Bella questa domanda.

Da quando ho iniziato a fare trading ho sempre sentito parlare più o meno astrattamente e alle volte con un poco di filo logico su questo argomento: i volumi. Alle volte con argomenti anche molto convincenti.

Da tutte le parole riversate nelle mie orecchie però ne era scaturita una idea e convinzione:

NON SERVONO A NIENTE! Mi spiego meglio.

Io per “mentalità deformata” quando sono alla ricerca di “un qualcosa” voglio che quel qualcosa sia valido, che abbia in sé una alta probabilità di verificarsi. Non mi interessa che un segnale abbia il 60% di probabilità, io lo voglio che sia come minimo dal 75% in su, come minimo, per essere un qualcosa da considerare. Ciò vuol dire avere, almeno in teoria, 3 probabilità su 4 di fare la cosa giusta, se poi si riesce ad alzare ancora di più questa probabilità tanto meglio. Ma tornando ai volumi, anche andando a curiosare in casa d’altri, oppure andando a vedere, e dove possibile usare, gli indicatori sul volume più conosciuti, nessuno e ripeto nessuno rispondeva a questa domanda:

ma le mani forti, coloro che possono muovere il mercato, stanno comprando o stanno vendendo?

Ecco, questa è la domanda che mi son sempre posto.

Noto che è abbastanza di uso comune ritenere che alti volumi o comunque volumi sopra la media facciano scattare l’interesse per un determinato titolo o Futures che sia. L’aumento di volume sembra essere ritenuto un segnale di “interesse” e che porti con sé anche un aumento delle probabilità di fare un trade vincente. Io però mi ripeto la domanda precedente.

Quando avviene una transazione le due parti stanno “vedendo” le cose diametralmente opposte, uno “pensa” che scenda, l’altro “pensa” che salga. Questo “pensare” porta a fare l’operazione giusta solo per una delle due parti, si ma quale? Ecco, siamo di nuovo punto e a capo.

Il fatto che invece di 10.000 scambi ne facciano 5.000.000 è vero che c’è stato interesse ma non mi dice se hanno venduto o hanno comprato, mi dice solo che hanno “scambiato”. Vorrei sapere: cosa hanno fatto le mani che possono muovere il titolo considerato? Erano i venditori o i compratori, e si, sapere questo fa una grossa differenza, anzi GROSSISSIMA!

Negli ultimi anni parallelamente al mio trading ho impiegato moltissime risorse sia finanziarie che umane alla ricerca di una possibile soluzione a questa annosa domanda, per capire se le mani forti sono venditrici o acquirenti.

Questa ricerca ha portato allo sviluppo di un indicatore che ho chiamato “HANDS On” e i movimenti avvenuti sui mercati ultimamente sono stati un ulteriore buon banco di prova.

Partendo dall’articolo precedente dove avevo posto in essere l’operatività che avrei seguito, con i livelli critici da sfondare per scendere oppure reggere per salire, ebbene questi livelli, soprattutto Nasdaq e Fib hanno retto perfettamente mentre Dax si è fermato parecchio prima del test critico. Tutti e 3 i Futures hanno avuto in comune sia pure con tempistiche leggermente differenti lo stesso segnale “volumetrico”.

Cosa intendo? Intendo dire che i movimenti ribassisti avvenuti a fine anno realmente non erano “vendite” delle mani forti nel complessivo totale dei volumi.

Dando uno sguardo alla figura 1 del MiniDax contratto marzo19 fin dal suo ingresso “ufficiale” dal terzo venerdì di dicembre “le mani forti” hanno sempre concluso una operatività a “saldo positivo”. E’ quello che mi ha portato a prediligere l’operatività LONG come dichiarata negli articoli precedenti anche nei momenti in cui il prezzo scendeva. Il “saldo” sulla discesa NON era un saldo “negativo” ma era uno storno, un alleggerimento del saldo “positivo”. Come spiegarlo meglio di quello che intendo? Ci provo: se io parto da 0 e vendo 10.000 contratti, il mio saldo è -10.000. Ok? Quindi ho un “saldo negativo” e presumibilmente anche una direzione a ribasso finché il saldo non torna sopra lo 0 (zero).

Ben diversa è la situazione se io vendo sempre i 10.000 contratti ma il mio saldo di partenza era 40.000. Realmente io ho fatto un “alleggerimento” ma rimango ancora ampiamente positivo e quindi tendenzialmente rialzista.

F1) MiniDax

MiniDax con applicato indicatore di volume e l’indicatore HAND On. Fonte: dati Webank

Ecco questo è quanto successo a cavallo di fine anno. L’indicatore Hands On mi stava dicendo che le vendite erano dovute ad alleggerimenti e non a spinte ribassiste e fino a prova contraria dando di fondo a una proiezione rialzista. Ecco spiegato il perché della mia operatività LONG e il perché continuavo a dire LONG.

Come si vede bene dalla figura 2 sempre relativo al future MiniDax mar19 con altri indicatori sui volumi conosciuti si vede chiaramente come venerdì 18 gennaio le mani forti abbiano incrementato parecchio il saldo positivo di altri 12.000 e oltre contratti LONG.

F2) Future MiniDax

MiniDax con applicato alcuni indicatori di volume conosciuti e il mio Hands On. Fonte: dati Webank

Ecco che forse adesso comincia ad apparire più chiaro cosa cerco e cosa pretendo dai “volumi”: sapere cosa stanno facendo le mani forti.

Ora dato i “saldi attuali” uno storno dei prezzi porterebbe ad un alleggerimento del loro portafoglio che si è caricato di “long” e sarebbe anche naturale visto che abbiamo raggiunto i primi obiettivi minimi rialzisti. Ora si tratta di spingere ulteriormente per arrivare ai target dati che stanno a 21400 per Fib, 11700 MiniDax e ritorno a 7000 per Nasdaq. Caricheranno ancora con acquisti senza nessuno storno? Mmmmm, non credo. Le soglie critiche a fare da “supportone” sono 18900 (sempre la solita) per Fib, 10800 per MiniDax e 6540 di Nasdaq. Sotto questi valori (ovviamente per me) tenteranno di spingere a ribasso e naturalmente controllerò se anche i saldi vorranno portarli in negativo altrimenti sarà ancora LONG.

Bene, siamo alla fine dell’articolo di oggi. Spero di aver innescato un po’ di curiosità e alimentato gli stimoli alla ricerca ed eventualmente rimando al mio sito se qualcuno ha un po’ di curiosità.
Ah dimenticavo, a riguardo della affermazione iniziale sui volumi, adesso posso dire di aver cambiato opinione.

SERVONO ECCOME! Ma solo perché ho trovato il modo di rispondere alla mia domanda.
See you later

Bruno Prelli

Bruno Prelli, mi avvicino ai mercati finanziari nel 1993 che da allora seguo costantemente e opero per gestire i miei investimenti. Ho partecipato a diversi concorsi fra cui le 2 edizioni della TRADERS’ Cup ottenendo un secondo posto nel 2014 sulle azioni e il primo posto nell’edizione 2015 sezione algotrading. Seguo costantemente i future sugli indici azionari e sulle azioni italiane. Attivo sui social o tramite il mio canale www.privatetrading.it