi hanno segnato la storia in senso universale. Forse si può aspettare la televisione per vedere ‘The silent man’, ma al cinema resta comunque una magia non replicabile. E concludo che se questo non è il miglior film in circolazione, non si può però trattarlo come se fosse un brutto prodotto, mica è un cinepanettone :-) !

F4) Un intenso primo piano del bravo Liam Neeson nei panni del così detto ‘Gola profonda’

Un espressivo Liam Neeson alle prese con un personaggio integro e complesso: Fern.

Fonte:http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2017/05/26


                                                                                                             Alessandra Basile 



Attrice. Opera anche come Life Coach ICF e nella Comunicazione aziendale. Ha creato l’Associazione filodrammatica Effort Abvp che l'ha vista interprete e produttrice di diversi spettacoli teatrali: della versione italiana di "Dolores", una pièce contro la violenza su donne e bambini, di cui è anche co-autrice. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
alessandraeffort@icloud.com
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