L’orlo del disastro.
Incertezza
Il giorno 1 marzo, sull’articolo pubblicato sul sito dell’Istituto Svizzero della Borsa
https://istitutosvizzerodellab
avevamo scritto:
“Strategia di guerra.
Ai tempi del conflitto Irak-Iran, Saddam Hussein bombardò l’isola di Khark, terminale dove passa il 90% del petrolio prodotto dall’Iran.
E’ un’isola piccolissima, ma di importanza fondamentale per il petrolio iraniano.
Era evidente lo scopo: strangolare l’Iran dal punto di vista economico impedendogli la vendita di petrolio, attraverso la neutralizzazione del principale terminal.”
E ancora:
“In questo senso, dopo la neutralizzazione delle difese militari e l’uccisione dei vertici, non credo possa esserci altra strada che prendere fisico possesso dei punti strategici di distribuzione e vendita del petrolio da parte di Israele e Stati Uniti.”
Dopo la chiusura dei mercati di venerdì 13 marzo, l’isola di Khark (o Kharg) è stata attaccata dalle forze militari degli USA, che hanno bombardato le sole postazioni militari di difesa dell’isola, senza danneggiare l’infrastruttura produttiva.
Trump ha dichiarato che non sono state bombardate le infrastrutture “per ragioni di decenza” (New York Times, 14 marzo 2026).
Il 90% del petrolio prodotto dall’Iran passa da quella infrastruttura, per dirigersi verso l’Asia.
La guerra è entrata ora in una fase strategica importante e l’incertezza di questo weekend raggiunge livelli stellari.
Come verrà interpretata dai mercati questa notizia?
L’avviso degli USA è chiaro.
Possiamo distruggere l’infrastruttura in qualsiasi momento, nel frattempo lo abbiamo dimostrato distruggendo le sue difese militari.
E’ un gioco sull’orlo del disastro: la distruzione delle attrezzature e degli oleodotti petroliferi dell’isola di Khark significherebbe un fermo irrimediabile per lungo tempo della possibilità per l’Iran di vendere petrolio.
Se questo è uno scenario devastante per l’Iran, non lo è da meno per il mercato del petrolio, e, conseguentemente, e senza eccezioni, per l’economia mondiale.
La Teoria dei Giochi direbbe: la massima convenienza per i due contendenti è mettersi d’accordo, perché qualunque altra soluzione sarebbe nociva ad entrambi.
Mi auguro che entrambi conoscano la Teoria dei Giochi.
I mercati in apertura
Non siamo indovini, ma un petrolio che apra di nuovo sopra i 100 e forse i 110 dollari al barile, nella notte di domenica non è da escludere.
La disperazione asiatica, soprattutto giapponese e sud-coreana, potrebbe spingere in ulteriore forte ribasso le borse, con riflessi inevitabili sui future americani.
Esaminando i numeri.
In realtà, esaminando soltanto i numeri, con la prossima settimana entriamo in una area dove è lecito attendersi la formazione di un minimo da cui il mercato può rimbalzare o ripartire.
Durante gli ultimi sei giorni di borsa, abbiamo assistitto ad una impennata della volatilità sulle opzioni il giorno 6 marzo, e in parte della giornata del 9 marzo.
Poi, il rimbalzo del 9-10 marzo è sembrato aver fatto subentrare il classico fenomeno della assuefazione alla volatilità, e quindi la tendenza della stessa a non far nuovi picchi.
Anche nella discesa degli ultimi tre giorni della settimana la volatilità è rimasta contenuta (fastidiosa ma contenuta, la definirei così), malgrado la discesa dell’S&P500 ci abbia fatto vedere un orribile valore settimanale di chiusura a 6625.
Stiamo entrando nell’area dell’algoritmo temporale di inversione 17-26 marzo, di cui abbiamo parlato nelle ultime tre settimane negli articoli riservati agli abbonati.
Il calo apparente della volatilità mentre il mercato scende sta ad indicare operatori che hanno coperture in abbondanza e non temono più di tanto un crollo.
Conclusioni
C’è bisogno di un affondo importante per fare rimbalzare o ripartire il mercato?
Non lo si può escludere: livelli e probabilità verranno discussi nell’articolo di Analisi di Mercato riservato agli abbonati che pubblicheremo domenica notte.
Alcuni indicatori ci mettono in allerta per la loro sinistra somiglianza con passate fasi molto critiche.
La volatilità rimasta contenuta a fronte dell’ultima parte della discesa dice il contrario.
Ciò che riteniamo molto probabile è che nell’ambito dei giorni 17-26 marzo possa formarsi un minimo importante per un rimbalzo del mercato.
Inoltre, quello che abbiamo visto nelle ultime settimane è la tendenza del mercato ad anticipare/accelerare i tempi: e non ci meraviglieremmo se quel range di giorni dovesse restringersi già ai primi giorni della settimana entrante.
Webinar
Nel nostro canale webinar, parliamo di Excelsior.
Excelsior è il sistema che permette di generare un reddito regolare e ripetibile dalle opzioni, con rischio definito e un approccio professionale.
Non si tratta di colpi occasionali: è continuità, stabilità, metodo.
In questo webinar esclusivo, scoprirai:
-
- Come Excelsior costruisce un reddito mensile stabile con le opzioni
- Perché il metodo funziona indipendentemente dall’emotività del mercato
- Come il rischio viene definito e controllato, e il tempo diventa un alleato
- Come accedere al sistema anche con modalità di pagamento flessibili
Il risultato: smettere di inseguire il mercato e iniziare a costruire rendite con metodo.
P.S.: Smettere di inseguire il mercato?
Esatto. Analizzarlo è necessario. Inseguirlo è folle.
Nel webinar, ti illustriamo proprio questo: un metodo che ti insegna la costanza senza costringerti ad avere l’ansia di correre dietro al mercato.
Il mercato è più veloce di noi. Corrergli dietro è non solo inutile ma dannoso.
Condividi con noi, è Cultura finanziaria di altissimo livello,





