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Massimi di borsa alla ribalta

“Non puoi prendertela con Babbo Natale se non hai avuto abbastanza regali.”

Gli indici mondiali, nella scorsa settimana, hanno toccato nuovi massimi prima di approdare ad un momento di pausa, come sempre ispirato dal mercato azionario americano.

In Asia, l’indice indiano Nifty ha segnato un nuovo massimo storico, mentre il Nikkei giapponese il massimo degli ultimi 30 anni. Similmente, lo Shanghai Composite è ai massimi da agosto 2015 e l’Hang Seng di Hong Kong ai massimi degli ultimi tre anni.

Nell’indice ASX australiano, abbiamo assistito ad un nuovo massimo post-crisi pandemica.

In Europa, l’AEX olandese, che sempre più monitoriamo come indice competitivo al dax tedesco, il 16 febbraio ha segnato i suoi massimi da 20 anni a questa parte: un caso di divergenza intermarket rispetto ai consimili indici europei che non sono riusciti a superare i massimi della settimana precedente.

I tre indici principali americani, Dow, S&P500 e Nasdaq hanno registrato all’unisono un nuovo massimo il giorno 16 febbraio, prima di andare in temporaneo modesto declino. Il Russell 2000 non è invece riuscito a superare il massimo precedente del 10 febbraio.

L’S&P500, sul quale concentriamo la nostra attenzione, ha registrato il massimo a 3959: peraltro nessuna chiusura è stata registrata sopra il livello di resistenza da noi a suo tempo individuato a 3939. La chiusura settimanale di venerdì 19 febbraio a 3903 è andata ad appoggiarsi sulla linea di trend che congiunge i minimi del 23 novembre e 28 dicembre, linea di trend che riteniamo avvalorata da riscontri con i nostri algoritmi.

La rottura di tale supporto dinamico farebbe continuare il trend in debolezza intrapreso dall’S&P500 e dagli indici americani: i supporti statici immediati sono a 3880 e 3852.

Quest’ultimo livello (per l’esattezza è 3860, ma cambia poco) corrisponderebbe esattamente al livello medio di ritracciamento verificatosi dall’8 novembre in poi (data che ha contrassegnato di fatto l’inizio di un nuovo ciclo di tendenza rialzista con il superamento dei massimi di inizio settembre e 12 ottobre e della linea che congiunge il minimo del 6 marzo 2009 con il massimo del 20 febbraio 2020, che possiamo prendere in considerazione come indicatore di forte trend).

In caso di continuazione del ribasso, il supporto dinamico è costituito alla data del 25 febbraio a 3781.

In analisi volumetrica, 3795 è un supporto molto importante e questo conferma tale ultima area (3780-3800) come limite significativo e al momento invalicabile supporto, qualora venisse esplorato nella settimana appena iniziata.

Dal punto di vista degli algoritmi temporali, avevamo individuato il 19-22 febbraio più o meno quattro giorni come area di possibile inversione. In effetti quest’ultima si è verificata il giorno 16, con magnitudine per ora molto modesta.

A nostro parere, il mercato resta ancora solidamente rialzista: l’incertezza sta solo nel verificare se il rialzo proseguirà da subito o dopo un ulteriore affondo sui livelli sopra citati, che offrirebbero opportunità di ingresso molto interessanti.

I nostri algoritmi temporale individuano i prossimi punti di possibile inversione intorno a metà marzo (12-15 marzo più o meno quattro giorni) e, molto importante, il 23-26 aprile, con la stessa approssimazione di quattro giorni prima o dopo.

In più, individuano la formazione di un minimo di una più rilevante importanza (almeno 10-20%) di quelli visti finora entro 12 settimane dopo il 10 marzo.

I target superiori dell’S&P500 future sono individuati fra 4018 e 4097, con punto centrale di maggiore probabilità intorno a 4050, limitatamente a tale range.

Target superiori 4176, 4248 fino a 4413, quest’ultima definita come resistenza critica fondamentale.

Uno di tali punti potrebbe costituire il punto di inversione di cui al declino che il nostro algoritmo prevede entro le 12 settimane successive al 10 marzo: 4176 è il punto di massima probabilità relativa fra i diversi scenari, ma con distribuzione delle probabilità in modo poco significativo per poterle giudicare attendibili.

Martedì 23 febbraio alle 10.30 scorso, è andato in onda Il Martedì della Borsa con Giorgio Pallini: analisi dei mercati e titoli da prendere e commentare insieme.

 

P.S.: A costo di ripetermi, gli scenari descritti sopra non vanno utilizzati come punti di ingresso o uscita per operazioni di trading, ma come semplici punti di riferimento di una mappa: gli algoritmi hanno una bassa probabilità di “sbagliare”, ma la nostra interpretazione degli stessi è soggetta a normale errore umano.

Se vuoi fare trading di successo, utilizza metodi e strategie basati su statistiche acclarate e non sulle previsioni, che la realtà mutevole dei mercati e gli eventi esogeni possono smentire in qualunque istante.

Neanche Babbo Natale conosce il futuro e legge il giornale del giorno dopo. Riceviamo alle volte delle critiche alle nostre analisi, non in quanto giuste o sbagliate, ma quelle del tipo “Perché non l’avete detto sei mesi fa?”. Perché se non lo fa Babbo Natale, non siamo capaci neanche noi. Sorry. Non prendertela con Babbo Natale se avresti voluto più regali di quelli che ti ha portato.

Un metodo di trading di eccellenza quale è Scelta Vincente i titoli giusti sul mercato italiano ed internazionale. Con il metodo statisticamente vincente.

Maurizio Monti

 

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