Ma perché se è tutto bello poi si separano?

Le storie umane del trading viste da fuori e viste da dentro

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I trader si conoscono, i trader si evitano, i trader vanno a cena insieme, i trader collaborano e fanno corsi, i trader varano mirabolanti progetti insieme, i trader si separano e prendono vie nuove e diverse. Forse è ora di dire le cose come sono da dentro e come si vedono da fuori.

Note introduttive

Venerdì mattina. Ha piovuto quasi tutta settimana, e fuori sta uscendo il sole autunnale che asciugherà in breve prati e sentieri. Mi sono alzato assonnato e con la testa piena di pensieri sul portafoglio da creare nell’anno ormai iniziato, ma dentro ho solo voglia di uscire ed andare a pedalare. Adoro questi momenti tra la pioggia e il sole, colori ed odori hanno un gusto particolare.

Mentre aspetto che l’aria si scaldi un po’ per trovare il momento migliore, come sempre lavoro al computer. E come sempre faccio il lavoro principale di qualsiasi trader professionista, ovvero sto in chat a parlare di qualsiasi cosa con un altro trader. Chi ci vede da fuori di certo pensa che siamo dei gran perditempo, mentre la realtà è assai diversa: solo il continuo e indefesso scambio di idee e di cose porta alla nascita di qualche soluzione nel trading. Insomma, parlando nascono le cose.

Sto pensando di fare una nuova pagina Facebook e ne sto parlando con Luca, e di come a lui non interessi il lato mediatico del trading. Se sono schivo io, fatico a trovare un aggettivo adatto alla sua personalità che mi fa apparire al suo cospetto quasi uno showman. Ad un certo punto mi scrive: “Secondo me se posso darti un consiglio, smetti di legarti a questo o quello come immagine, perché la gente si domanda sempre: ma perché se è tutto bello poi si separano?”.

Capisco che il vissuto, come sempre, è diverso dal percepito. Che anche se tu lavori e non ci pensi, la gente ti osserva e non capisce. Per un po’ di anni eri il Fabrizio Bocca seguace di Gann, poi hai iniziato a parlare (anche) di trading system con Cristiano Raco e ne è venuto fuori un libro, poi c’era anche Andrea Vecchione e un altro libro, poi sono spariti e al tuo fianco Marco Vironda Gambin e via un altro libro, adesso appaio con Luca e la gente si farà pure delle domande. Bene, è venuto il momento di dare delle risposte.

Gli inizi, i progetti, il trading e tutto il resto

Io nel trading ho sempre cercato collaborazioni. C’è chi ama far tutto da solo e chi ama condividere le cose. Io appartengo sicuramente alla seconda categoria. Non sono una persona particolarmente simpatica o socievole, ma molte volte come scritto mi sono legato ad altri trader. Mettendomi in mostra le persone mi contattano e mi vengono a conoscere. A volte qualcuna anche mi chiede formazione. Ci si conosce, ci si annusa, ci si mette alla prova, a volte è capitato che sono nate idee da sviluppare insieme, e poi i progetti hanno preso forma, e il trading insieme è iniziato.

Inutile nasconderlo, io ho sempre amato avere qualcuno accanto che facesse le cose che io non so fare o anche semplicemente non amo fare. Prima di tutte la parte di programmazione dei codici di trading system. Devo vergognarmi di preferire la delega ad esperte più brave e capaci di me di questo aspetto? Non sentirsi a proprio agio in un aspetto tecnico della propria professione può essere di per sé una mancanza eccessiva? Non lo so, e sono sincero. Ma so che io ho fatto lavori che reputo eccellenti grazie alle persone che mi hanno affiancato, e che sono convinto nessuno di noi avrebbe fatto se non ci fosse stato a monte lo scambio di idee, il ragionamento assieme, la valutazione assieme, o anche solo la motivazione a farle da parte mia. Perché sicuramente sarò pessimo a scrivere in ELA o qualsiasi altra forma informatica, ma è anche vero che non mi manca mai la voglia di fare e che non riesco a non trasferirla a chi ho attorno. Insomma come quando pedalo so di essere scarso atleticamente ma di avere una energia di gran lunga maggiore della media come volontà e capacità di sopportazione, così nel trading.

Così facendo si crea, si prova, si sbaglia, e soprattutto si fa. Ad un certo punto è anche spesso venuto logico raccontare cosa stavo facendo, e per dovere e senso di giusta riconoscenza, ho sempre proposto di raccontarlo insieme. E’ così che sono nati gli interventi a ITForum o in altre occasioni, i siti web o i libri scritti a due mani. Perché è giusto che se uno ha piacere a far vedere ciò che ha fatto tramite la figura dell’altro più conosciuto di lui, io gli offra la possibilità di farlo.

Alcuni libri pubblicati da Fabrizio Bocca

 

 

 

 

La maturità, e l’ora del volo

Non so dire se sia un caso o una scelta inconscia, ma ho sempre collaborato con persone più giovani per età di me, e soprattutto per età professionale. Scherzo sul fatto di essere vecchio, ma in fondo è anche la verità: il trading di norma è cosa per giovani e inoltre sono pochi quelli che resistono nell’ambiente oltre vent’anni. Essendo io più anziano in tutto, osservo sempre con calma l’evoluzione della persona con cui sto costruendo le cose. Mai le cose vanno nello stesso modo, sempre le cose vanno in modo identico. Le sfumature possono fare differenze, o non esserci differenze anche con sviluppi opposti. Bisogna sapere osservare. Chi prende altre strade, chi preferisce tornare nel proprio guscio, chi ad un certo punto preferisce camminare da solo perché ormai le spalle si sono fatte forti. O perché trova la via di sviluppare altri progetti con altre persone, che con me magari non riusciva a fare.

E’ questa l’ora della maturità, della presa di coscienza, e del volo. In fondo lo so dal primo giorno che ci siamo conosciuti che questo momento deve arrivare, per il naturale corso delle cose. Chi di noi rimane fermo e immobile difficilmente cresce. Come io cresco collaborando con te, tu cresci di più poi collaborando con un altro. E così via.

Non è vero che se è tutto bello poi le persone non si separano. Non lo farebbero se uno dei due sovrastasse l’altro, ma la realtà è diversa e la maturità permette di sapersi staccare in serenità. Nulla tocca l’amicizia e il rispetto, quello rimane e ne vado anche fiero. Nulla impedisce in futuro di fare ancora cose insieme. Ma la strada prende vie diverse e meno male che accade. Anche per me, perché negarlo? Perché anche io cresco da nuove collaborazioni, dallo sviluppo di nuove cose, e soprattutto dall’incrocio di nuove menti.

In fondo rimango sempre qui, il tempo passa e il vecchio trader della provincia padana votata al culto del riso non ha ancora tolto la sua mano dal trading.

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