Venezia 80: quando la settima arte può salvare un intero territorio e la sua storia, le Marche

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Un momento del girato del progetto prodotto da Piceni Art For job. Fonte: Ph. Marco Biancucci, per gentile concessione Produzione Piceni Art For Job

L’obiettivo di “6 dimore in cerca d’autore” è quello di dare lustro a una realtà italiana che è una bellezza artistica e architettonica, ma prima ancora naturalistica, e di renderla nota a livello mondiale. Questo si legge nel comunicato ufficiale del progetto, partecipato anche dalla prima intervistata, Stefania Pignatelli, e prodotto principalmente dal secondo intervistato, Sandro Angelini. A unirli, anche e soprattutto, il cortometraggio “Giardino Cielo Terra”, girato nella dimora di Stefania e diretto da Paolo Consorti, uno dei sei registi del progetto, il cui fine è salvare le Marche del post-sisma 2016. Con Stefania e Sandro abbiamo parlato, lo scorso 2 settembre, del loro “6 dimore in cerca d’autore”, dei 6 corti[1] e di ciò che il lavoro e la collaborazione hanno per entrambi significato fino a oggi e significheranno da domani.

Intervista del 2 settembre 2023 – Venezia 80, Biennale 2023

F1) Locandina del cortometraggio “Giardino Cielo Terra” di Consorti

Nella figura F1 la locandina del corto girato nel Borgo storico Seghetti Panichi.
Fonte: Ph. Marco Biancucci, per gentile concessione Produzione Piceni Art For Job

Video intervista (estratto, montato da Alessandra Basile):
https://www.youtube.com/watch?v=h_b9Vjeg6Bc

Prima di passare all’intervista vera e propria, una breve introduzione sui due intervistati.

Stefania Pignatelli è la Referente dell’associazione culturale Le Marche Segrete e la vicepresidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, sezione Marche; il presidente nazionale ADSI Giacomo di Thiene era presente con lei in sala a Venezia, dove la stessa Stefania ha sottolineato la necessità di dar voce alle bellezze territoriali e ai beni culturali, sia italiani sia, in particolare, marchigiani.

Sandro Angelini della Piceni Art For Job ha detto, parlando dei corti del progetto, che possono aiutare la terra marchigiana a risorgere dalle dure batoste di cui è stata vittima e che sono (stati) “un’esperienza immersiva di conoscenza nella bellezza e nel valore artistico del territorio”.

F2) Stefania Pignatelli e Sandro Angelini in un momento delle loro interviste

Nella figura F2 la proprietaria del Borgo storico Seghetti Panichi e il produttore del corto ivi girato.
Fonte: Ph. Alessandra Basile

Basile: Stefania, partiamo dal progetto per il quale siete qui a Venezia, in piena Biennale, anche perché porta un nome che ci richiama il titolo di una celebre opera teatrale. Ce lo racconti?

Pignatelli: Certo! “6 dimore in cerca di autore” è il nostro progetto. Si tratta di sei dimore storiche private del centro Italia, più precisamente della provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, colpite tragicamente dal sisma del 2016. Queste dimore aprono le loro porte per sei storie umane del passato, con spunti da quelle delle famiglie che abitano questi luoghi, per promuovere il territorio, che, seppure percosso dall’emergenza descritta, continua a vivere e ad avere bisogno di speranza e di lavoro.

Basile: Il cinema come entra in gioco, con che ruolo?

Pignatelli: Sono tre anni che lavoriamo a questo progetto e il cinema ci ha dato la possibilità di dar voce a questi beni culturali privati non delocalizzabili e a promuovere le tradizioni e le memorie del territorio, quindi, a delocalizzare le emotività e le progettualità delle comunità locali. Il cinema e le giovani maestranze vanno incentivati! Con i giovani autori marchigiani, tanti dei quali vivono anche a Roma (altra città nella quale Stefania vive, ndr), abbiamo creato delle storie umane che si svolgono attorno a questi beni che, al momento, sono per lo più in stato di inagibilità.

Basile: L’obiettivo, dunque, è per voi quello di distribuire il prodotto e avere dei finanziamenti in aiuto al territorio?

Pignatelli: Noi desideriamo far conoscere le dimore storiche a un pubblico più vasto che non è ancora arrivato in questo territorio, incentivandolo a viaggiare e a usufruire dei servizi locali, quali quelli enogastronomici, i soggiorni nelle dimore stesse, le visite nei musei, nelle cittadine e nei borghi. Qui si parla di Italia minore, di centri minori, ricchi però di bellezze artistiche, naturalistiche e architettoniche.

Basile: L’Italia è una grande location a cielo aperto che può attrarre turismo; un turismo, dunque, a favore del paese e delle sue entrate.

Pignatelli: Allora qui si parla di PNRR. I PNRR hanno dato molta attenzione alle zone minori, si pensi a quelli dei borghi linea A e linea B o a quelli di parchi e giardini. In Italia, ci sono 8200 dimore storiche, di cui il 54% è situato in aree minori. Quindi, la promozione delle dimore storiche aiuta automaticamente i centri abitati anche con meno di 2000 abitanti. Lì, la tecnologia rallenta e, forse, la vita diventa più umana e si respira un’atmosfera più sentimentale.

F3) Set dei corti di “6 dimore in cerca di autore”

Nella figura F3 un momento del girato fuori dal portone della dimora.
Fonte: Ph. Marco Biancucci, per gentile concessione Produzione Piceni Art For Job

Basile: I sassi di Matera sono diventati famosi nel mondo molto tempo fa grazie ai film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, nel 2004, e, più di recente, “No time to die” con Daniel Craig “James Bond”. Chissà cosa ne sarà delle Marche?

Pignatelli: Le Marche hanno avuto le produzioni che hanno lanciato la regione nel mondo del cinema. In tale contesto, agli attori americani che hai menzionato aggiungo Dustin Hoffman in “Alfredo, Alfredo” di Pietro Germi. Ricordo, inoltre, “I delfini”, girato ad Ascoli Piceno, “La stanza del figlio” di e con Nanni Moretti, girato ad Ancona, e “Il giovane favoloso”, che, con un magnifico Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi, fu girato a Recanati. Si può dire che le Marche ospitino le troupe dei film nella regione senza fare troppo rumore, ma comunque facendo sì che questo sussurro resti nei cuori ed ispiri nuove produzioni a venire per girare in ambientazioni pubbliche, come i Monti Sibillini, e in dimore storiche private di grande valore e pregio artistico.

Basile: La tua dimora storica si trova a Castel di Lama. Se non ricordo male, è una zona industriale.

Pignatelli: Castel di Lama si trova nella vallata del Tronto, dove iniziava il Mezzogiorno. La popolazione, dopo la guerra, lasciò la parte agricola dei terreni. Zampetti[2] la chiamò la vallata dell’Eden e si lanciò in una industrializzazione quasi forzata che ha violentato il territorio a livello architettonico. Post-guerra, le case non avevano nemmeno la pavimentazione. Oggi, con i beni culturali aperti al pubblico non delocalizzabili, si cerca, con le comunità locali, di tornare a un’essenza delle proprie tradizioni e delle proprie memorie per poter essere anche un’industria di turismo e di cultura, finalizzata al benessere del paese Italia.

Basile: Stefania, prima mi hai menzionato la dimora storica utilizzata per il film “Il Gattopardo”.

Pignatelli: Sì, è Palazzo Valguarnera. Per noi è molto importante come esempio, perché il film, che fu girato negli anni Sessanta, dimostrò come il cinema potesse veicolare le bellezze dei beni culturali privati. Probabilmente, se non avessero girato “Il Gattopardo” lì, Palazzo Valguarnera non sarebbe conosciuto come lo è oggi.

F4) Stefania Pignatelli e Sandro Angelini

Nella figura F4 Stefania Pignatelli e Sandro Angelini in un momento della conferenza stampa sul progetto “6 dimore in cerca di autore”.
Fonte: (particolare di foto) crediti fotografici: © Giornate degli Autori, Photo by Moris Puccio; Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission

Basile: Concludiamo con un claim. Perché vedere i sei corti, Stefania?

Pignatelli: Collegatevi e vedeteli, perché il progetto rispecchia i valori umani di un territorio e questo stesso territorio rispecchia l’Italia, quindi tutti noi.

Basile: Grazie mille!

Pignatelli: Grazie a te, Alessandra, ciao!

Basile: Sandro Angelini, con te vorrei parlare del progetto stricto sensu.

Angelini: Stasera (2 settembre, ndr) abbiamo proiettato “Giardino Cielo Terra” di Paolo Consorti, ma i corti sono 6 e sono stati realizzati in altrettante dimore in area sisma; le dimore sono in fase ancora di ristrutturazione o sono state appena ristrutturate con un avvio delle loro attività. La caratteristica del progetto, se vogliamo racchiuderla in una parola, è l’inclusività, sia perché abbiamo fatto incontrare i due mondi del cinema e dell’accoglienza turistica sia perché tante sono state le maestranze assunte per il lavoro portato a termine. Si è trattato di un rapporto di dare-avere reciproco: le dimore hanno tratto oggi beneficio dal cinema, ma il cinema in futuro può trarre beneficio dalle dimore, come location cinematografiche, come destination delle troupe.

Basile: Quali sono le sei dimore e come le avete scelte?

Angelini: Sono tutte in zona Ascoli Piceno: Borgo storico Seghetti Panichi (Castel di Lama), Palazzo Saladini di Rovetino (Ascoli Piceno), Palazzo Bufalari (Offida), Palazzo Recchi Franceschini (Castignano), Castel di Luco (Acquasanta Terme) e Villa Cicchi (Abbazia di Rosara, Ascoli Piceno). I registi sono sei, ossia, oltre Consorti, Federica Biondi, Edoardo Ferraro, Gianluca Santoni, Giordano Viozzi e Leonardo Accattoli. Infine, io sono il produttore principale, con la mia Piceni Art For Job, poi ci sono due produttori esecutivi, Damiano Giacomelli per YUK!film e lo stesso Giordano Viozzi per Sushiadv., oltre a Cattive Produzioni per la distribuzione, fase che terminerà il prossimo giugno, e a Stefania Pignatelli per il coordinamento delle dimore storiche.

Basile: Qual è il percorso di questi sei cortometraggi?

Angelini: Abbiamo cominciato la distribuzione da un paio di mesi. Dopo l’anteprima a Pesaro, sono seguiti: il San Benedetto International Film Festival, dove abbiamo vinto diversi premi, Venezia alla Biennale, Catania il 16 settembre al Festival della cultura, con la proiezione di 4 dei nostri 6 cortometraggi. In previsione ci sono altri appuntamenti.

F5) Set dei corti di “6 dimore in cerca di autore”


Nella Figura F5 un momento del girato presso Palazzo Saladini
Fonte: Ph. Marco Biancucci, per gentile concessione Produzione Piceni Art For Job

Basile: Sandro, altri lavori della tua produzione?

Angelini: In particolare, “Verso casa” di Giulia Casagrande con la Premiere Film e il documentario legato alla figura di Osvaldo Licini con Neri Marcorè (voce over) e Paolo Fresu (musicista).

Basile: I vari proprietari delle dimore storiche coinvolte hanno reagito con entusiasmo, deduco.

Angelini: Beh, il colloquio fra noi e loro è stato molto bello, non semplice all’inizio, ma hanno capito cosa vuol dire fare cinema e noi ci siamo avvicinati al loro mondo.

Basile: E la mia amica Stefania come ha partecipato al progetto?

Angelini: Con Stefania il progetto è partito insieme, con lei il gioco è stato facile, ossia, se non ci avesse creduto lei, “6 dimore in cerca d’autore” non sarebbe partito. La cosa bella è che tutte le dimore coinvolte poi si sono messe in gioco. Torniamo al concetto iniziale dell’inclusività, oltre a quello di un lavoro in team che, pur con pochi soldi, può portare a risultati eccellenti.

Basile: Sandro, grazie!

Angelini: Grazie a te, Alessandra.

Prima di concludere, ecco alcuni estratti del comunicato stampa ufficiale del progetto, nel quale vengono riportati gli interventi di diverse figure istituzionali, quali Guido Castelli, Senatore e commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, e Chiara Biondi, Assessore alla Cultura per la Regione Marche, oltre a Daniela Tisi, dirigente nel settore Beni e Attività Culturali della Regione Marche, e Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, che hanno dichiarato che “le dimore storiche sono un bene di tutti, un obbligo alla memoria e alla conservazione e sono in cerca d’autore”; infine Francesco Gesualdi, responsabile Marche Film Commission, che ha confermato l’impegno di Marche Film Commission alla distribuzione dei 6 corti e a supportare la co-produzione per far crescere il progetto stesso. Il Press Tour – previsto per la primavera 2024, supportato dalla Regione Marche e dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission e organizzato e promosso da Expirit – andrà in capo all’esperta di cineturismo Anna Olivucci, AD del progetto “6 dimore in cerca d’autore”. Quest’ultima ha dichiarato: “I film e le storie di successo (..) ti prendono il cuore (..) Poi però serve un efficace sistema di accoglienza, un service articolato (..)”. 

Conclusione

F6) Locandina del progetto “6 dimore in cerca di autore”

Nella figura F6 la locandina ufficiale del progetto prodotto da Piceni Art For job.
Fonte: Ph. Marco Biancucci, per gentile concessione Produzione Piceni Art For Job

Ricordando che l’obiettivo principe del nobile progetto è la promozione, in ottica cineturistica, del territorio marchigiano e che un coinvolgimento in loco di maestranze impegnate nella realizzazione dei film porterebbe lavoro e interesse nel Bel Paese, non resta che concludere con un invito: sosteniamo il progetto, sosteniamo il cinema! Le sale cinematografiche, come le dimore storiche, hanno bisogno di sostegno e necessità di esistere, innanzitutto, nei cuori e nelle menti delle persone, ossia di coloro che faranno parte del loro pubblico, dai visitatori italo-stranieri in territorio marchigiano agli spettatori cinefili. Ad unire gli uni con gli altri, un denominatore comune: vivere delle emozioni. I sogni son desideri: i film fanno sognare e le nostre bellezze naturalistiche e architettoniche ne rappresentano un luogo ideale, nel nome di una dimensione artistica che ci può salvare.

 

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Ha collaborato con la Comunicazione Corporate di un’azienda. Ha una formazione in Life coaching (per un periodo ICF) e una laurea in Giurisprudenza. Presiede la Associazione Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, ‘Dolores’, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ha scritto ‘Films on The Road’, un libro sul cinema girato in Italia, edito Geo4Map. Scrive di film e spettacoli teatrali con l’occhio dell’Attrice, il suo primo mestiere, e intervista persone e personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo.

Email: Alessandra.Basile@outlook.com Sito web: www.alessandrabasileattrice.com

 

  1. https://www.filmcommissionmarche.it/6-dimore-in-cerca-dautore-anteprima-assoluta-al-pesaro-film-festival/: Palazzo Saladini di Rovetino (centro storico di Ascoli Piceno), protagonista del corto “La Cortese”, regia di Federica Biondi, scritto da Leonardo Accattoli; Palazzo Recchi Franceschini (Castignano), location de “La Ruota” diretto da Giordano Viozzi con la sceneggiatura di Claudio Balboni; Palazzo Bufalari (Offida) è stata girata la dramedy “Come Monicelli”, cortometraggio tratto dalla sceneggiatura di Emanuele Mochi; Castel di Luco (Acquasanta Terme), in cui è stato girato il cortometraggio “L’amore non cantarlo” diretto da Edoardo Ferraro e scritto da Leonardo Accattoli, commedia silenziosa sul tema del matrimonio; Borgo Storico Seghetti Panichi (Castel di Lama) set di “Giardino cielo terra”, di Paolo Consorti, scritto da Emanuele Mochi; Villa Cicchi (Abbazia di Rosara – Ascoli Piceno), location di “Quando arriva l’estate”, diretto da Gianluca Santoni e scritto da Claudio Balboni.

  2. https://www.cronachepicene.it/2019/07/16/valle-del-tronto-terra-massacrata-i-politici-facciano-anziche-chiacchierare/135485/