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Tecnologiche guizzano per un giorno ma tornano a soffrire

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Attesa tradita.

Gli earnings di Nvidia non hanno convinto il mercato.

Prima un allungo e poi un affondo, quasi una lettura annunciata.

Nvidia, grafico daily, al 26 febbraio 2026
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Nvidia, grafico daily, al 26 febbraio 2026

 

Nel giorno degli earnings, apparente rottura della resistenza 190-192, guizzo fino a 197.63 .

Massimi crescenti, ben visibili dal grafico.

Il giorno dopo, vendite massicce sul titolo, e sui tecnologici in genere, anche se le case di software sembravano in recupero.

Nonostante tutto, il minimo segnala ancora minimi crescenti, media mobile a 50 appena bucata.

 

L’S&P500 conferma il trading range

Era quello che avevamo commentato nella Classroom di martedì 24 febbraio.

S&P500 e-mini future, al 26 febbraio 2026
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S&P500 e-mini future, al 26 febbraio 2026

 

Disegneremo presto la terza bandierina dei massimi decrescenti sulla trend line dei massimi: ancora una volta, come peraltro annunciato, l’S&P500 tocca il 12.50% dell’ultimo range.

Range sempre più compresso e ristretto.

Le opzioni della settimana ci dicono che 6900 è il punto di equilibrio, dove potrebbe puntare a chiudere il mese.

Il supporto, al momento, è 6821, che è l’87.50%, lato opposto del range.

Il mercato ha bisogno di un trigger forte per uscire dal triangolo: ed è obiettivamente più probabile un trigger ribassista, nei prossimi 30-40 giorni.

 

 

Il primo Trigger.

Ci sono due rivoltelle puntate sul mercato. Potrebbero rivelarsi colpi a salve o potrebbero colpirlo.

La prima rivoltella è il conflitto possibile USA – Iran.

Da come stanno andando le cose, sembrerebbe di escludere che, se attacco americano ci sarà, questo possa essere prima del 7 marzo.

Di sicuro, lo schieramento di forze americane fa pensare che non si tratti solo di intimidazione a scopo negoziale, quanto piuttosto di preparazione ad un attacco molto violento, probabilmente con lo scopo di neutralizzare il più possibile nelle prime 48 ore la difesa iraniana.

Da alcune fonti, apprendo che sono state schierate 42 aero-petroliere: cioè gli aerei capaci di garantire il rifornimento in volo.

E’ un numero impressionante, che indica un piano di azione con diverse ondate di bombardieri e caccia.

Su questo scenario, Trump si gioca buona parte della sua credibilità, ammesso che si possa usare ancora tale parola.

L’impatto sul mercato non è facile da prevedere: ma un prezzo del petrolio che potrebbe salire alle stelle, non credo piacerà ad un mercato ancora incerto sugli scenari inflazionistici e di rallentamento economico.

Goldman Sachs parla di petrolio a 91 dollari il barile, in caso di deflagrazione della guerra.

 

Il secondo Trigger.

Ne abbiamo parlato alcuni giorni fa: il Comex sta andando in crisi di consegna fisica dell’argento sui future in circolazione?

Nella giornata del 25 febbraio, sulle piattaforme di trading, è comparso un segnale che a me è parso sinistro.

Magari era solo una coincidenza, ma Comex e Nymex hanno sospeso le negoziazioni “per problemi tecnici”.

Questo problema di eccesso di carta rispetto al metallo fisico, obiettivamente, a me preoccupa un poco.

I numeri sono quelli che sono, le richieste di consegna di prodotto fisico sono aumentate in modo esponenziale, il rolling delle scadenze dei future manifestano una preoccupante tendenza verso le scadenze brevi.

La quantità di fisico disponibile è molto al di sotto di eventuali richieste che dovessero arrivare in modo massiccio.

Ed è difficile prevedere che cosa possa accadere se il Comex non fosse in grado di soddisfare le richieste: nulla di buono, comunque.

 

Conclusioni.

Sarà solo una nuvola passeggera, perché alla fine si tratta di un necessario minimo ciclico.

Ma vedere, come nel giorno 25 febbraio, il mercato salire con forza e il Vix restare a 20 non è sicuramente un bel segnale.

 

Maurizio Monti Editore Traders' Magazine Italia

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