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Alti profitti con i dati COT

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Parte 1:Un’introduzione

I trader privati pensano spesso che il trading sia ingiusto, dato che gli insider sanno con molto anticipo quali notizie verranno presto pubblicate e quali prezzi si muoveranno. Abbastanza spesso, queste elite ben informate sono già posizionate nella giusta direzione prima dell’inizio di un movimento. Il trader privato, d’altra parte, spesso arriva in ritardo. Dopo un investimento, il trend si inverte e la posizione fresca corre direttamente verso il negativo. Naturalmente non si può negare che ci siano delle cerchie ben informate che usano le informazioni a scopo redditizio. Ma invece di demonizzare tutto questo e gridare “Frode!”, i trader dovrebbero sfruttare queste parti ben informate. In questa serie a puntate, Martin Goersch mostra come funziona tutto questo per commodity, valute e bond USA. Dopo l’introduzione di oggi alla materia in oggetto, seguiranno ulteriori articoli con dei setup concreti di trading.

Due metodi differenti di analisi sono comuni fra i trader: l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale. Entrambi i metodi possono essere piuttosto redditizi quando visti isolati, ma l’esperienza mostra che una combinazione di fattori fondamentali e un punto d’inizio tecnico grafico promette di gran lunga i migliori risultati di trading. Il grosso problema nell’implementare questo approccio a due punte è per lo più il fattore tempo per i trader privati. Ci sono molte cose da considerare: quando si investe in azioni, non solo bisogna prendere in considerazione la situazione economica generale, ma anche il rollover dei fogli di bilancio oltre alla loro interpretazione e valutazione. Allo stesso modo, bisogna sapere delle innovazioni pianificate e tenere costantemente d’occhio le notizie aziendali. Nel campo delle commodity, è la situazione di domanda e offerta che deve essere analizzata, le condizioni metereologiche, eventi legati al raccolto o simili. Chiunque faccia trading di valute deve conoscere gli sviluppi sul tasso di interesse e la situazione della politica finanziaria delle nazioni interessate. Come è possibile elaborare tutte queste informazioni in maniera significativa?

Ci sono solo 24 ore in un giorno
Un certo tipo di “analisi fondamentale per pigri” è l’interpretazione delle posizioni delle attività dei trader molto ben informati nelle rispettive classi di asset. Questo presenta un vantaggio enorme per voi in quanto trader poiché vi risparmiate questa ricerca che richiede molto tempo e spesso molto capitale. Viene già svolta da coloro che hanno un contatto diretto con questi mercati. Non importa per quanto tempo fate ricerche, probabilmente non arriverete mai neppure lontanamente vicini alla qualità e alla profondità delle informazioni utilizzate da questi partecipanti di mercato ben informati. I grossi trader hanno valutato e interpretato tutte le informazioni a loro disponibili e si sono posizionati di conseguenza sul mercato. Il modo in cui costruiscono e riducono le posizioni, a quale livello e a quale velocità, con un po’ di pratica nel leggere queste posizioni, ci permette di trarre delle buone conclusioni sulle aspettative di tali trader.

Ci sono diverse aree in cui potrete osservare come si posizionano i trader più grossi e meglio informati del mercato. Per le singole azioni, ciò si può fare tramite il cosiddetto insider buying. Se un insider (come un CEO, un CFO o un membro del consiglio) acquista o vende dei blocchi di azioni della propria azienda, deve presentare un rapporto a riguardo. Questi rapporti vengono regolarmente pubblicati gratuitamente su siti Internet specializzati come www.insidertracking.com. Se un CEO è convinto dello sviluppo futuro della propria azienda, andrà a comprare piuttosto che vendere blocchi di azioni e viceversa. D’altra parte, negli Stati Uniti abbiamo i cosiddetti rapporti SEC 13F, all’interno dei quali i manager di grossi fondi e hedge fund sono obbligati a divulgare le proprie posizioni su base trimestrale. Anche se arrivano con un ritardo considerevole, possono essere un ottimo aiuto per i trader a lungo termine per vedere come si sono spostati i grossi giocatori, come si sono espansi o come hanno ridotto le posizioni. Ad esempio, whalewisdom.com fornisce una buona panoramica delle posizioni nuove e di quelle modificate di Bill Ackman, Ray Dalio e Co.

Ma ciò si può fare in maniera molto più intuitiva e semplice. I trader coinvolti in commodity e valute possono sfruttare la fonte più completa e migliore di informazioni sull’attività dei partecipanti di mercato: il rapporto Commitments of Traders o COT.

Il Rapporto COT
Il primo rapporto Commitments of Traders venne pubblicato il 30 giugno 1962, all’epoca copriva 13 commodity agricole. La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) pubblica ancora oggi questi rapporti. Il rapporto contiene un’analisi delle posizioni aperte del martedì sera nei mercati dove 20 o più trader detengono una posizione almeno equivalente al livello di reporting. Questi rapporti vengono ora pubblicati settimanalmente ogni venerdì alle 21:30 del nostro fuso orario sul sito web della CFTC all’indirizzo www.cftc.gov.

Per darvi un senso della dimensione dei trader soggetti ai requisiti del rapporto, la tabella 1 elenca l’attuale lista di segnalazioni di alcuni mercati campione. Prendete, ad esempio, i livelli minimi del future dell’oro. Qui, 200 contratti future corrispondono a 2000 once equivalenti, o 622 kg d’oro.

Nel caso di un contratto future, un cambio del prezzo aureo di un dollaro significa una modifica di $100 nel conto del trader. Con una dimensione posizionale di 200 contratti, un cambio nel valore di investimento in questa situazione equivale a $20.000. Al momento, la fluttuazione media del prezzo dell’oro è appena al di sotto di $40 al giorno, una modifica di valore della posizione più piccola che deve comunque essere segnalata corrisponde a circa $ 800.000. Quindi questi trader spostano posizioni davvero molto grandi.

La CFTC classifica i trader in tre categorie differenti: Commercial (trader commerciali), Non-commercial (grossi speculatori) e non-reportable (trader più piccoli non soggetti al requisito di segnalazione). In un modulo esteso del rapporto COT, c’è un ulteriore suddivisione in un gruppo di trader aggiuntivo e c’è inoltre una divisione di classi di asset in commodity future e financial future. Tuttavia, tali classificazioni più recenti di gruppi di trader non sono ancora ampiamente utilizzate nell’analisi dei dati COT, quindi trascureremo questi gruppi di trader aggiuntivi all’interno di questa serie di articoli e ci concentreremo sul classico rapporto Legacy, nel quale esistono le tre classificazioni sopracitate.

Lettura del rapporto COT
L’analisi dei dati del rapporto COT viene utilizzata per le principali coppie valutarie, i metalli preziosi, le commodity agricole, il settore dell’energia, i mercati di carni e i bond governativi USA. Non importa se questi asset sono oggetto di trading utilizzando future, opzioni, CFD o prodotti forex.

A una prima occhiata, la presentazione del rapporto COT sul sito CFTC crea in qualche modo confusione.

La figura 1 mostra tale rapporto per i future della soia con le posizioni segnalate a partire dal 28 aprile 2020. Sotto “1”, vengono elencate le posizioni dei non-commercial. Qui troverete tre orientamenti: long, short e spread. Long e short rappresentano i rispettivi contratti aperti in tali direzioni di trading. Dato che il rapporto è volto a mostrare in quale direzione si posizionano i gruppi di trader, le pozioni short vengono sottratte dalle posizioni long e rimane la famosa posizione netta, la quale viene spesso mostrata nei grafici COT ma non esplicitamente elencata nel rapporto COT. La categoria spread richiede una spiegazione. Gli spread trade sono delle transazioni per le quali vengono aperte in parallelo posizioni short e long. I contratti mostrati qui rappresentano i cosiddetti spread di calendario. Lo “spread” rappresenta la differenza fra i prezzi dei contratti presi da mesi di calendario diversi. Fare trading su uno spread a calendario significa che un partecipante del mercato all’interno del mercato trattiene delle posizioni long in un mese di contratto e delle posizioni short in un altro. L’intenzione è quella di puntare sui cambiamenti nello spread di prezzo fra questi due mesi di calendario.

Un esempio: a causa delle capacità di stoccaggio quasi al limite del greggio negli Stati Uniti in combinazione alla richiesta molto scarsa causata dalla crisi del coronavirus, si è verificata una cosiddetta super-contango nel mercato del petrolio. Questo significa che i future a data breve sono significativamente più economici rispetto a quelli a data più lunga. In tali situazioni, ha senso affidarsi alla normalizzazione della situazione. Il 23 aprile 2020, il prezzo del contratto di luglio per il greggio WTI era di $20,70, e il prezzo per il contratto di agosto era di $24,10. Lo spread era quindi di $ 3,40. I trader che volevano regolare lo spread potevano acquistare il contratto di luglio (“andare long”) e vendere il contatto di agosto contemporaneamente (“andare short”). A questo punto, il contratto di luglio si trova a quota $27,40 e il contratto di agosto si trova a $28,70. Lo spread si è ristretto passando da $3,40 a $1,30. Se il trader adesso chiude entrambe le posizioni contemporaneamente, guadagna la differenza. Dato che questi trade sono “a direzione neutra” (al trader non importa se il prezzo sale o scende, è interessato soltanto alla differenza fra i prezzi), queste posizioni non vengono prese in considerazione nel calcolo delle posizioni nette COT.

Le posizioni long e short aperte dei commercial vengono mostrate sotto “2”. Qui, come per i non-commercial, viene calcolata la posizione netta sottraendo le posizioni short delle posizioni Long. In molti mercati, i commercial sono predominantemente net short, ossia trattengono più posizioni short che posizioni Long. Nell’esempio del rapporto per la soia mostrato nel grafico, i commercial hanno una posizione short netta di -88.343 contratti (414.363 – 502.706).

Le posizioni non segnalabili elencate sotto la voce “3” vengono calcolate a partire dal totale dei contratti aperti (“interesse aperto”) meno le pozioni segnalate di non-commercial e commercial.

Le linee di fondo mostrano il cambiamento nelle posizioni in base alla settimana precedente, la proporzione di interesse aperto rappresentata correntemente dal gruppo di trader rispettivo, e il numero di trader segnalabili che trattengono le posizioni sopracitate.

L’analisi del rapporto COT
L’analisi dei dati sul sito web CFTC (vedi figura 1) può fornire delle informazioni sulle posizioni correnti dei gruppi di trader, ma il vero valore di queste informazioni diventa evidente solo quando tali dati vengono tracciati continuativamente e il corso del cambiamento nelle posizioni è correlato direttamente ai cambiamenti di prezzo. Questo perché sono i cambiamenti delle posizioni a guidare il prezzo.

La figura 2 mostra un tipico grafico COT. L’area superiore mostra lo sviluppo di prezzo dell’asset sottostante, in questo caso i future del mais, con l’andare del tempo. Sotto troviamo un campo indicatore con tre linee. Le linee rappresentano le posizioni nette dei tre gruppi di trader. In questo modo, le posizioni dei gruppi di trader individuali possono essere correlate direttamente ai movimenti di prezzo dello strumento sottostante.

Il corso dell’indicatore rosso, che mostra le posizioni nette dei commercial, ossia i trader meglio informati, è molto rilevante in questo caso. A prima vista, il comportamento tipico di questi trader diviene chiaro: vendere con i prezzi in salita, acquistare con i prezzi in caduta. Ecco perché la linea rossa di solito corre nella direzione opposta al trend di prezzo, e anche in direzione opposta rispetto alla linea blu, che rappresenta le posizioni del non-commercial. Il grafico giornaliero della sterlina inglese di figura 3 mostra questo fatto con chiarezza ancor maggiore.

È importante comprendere in che modo i partecipanti al mercato individuali reagiscono in certe situazioni per poter interpretare correttamente le linee. Qualche parola di spiegazione: i non-commercial, che in quanto grossi trader sono intenzionati a realizzare dei guadagni di prezzo sulle proprie transazioni, sono trend-following in maniera soverchiante. Non appena riconoscono l’inizio di un trend verso l’altro, riducono le posizioni short e successivamente accumulano posizioni long. Più continuano i trend, più grandi diventano le loro posizioni. Il motivo di questo può essere trovato nel fatto che questa categoria fa perlopiù trading con capitale di debito. Alla fine, le performance ottenute non riguardano tanto il risultato netto per sé, piuttosto le performance del manager in confronto al benchmark, ossia un indice comparativo contro cui il manager deve misurare il proprio successo. Per poter performare quanto più vicino possibile al benchmark, si raccomandano gli approcci di tipo trend-following. Non è desiderabile andare short in maniera anti-ciclica in un ambiente di mercato in salita. Perciò la massa dei trader semplicemente segue la direzione di trend prevalente. I prodotti con leva come future e opzioni possono essere impiegati per ottenere delle performance migliori.

I commercial, d’altra parte, hanno intenzioni completamente diverse con l’operazione sui mercati future. Non cercano dei profitti speculativi, ma fanno hedging sulle proprie transazioni fisiche che si verificano nel mercato liquido. Incidentalmente, gli hedger sono il motivo per cui ci sono dei mercati future al giorno d’oggi su cui possiamo fare trading. Questo perché i mercati future sono stati stabiliti esclusivamente per fare hedging sulle future fluttuazioni di prezzo.

I commercial possono inoltre essere suddivisi in due fazioni opposte. Da una parte abbiamo i commercial che includono tutti i produttori o intermediari di commodity e beni. Questi sono i magazzini dei venditori. Accumulando posizioni short, possono fare hedging contro i prezzi in caduta. Questo perché è naturalmente negativo per un venditore il fatto che il prezzo di un prodotto che lui vuole vendere in futuro vada a diminuire. Dall’altra parte troviamo i compratori di materie prime, principalmente consumatori e aziende dell’industria manifatturiera. Per loro è concettualmente sfavorevole il fatto che i prodotti che dovranno acquistare in futuro aumentino di prezzo.

Se il livello di prezzo attuale di un asset sottostante è affascinante per un venditore, ossia tanto alto da poter ricavare un buon profitto a tale prezzo, questi può assicurare questo prezzo per il future, ad esempio con lo shorting di contratti future. Se il prezzo del prodotto cala, riceverà un prezzo di vendita inferiore al momento della vendita, ma dall’altra parte avrà realizzato dei profitti tramite le sue posizioni short.

Se un livello di prezzo è molto basso, i partecipanti di mercato che devono acquistare questo prodotto, ad esempio una catena di caffetterie che deve acquistare il caffè, ne trae beneficio. Se gli analisti della catena si aspettano che i prezzi del caffè aumentino di nuovo in futuro, possono fissare il prezzo attuale acquistando dei future. Se il prezzo sale, realizzano dei profitti sul mercato dei future per controbilanciare i prezzi d’acquisto più alti.

È perciò importante comprendere che un commercial che sia completamente in hedging semplicemente non bada agli sviluppi futuri del prezzo. Questi ha fissato un prezzo di acquisto o di vendita per il quale può realizzare dei buoni profitti o mantenere bassi i costi. Era questa la sua intenzione. Sia che la posizione sul mercato dei future produrrà dei profitti o delle perdite alla fine è davvero irrilevante nel suo caso. Perché le transazioni sul mercato liquido controbilanciano tutto quanto.

Conclusione
Il rapporto COT è uno strumento estremamente potente e non dovrebbe mancare nel repertorio di un commodity trader o di un currency trader. Lo sviluppo delle posizioni dei principali partecipanti di mercato può dare delle ottime indicazioni sulla conferma del trend o sull’avvicinarsi di possibili cambiamenti di trend. Dal modo in cui gli hedger agiscono contro le fluttuazioni di prezzo e dal modo in cui i non-commercial seguono i trend principali, ne segue automaticamente che nelle situazioni in cui un trend è in corso da moltissimo tempo e il prezzo di mercato si è spostato di molto dal “valore equo”, i commercial spesso hanno una posizione estrema e i non-commercial solitamente hanno una posizione estrema nella direzione opposta. Per noi in quanto trader, queste posizioni estreme sono nella maggior parte dei casi un indicatore molto affidabile di un imminente inversione di trend (vedi figura 2). Perciò, si può seguire il trend fino a che questo non raggiunga gli estremi; e con l’aiuto di sofisticate strategie d’ingresso, molto valide e, soprattutto, ingressi molto precoci nei controtrend di nuovo sviluppo, si possono concretizzare dei valori estremi nelle posizioni. Questo sarà l’argomento dei prossimi articoli.

Martin Goersch
Martin Goersch è un trader a tempo pieno da 15 anni. Dirige la società di formazione DaytradingCoach ed è Responsabile del Trading di una società di gestione patrimoniale svizzera. www.daytradingcoach.de

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