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Qualcuno distruggerà le scialuppe del Titanic

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Rotazione settoriale o segnale di pericolo?

È il comportamento di Trump, il non voler riconoscere la propria sconfitta, che intimorisce i mercati?
 

Noi riteniamo che ci sia una causa conseguente molto più preoccupante per gli investitori.

Dopo avere visto la paura di perdere l’attimo, la paura di volare e poi la paura di cadere, i mercati potrebbero piombare in un’altra sindrome: il terrore di diventare i filistei quando Sansone decide di morire con tutti loro.

Non è tanto la prospettiva che Trump debba essere sgomberato dalla Casa Bianca il 21 gennaio dal Servizio di Sicurezza.
E non più di tanto, la paura che un passaggio di consegne negato o tardivo possa influire sull’efficacia dei provvedimenti di Biden, una volta che sarà insediato, se questo avverrà come dovrebbe essere, in qualità di Presidente.

Il problema è un altro: il Segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha annunciato, giovedì scorso, che non prolungherà il programma di utilizzo dei fondi straordinari della Federal Reserve oltre il 31 dicembre.

Appunto, come dire, muoia Sansone con tutti i filistei, visto che le banche non riusciranno, senza tali aiuti, a continuare a dare supporto al sistema finanziario.

Fra i commenti, numerosi, degli analisti americani (rispetto al consueto sostanziale silenzio della stampa cosiddetta finanziaria italiana), abbiamo trovato e citiamo quello di Carl Weinberg, fondatore della prestigiosa High Frequency Economics, dall’alto dei suoi 32 anni di esperienza come interprete globale dei mercati finanziari ha dichiarato: è come distruggere le scialuppe di salvataggio del Titanic.

Spiegavamo in numerosi nostri scritti precedenti, l’inalienabile connubio che deve esserci fra capitalismo e democrazia, e non può esserci sano capitalismo se esso non è fondato sui valori della democrazia. E abbiamo più volte sostenuto che la democrazia americana, più che mai con Trump, è andata allegramente alla deriva.

Non riconoscere il valore del voto dei cittadini, invocare brogli dove non ci sono è tipico delle peggiori dittature sudamericane e del tutto inadeguato per quello che è nostro interesse e vogliamo sia la prima democrazia del mondo, gli Stati Uniti d’America. La prima deve essere, perché garante di molte altre, compresa la nostra.

Trump è in una condizione mentale che è molto nota agli investitori: la paura di ammettere un grande stop loss e la negazione della realtà che questo sia accaduto. Si tratta di negazione della realtà e non di altro, come dire che le perdite di borsa sono dovute a presunte inesistenti truffe del broker. Non è molto diverso.

Un problema mentale molto grave e un problema potenziale per i mercati, per 20 milioni di americani senza lavoro e per il resto del mondo che ha più che mai bisogno  di una America solida, forte e rappresentativa della democrazia occidentale, per affrontare problemi giganteschi di debito, di sanità, di recupero dell’economia.

Perché se va in crisi la democrazia occidentale, teniamoci forte, perché non ci salva più nessuno. E questo non deve proprio accadere e i cittadini americani hanno gridato molto forte che questo non accadrà.

Martedì mattina, 24 novembre scorso, alle 10.30, nel Martedì della Borsa, abbiamo analizzato le conseguenze sui mercati delle follie trumpiane con il metodo di Scelta Vincente e insieme con Giorgio Pallini abbiamo esaminato i titoli migliori dei mercati nazionali ed internazionali. La prospettiva generale sui mercati e gli spunti migliori per un trading di successo. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione, l’appuntamento migliore per comprendere i mercati.

P.S.: Divergenze nei tre indici americani: le abbiamo esaminato in uno dei prossimi articoli, la rotazione settoriale incombe, attenzione che se da una parte i tecnologici diventano meno attrattivi, dall’altra gli industriali potrebbero avere bisogno di tempo per assorbire le perdite. Stiamo in guardia, clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti

 

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