Nasdaq, S&P 500 e Dow Jones tornano ad allinearsi dopo settimane di anomalie. Ma il 19-21 ottobre si apre una finestra cruciale per volatilità e cicli di mercato. E il ricordo del 1987 rende questa coincidenza ancora più suggestiva.
La cronaca del passato diventa gradualmente realtà del presente.
Alle 09.15 del 16 ottobre, sul canale riservato agli abbonati al servizio Excelsior, pubblicavamo:
“Continua una significativa divergenza fra gli indici, può essere una casualità, ma non è un buon indizio.”
E’ la divergenza di cui parliamo da alcune settimane.
Il 3 ottobre il nostro colloquio con i lettori ha avuto un momento topico, che ha suscitato molte reazioni, anche da parte di molti benpensanti e malpensanti del settore.
Fu l’articolo “Cronaca di un disastro annunciato” di cui trovi qui sotto il link:
https://www.traders-mag.it/cronaca-di-un-disastro-annunciato/
Il tema era:
“Le divergenze si allargano dagli Stati Uniti al resto del mondo. È la distorsione che precede la conclusione di un grande ciclo? Il 2007 racconta una storia che vale la pena rileggere.”
Casualità?
Il 19 ottobre del 1987, la borsa americana vide il più grande ribasso della storia in un solo giorno: -22% abbondante.
Ad oggi, ho scritto due soli libri nella mia vita, e uno è “Il grande crollo del 1987”, per averlo vissuto e averlo voluto raccontare.
Lunedì 19 ottobre 2026 saranno passati 39 anni da quel giorno.
Il 19 ottobre del 1987, quel minimo che aveva provocato una profonda distorsione ciclica, anticipando la conclusione del ciclo a 18 anni di quel tempo, ha poi restituito il maltolto con una distorsione inversa, ovvero un ciclo a 18 anni più lungo, conclusosi il 6-9 marzo del 2009.
Quel giorno del 2008 diede origine al ciclo a 18 anni in corso: il cui baricentro conclusivo dovrebbe essere secondo calendario a marzo del 2027.
Seguendo il calcolo basato sul frazionamento in cicli triennali del ciclo a 18 anni, arriviamo invece alla conclusione che il baricentro statistico (non di calendario, quindi, ma secondo modello statistico) dovrebbe concludersi fra il 2027 e il 2029, e con la massima probabilità che si verifichi a ottobre-novembre del 2027, o nel primo semestre del 2028, in dipendenza di quanto sarà lunga la fase ribassista.
E il massimo?
Se quello sarà il minimo del ciclo a 18 anni, quale sarà, allora, il massimo del ciclo? Potrebbe esserci già stato? O Novembre rispetterà il modello stagionale con un rialzo e un possibile nuovo massimo storico?
Se sarà un nuovo massimo storico abbiamo riportato le nostre proiezioni nei nostri articoli precedenti e nelle trasmissioni sul canale Youtube di Traders’ Magazine.
Ma non si può escludere, con probabilità al momento ancora minoritaria, che i massimi siano già stati fatti: in questo caso, la distorsione ciclica sarebbe consistente, con il ciclo inferiore a 50 settimane letteralmente troncato a metà e quello intermedio a 14-24 settimane altrettanto mozzato nella sua fase potenziale di espansione finale.
La rinuncia degli investitori.
Venerdì scorso, 16 ottobre, la tecnologia ha veramente mollato: le prese di beneficio sono diventate vendite a cascata, generando un -2.5% sul Nasdaq e una discesa anche delle Magnifiche.
L’ondata di vendite ha fatto impennare del 50% la volatilità implicita delle opzioni di breve termine
Alle 12.41 di venerdì scorso, per gli abbonati a Excelsior, scrivevamo:
“Sulla prossima settimana, non temiamo tanto l’S&P500, quanto il Nasdaq, gli indici asiatici sono crollati con i tecnologici e se continuasse l’effetto domino sui mercati americani il Nasdaq rischia un tuffo all’ingiù. L’S&P500 è messo meglio, ma non potrebbe fare a meno di subire l’ influsso negativo del Nasdaq.”
La ricongiunzione della divergenza.
La divergenza più recente che ci ha indotto a parlarne come di un fenomeno da monitorare, perché potenzialmente foriero di problemi per i mercati, è quella nata dopo il 16 settembre.
In quel giorno gli indici Nasdaq e S&P500 all’unisono hanno virato verso il rialzo, dopo una fase ribassista di ritracciamento partita giovedì 13 agosto, mentre il Dow Jones continuava a scendere, fino all’1 ottobre.
Il Nasdaq e l’S&P500 hanno proseguito la corsa rialzista fino al 6 di ottobre, inseguiti con molta fatica dal Dow Jones.
L’S&P500 sentiva poi l’inversione da noi paventata per il 9-12 ottobre, tentando una ripresa rialzista, di breve durata, mentre il Nasdaq era molto più deciso a perseverare nella discesa.
Il risultato del movimento della scorsa settimana è che i tre indici, ora, si trovano all’incirca sul prezzo del 16 settembre, cioè del giorno di inizio della divergenza.
La divergenza si è ricomposta.
In sé, un sintomo positivo, ammesso che la ricomposizione porti ad un allineamento più armonico dei tre indici.
La settimana prossima
Ora si apre una settimana complicata per la Borsa Americana: i giorni 19-20-21 ottobre hanno una probabilità molto alta di essere negativi e il 21 ottobre le proiezioni parlano di picco relativo di volatilità, secondo il modello statistico esaminato sul Vix nelle settimane scorse nei nostri contenuti.
Nel contempo, il 20-21 ottobre sono classificati come giorni di inversione: con tutta probabilità, a questo punto, da un minimo.
Il modello calcolato dalla nostra piattaforma Domina, calcolato a 15 anni, vede questo periodo come un minimo, dal quale l’S&P500 dovrebbe risorgere.
Clicca per ingrandire
S&P500, modello stagionale Domina a 15 anni
La linea gialla rappresenta il percorso statistico storico normalizzato; la linea blu mostra l’andamento effettivo del future S&P 500 nel periodo osservato.
Il modello individua nell’area di ottobre una possibile finestra di minimo, seguita da una fase stagionalmente favorevole. La corrispondenza temporale, ovviamente, non garantisce che il mercato replichi il percorso storico.
il minimo di venerdì scorso appare in ritardo di un giorno rispetto alla proiezione.
Un ulteriore minimo ci aspetta, nondimeno, nella prossima settimana, secondo la proiezione, ma non necessariamente è un minimo più profondo, anche se la probabilità che lo sia è elevata.
L’articolo di domani.
Nell’articolo di domani, riservato agli abbonati, approfondiremo la proiezione sull’S&P500 e sul Vix con i livelli di prezzo calcolati secondo il range statistico.
Il consiglio è di rimanere sintonizzati: il periodo è di quelli che necessitano attenzione.
Maurizio Monti
44 anni sui mercati
Editore di Traders’ Magazine Italia
Fondatore dell’Istituto Svizzero della Borsa






