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Quel ‘MATT’ di Antonio Ligabue: l’intervista alla Pina del film, Paola Lavini (2° parte)

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Prosegue l’intervista a Paola Lavini, la prima parte è stata pubblicata la scorsa settimana https://www.traders-mag.it/matt-antonio-ligabue-intervista-film-paola-lavini/

Il tema delle Donne nel Cinema: presenza, ruoli, riconoscimenti e possibilità.

TRADERS’: Che il regista (https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Diritti#Premi_e_riconoscimenti) abbia scelto persone adatte alla storia e ai loro singoli personaggi al di là della loro fama è interessante e decisamente apprezzabile soprattutto qui da noi (!), quindi un plauso mio personale va a Giorgio Diritti anche per questa serietà forse persino un po’ contro corrente.

Lavini: Sì. Credo che dovrebbero esserci in Italia più ruoli così strutturati e completi per le donne, lo dico sempre. Nel caso di Germano, vorrei essere il suo alter ego femminile (ci ride su).

F1) Set e Berlinale Red Carpet – ‘Volevo nascondermi’

L’attrice alla 70° Berlinale
Crediti: abito Chiara Boni, trucco L’Oréal
Fonte: Per gentile concessione di Fosforo – Ufficio Stampa

TRADERS’: Approfondiamo questo accenno al tema, difficile e oggetto di riflessioni che si spera portino ad azioni concrete, del ruolo delle donne nel cinema (non solo come parti nei film).

Lavini: Rispetto a quando le donne nemmeno potevano calcare le scene, abbiamo fatto passi da gigante. Possiamo limitarci alla figura femminile nel mondo cinematografico anche se è pur sempre correlata alla posizione della donna in società. Del resto così come io non potrò mai sapere cosa voglia dire nascere ed essere una persona di colore ieri come oggi, un uomo non può avere idea di cosa significhi nascere ed essere donna ai tempi nostri o nel passato, perciò non contesto ma capisco. Ciò detto, spesso chi scrive è di sesso maschile, come il regista, come il produttore, poi ci sono delle donne sceneggiatrici, registe e produttrici ma in percentuale restano in netta minoranza, per lo meno quelle che ‘ce l’hanno fatta’, mentre, per esempio al di là del mestiere di attrice, ci sono lavori quali la segretaria di dizione, la truccatrice e altri più spesso affidati a donne che a uomini. Quindi anche i ruoli interpretati principali sono sovente più maschili che femminili, anche perché una donna descrive meglio la donna e i suoi rapporti di un uomo che non può avere il quadro completo. E poi spesso accade che i ruoli femminili del cast principale siano le mogli di, le fidanzate di, e così via.

TRADERS’: E aggiungo che a essere costrette a confrontarsi con un passaggio dell’età, specie over 40, che coincide con una riduzione delle possibilità di emergere o comunque di lavorare sono le donne in genere, difficilmente gli uomini. A Hollywood, dal secolo scorso, e in Italia.

Lavini: Sì, inoltre è importante che le donne si riconoscano, il che comporta che non ci siano solo modelle e ‘strafighe’ nei ruoli importanti, che fanno sognare ma non rappresentano poi la realtà.

F2) Set ‘Volevo nascondermi’

Paola Lavini accanto a Elio Germano.
Fonte: per gentile concessione di Fosforo – Ufficio Stampa

TRADERS’: Mi trovi completamente d’accordo! Se, per esempio, penso a Meryl Streep, la numero uno al mondo fra le attrici viventi, sebbene a me piaccia molto anche esteticamente, non posso oggettivamente annoverarla fra le bellissime del cinema. Tuttavia, è talmente brava che, con quella pelle liscia e giovane e quel viso pieno di significato, empatia, umiltà ed intelligenza, senza i ritocchi di chirurgia estetica che hanno trasformato tante sue colleghe in emeriti pagliacci, è una Realtà. La Streep, cioè, è sì un’inarrivabile interprete, ma è anche, per ogni personaggio di cui veste i panni e che fa suo, una donna vera nella quale ci si può rispecchiare.

Lavini: Mi aggancio tornando al nostro Paese e ti dico che se mi chiedono chi è un’attrice eccezionale di questo momento io non so chi rispondere. Ma posso rispondere Favino e Germano se ci si sposta sugli interpreti maschili. Di attrici veramente brave magari non ce ne sono a migliaia, ma molto spesso non abbiamo le stesse possibilità degli attori e non possiamo dimostrare il nostro valore artistico professionale. Charlize Theron e Nicole Kidman per esempio hanno avuto l’occasione per farlo (con successo), rispettivamente in ‘Monster’ e ‘The Hours’. Tornando a noi e al nostro Paese, c’è anche da dire che molte attrici sono spesso poco (pre)disposte a modificare il proprio aspetto per un ruolo, come invece hanno fatto le due bellissime appena menzionate. Non condivido una tale resistenza.

F3) Il regista, Giorgio Diritti con il protagonista

Un momento sul set con Elio Germano e il regista del film, Giorgio Diritti.
Fonte: per gentile concessione di Fosforo – Ufficio Stampa

TRADERS’: NON sono attrici! Nemmeno lo sono gli attori maschili che, differentemente dai nostri Favino e Germano e, aggiungo convinta, Santamaria, non si mettono in gioco, in poche parole fanno se stessi o qualche sfumatura di sé in ogni ruolo o film: è anche il mercato che lo chiede.

Progetti correnti e futuri ma anche passati di Paola Lavini. Incluso il teatro.
TRADERS’: Paola mi parli dei tuoi altri progetti, in corso o, per quanto puoi dirne qualcosa, futuri?

Lavini: Ho girato fino a gennaio un film che è ora in post produzione e porta il titolo di ‘Anima bella’, regia di Dario Albertini (II opera del regista) e produzione Bibi film di Angelo Barbagallo. È sul genere documentario (www.filmitalia.org/p.aspx?t=film&l=it&did=140281).

TRADERS’:Paola hai collaborato con registi italiani quali Avati, Bellocchio, Giordana e con Alice Rohrwacher nel 2011 in “Corpo celeste poi premiato a Cannes e a livello internazionale. Hai lavorato nelle serie tv “Carabinieri, “La squadra, “Quo vadis baby. Fra il 2018 e il 2019 hai girato ‘Terra bruciata’ di Luca Gianfrancesco e ‘Cetto c’è, senzadubbiamente’ con Antonio Albanese che l’ha scritto e interpretato. Infine, oltre che nel film che mi hai appena menzionato, sarai in ‘L’isola del perdono’ di Ridha Behi, girato in Tunisia accanto a Claudia Cardinale, e ‘The Big Other’ di Jan Schonburg. Insomma progetti svariati, tutti interessanti, italiani e stranieri, cinematografici e televisivi. E il teatro? Ho letto che tutto per te è iniziato proprio da lì, dal teatro. Sei stata parte della Compagnia della Rancia. Cosa desideri per il tuo futuro artistico?

Lavini: Sto lavorando con il maestro Vince Tempera. Si tratta di letture e monologhi su musica (www.insidetheshow.it/wp-content/uploads/2019/09/Paola-Lavini-e-Vince-Tempera.jpg) nei quali io interpreto le grandi donne del cinema, da Sofia Loren a Anna Magnani a Monica Vitti, e delle canzoni tratte dalle colonne sonore di tutti i tempi, quindi un teatro cantato e recitato. Come formazione, io nasco in teatro e ci credo. Ho iniziato con l’Accademia drammatica della Calabria, ma già prima cantavo e poi sono passata dal teatro di ricerca e ho fatto molto piano bar. Ho anche lasciato un lavoro fisso a Modena, ero segretaria del capo in procinto di passare a essere una manager nel ramo dell’automazione industriale dell’industria ceramica. Durante il periodo del posto fisso, di nascosto dai miei, ricordo, facevo corsi e seminari ovunque nei giorni di ferie. Poi ho lasciato tutto e sono appunto andata in Calabria. Quell’anno il saggio finale consisteva in ‘L’opera da tre soldi’ di Bertolt Brecht e io interpretai Jenny, cosa che mi fece decidere di unire il canto alla recitazione e di fare musical. Così poi sono andata alla scuola di musical di Bologna. Sono un Soprano drammatico. Ho lavorato molto sia in prosa che in musical. L’anno scorso per esempio ero un personaggio di ‘Alla faccia vostra’ diretto da Rossi Gastaldi, con Jannuzzo e la Caprioglio (www.teatroquirino.it/eventi/alla-faccia-vostra-2018-03-13/). Una brava attrice può fare tutto. In Italia tendono a lasciarti in una categoria. Io sono in tal senso una mina vagante di Ozpetek. Il cinema italiano mi conosce per l’Anna Magnani che c’è in me, ma io voglio anche divertirmi, per esempio al Quirino diretta da Patrick sono stata più una Marchesini. Ho già lavorato al cinema con attori comici (es: Maurizio Casagrande). Mi piacciono i ruoli impegnativi ma è bello anche spaziare.

F4) Altri set per l’attrice

Nelle figure 4a-4b l’attrice in due foto di scena:
a) con Claudia Cardinale in ‘L’isola del perdono’ di Ridha Behi;
b) nel film ‘Terra bruciata’ di Luca Gianfrancesco.
Fonte: Paola Lavini

Saluti e conclusione
TRADERS’: Ti ringrazio per essere stata molto aperta e disponibile. Preferisco le domande aperte.

Lavini: Grazie, è una cosa che mi viene detta. Io ringrazio di risultare più vera che brava (ride). A me piace parlare di ciò che faccio e amo. Non capisco dunque chi possa essere chiuso e perché.

Saluto l’esuberante Paola Lavini che ha reso l’intervista facile, ricca e animata e le auguro di proseguire nella sua avviata carriera che possa costellarsi di ulteriori successi. Ci scambiamo un sincero augurio reciproco più che fra intervistatrice e intervistata, fra colleghe. E che sia!

L’intervista a Paola Lavini, che ringraziamo, è stata curata per TRADERS’ Magazine da Alessandra Basile

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
Email: alessandraeffort@icloud.com
Sito web: www.alessandrabasileattrice.com
Blog: https://alessandrabasileattrice.com/blog/

 

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