I tre mercati americani non sono più d’accordo

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La rotazione dai tecnologici ai titoli difensivi potrebbe essere il primo segnale nascosto di un’inversione destinata a durare più di qualche giorno.

La settimana trascorsa

Nelle Classroom, negli articoli riservati agli abbonati pubblicati nel mese di giugno e anche nella rubrica Le Opzioni Intelligenti, in onda il martedì pomeriggio alle 18.30 sul canale YouTube di Traders’ Magazine, avevamo anticipato alcune proiezioni sull’S&P500:

  1. il 15 giugno come giorno potenzialmente positivo, se non il più positivo del mese;
  2. successivamente al 15 giugno, e in particolare nel periodo 22-26 giugno sostanziale debolezza delle borse americane;
  3. 26-29 giugno possibile algoritmo di inversione almeno temporanea dei mercati;
  4. livello strategico della settimana collocato a 7400 del future di settembre, come minimo che poteva essere bucato ma difficilmente violato in chiusura della settimana.

Dopo una settimana in discesa, il 26 giugno ha visto il più forte tentativo di recupero dell’S&P500, in termini di ampiezza relativa del movimento.

Il mercato ci avrebbe reso più ottimisti se avesse chiuso un po’ sopra il livello strategico 7400: di fatto è stata una chiusura che ha accontentato i grandi operatori sul mercato delle opzioni, ma non ha fornito ancora un chiaro segnale di inversione.

Nondimeno, confermiamo l’algoritmo temporale 26-29 giugno, come possibile punto di rimbalzo o inversione rialzista verso la settimana della Festa dell’Indipendenza: ma non possiamo confermare, ancora, alcun sintomo evidente che questo stia avvenendo, se non una maggiore esuberanza rialzista nella prima parte della sessione americana di venerdì 26 giugno.

Sintomi “nascosti” di inversione?

Nondimeno, e questo per chi segue i nostri contenuti non lo considererà una novità, constatiamo un sintomo di cambio di direzione del mercato dalla comparazione fra i tre indici americani.

Nel corso della settimana si è verificata una palese asimmetria fra i titoli più tradizionali del Dow Jones e gli altri due indici S&P500 e Nasdaq.

Esaminiamo le divergenze grafiche nei grafici seguenti.

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Il Nasdaq 100 future, grafico daily al 26 giugno 2026

Da massimo a minimo dell’ultimo range, il Nasdaq ha ritracciato fino al 37.50%. Non ha toccato la media mobile a 50 periodi, rimanendo all’incirca alla stessa distanza da essa rispetto all’ultimo minimo.

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L’S&P500 future, grafico daily al 26 giugno 2026

L’S&P500 risulta essere perfettamente simile al Nasdaq: ritracciamento fino al 37.50% dell’ultimo range, appoggio

e leggera violazione della media mobile a 50 periodi, come nell’ultimo minimo.

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Il Dow Jones future, grafico daily al 26 giugno 2026

Il Dow Jones mostra una significativa divergenza: nuovo massimo storico nella giornata di giovedì 25 giugno, in completo contro-tend rispetto a Nasdaq ed S&P500, superamento di una linea di resistenza importante, ora ritestata dall’alto.

Il ritracciamento dal massimo ha superato di poco lo 0.75% del range, dopo appena un giorno e mezzo di discesa.

La settimana del Dow Jones manifesta un classico “ritorno alla base” degli investitori sui titoli più difensivi e tradizionali della Borsa Americana, evidenziando il calo di interesse occorso in giugno sulle Magnifiche e le tecnologiche in genere.

Conclusioni.

Giugno ha confermato finora di essere un mese piuttosto controverso per le Borse americane.

La divergenza fra i tre indici, manifestatasi nel corso del mese e letteralmente esplosa la settimana scorsa, accompagna spesso movimenti di inversione, dove i tre indici riassestano il loro andamento in modo più coordinato.

Costituisce al momento una possibile almeno parziale conferma dell’inversione che il nostro algoritmo temporale vede per la settimana entrante.

Peraltro, al momento, il mercato ha confermato la tendenza prevista di lateralità sostanziale con tendenza ribassista.

Prospettiva.

Nell’articolo di domani, riservato agli abbonati, vedremo un outlook analitico delle prossime 5 settimane, con la comparazione grafica, stagionale e algoritmica del periodo.

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Maurizio Monti
44 anni sui mercati
Editore di Traders’ Magazine Italia

Fondatore dell’Istituto Svizzero della Borsa

 

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